Steve Wozniak scatenato contro Musk: «Se vuoi vedere come può ucciderti l’intelligenza artificiale compra una Tesla»

Enrica Perucchietti

10 Maggio 2023 - 10:00

Il co-fondatore di Apple ha attaccato sulla CNN Musk e Tesla. E se sul futuro della IA si dimostra fiducioso, l’ondata di licenziamenti nella Silicon Valley continua. I casi di IBM e LinkedIn.

Steve Wozniak scatenato contro Musk: «Se vuoi vedere come può ucciderti l’intelligenza artificiale compra una Tesla»

«In realtà, credevo a quelle cose [le promesse della guida autonoma], ma non sono neanche lontanamente vicine alla realtà. E, ragazzi, se volete uno studio sull’IA che cerca di uccidervi ogni volta che può, prendete una Tesla».

Il co-fondatore di Apple, Steve Wozniak, non le manda a dire e, durante il programma “This Morning” della CNN, incalzato dalla co-conduttrice Kaitlan Collins che gli ha chiesto come mai non avesse mai incontrato Elon Musk di persona, ha attaccato l’imprenditore sudafricano e Tesla.

«Non l’ho mai incontrato, né tantomeno ho mai parlato con lui», ha ammesso Wozniak. «Ammiro alcune cose che ha fatto per il mondo, come la spinta verso le auto elettriche. Ma le sue vere motivazioni… vengono oscurate da molte cose», ha continuato, per poi aggiungere che «in pratica Elon ha ottenuto un sacco di soldi da me per la mia macchina».

Sebbene sia sempre stato un apprezzatore dei veicoli di Musk, da qualche tempo Wozniak sta criticando senza mezzi termini alcuni aspetti delle Tesla, in particolare l’autopilot, sistema che promette cose lontane dalla realtà.

«Credevo alle cose che diceva, che la macchina sarebbe stata in grado di guidarsi da sola attraverso il Paese entro la fine del 2016. Oh! Ho dovuto sborsare 15mila dollari per aggiornare quel modello, ma non è cambiato assolutamente nulla […] Insomma era chiaro che non sarebbe mai stata capace di pilotare da sola per tutto il Paese, ma ecco che se ne è uscito con un nuovo modello “questa ha otto telecamere e attraverserà il paese intero entro la fine del 2017”, ma non era vero nemmeno quello».

Il rancore di quella che ha descritto come una «fregatura» ha anticipato l’affondo finale: «Ragazzi, volete fare uno studio su quello che succede quando le IA impazziscono e rischiano di uccidere qualcuno? Bene, acquistate una Tesla».

Le parole al vetriolo di Wozniak hanno imbarazzato i conduttori che si sono lasciati sfuggire un “wow!” di commento.

Come se non bastasse, nell’intervista, Wozniak ha parlato anche del tema all’ordine del giorno, ossia lo sviluppo di intelligenze artificiali come ChatGPT che potrebbe rendere più difficile individuare fake news e truffe: per tale motivo i contenuti artificiali creati dall’IA dovrebbero essere chiaramente etichettati come tali.

Il cofondatore di Apple ritiene necessario che le autorità adottino una regolamentazione seria per evitare che i malintenzionati possano prendere il controllo della tecnologia per truffare gli utenti: «un essere umano deve davvero assumersi la responsabilità di ciò che viene generato dall’IA» ha affermato Wozniak.

A differenza però di Musk e del migliaio di esperti, firmatari della lettera in cui si chiedeva una sospensione di sei mesi dallo sviluppo della AGI, Wozniak si è dimostrato più ottimista sul futuro, frenando l’isteria dei suoi colleghi sui possibili scenari alla Terminator, spiegando che la mancanza di emozioni impedirà all’intelligenza artificiale di sostituire gli umani a livello lavorativo.

Eppure, l’ondata di licenziamenti nella Silicon Valley, dimostra l’esatto opposto… Solo qualche giorno fa il CEO di IBM, Arvind Krishna, ha parlato dell’uso dell’IA all’interno dell’azienda e ha svelato che la compagnia ha intenzione di mettere in pausa l’assunzione per 7.800 posizioni lavorative con l’intenzione di riuscire a sostituire tali persone con IA o sistemi automatizzati.

Anche LinkedIn ha confermato il licenziamento di 716 dipendenti, ovvero del 4% della forza lavoro dell’azienda, nonostante quello che il CEO di LinkedIn Ryan Roslansky ha definito un periodo caratterizzato da “record di coinvolgimento sulla piattaforma”. Così facendo, la società di proprietà di Microsoft segue l’esempio di Dropbox e altri colossi della tecnologia che da un lato tagliano la forza lavoro e dall’altro la soppiantano con la IA.