Stellantis torna a fare utili. Ecco perché il titolo può salire ancora

Redazione Money Premium

30 Luglio 2026 - 09:42

Stellantis chiude il trimestre con 300 milioni di utile. Il piano di rilancio funziona davvero?

Stellantis torna a fare utili. Ecco perché il titolo può salire ancora

I conti trimestrali diffusi questa mattina da Stellantis delineano un quadro di progressivo consolidamento dopo un 2025 particolarmente complesso, con il secondo trimestre 2026 che evidenzia miglioramenti netti su tutti i principali indicatori.

I ricavi netti hanno raggiunto 43,5 miliardi di euro, in crescita del 13 percento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre l’utile operativo rettificato è salito a 0,8 miliardi di euro, con un incremento del 263 percento e un margine dell’1,8 percento.

I numeri di un trimestre positivo

L’utile netto è tornato positivo a 0,3 miliardi di euro, a fronte di una perdita di 1,9 miliardi nel secondo trimestre 2025, e il free cash flow industriale ha generato 1,0 miliardo di euro, un miglioramento di un miliardo rispetto allo scarso contributo dell’anno prima. I volumi di spedizione consolidati si sono attestati a 1,597 milioni di unità, in aumento del 10 percento, confermando la dinamica già anticipata a metà mese.

Nel complesso del primo semestre i ricavi netti hanno toccato 81,6 miliardi di euro (+10 percento)}], l’utile operativo rettificato 1,7 miliardi (+221 percento) con margine al 2,1 percento e l’utile netto 0,67 miliardi, mentre il free cash flow industriale, pur ancora negativo per 0,921 miliardi, mostra un miglioramento del 69 percento rispetto al primo semestre 2025. La liquidità industriale disponibile resta solida a 44,1 miliardi di euro, pari al 27 percento dei ricavi netti degli ultimi dodici mesi, all’interno dell’intervallo obiettivo del gruppo.

La performance regionale rivela chiaramente dove si concentra il motore della ripresa. Il Nord America ha registrato spedizioni in aumento del 38 percento a 445 mila unità e ricavi a 18,2 miliardi di euro (+32 percento), con un contributo all’utile operativo rettificato di 284 milioni e un margine dell’1,6 percento. Le vendite totali nella regione sono cresciute del 6 percento, con la quota di mercato statunitense salita al 7,4 percento, spinta da modelli come Jeep Grand Wagoneer, Ram 1500 e Chrysler Pacifica.

L’Europa allargata, invece, mostra ancora difficoltà: spedizioni +5 percento a 762 mila unità ma ricavi sostanzialmente stabili a 16,4 miliardi e un utile operativo rettificato negativo di 94 milioni, con margine a -0,6 percento. Il Sud America mantiene una redditività elevata (margine 9,3 percento) nonostante volumi in lieve calo, mentre Medio Oriente e Africa e Asia Pacifico contribuiscono positivamente ma su basi più contenute.

Gli effetti del piano Filosa

Il commento di Antonio Filosa, amministratore delegato dal giugno 2025, sottolinea come il trimestre sia stato caratterizzato da progressi continui guidati dal Nord America e supportati da tutti gli altri mercati, con miglioramenti su ricavi, utile operativo e free cash flow. Il management conferma la piena implementazione della strategia FaSTLAne 2030, presentata a maggio, che punta a ricavi di 175 miliardi nel 2028 e 190 miliardi nel 2030, con margini operativi rettificati rispettivamente al 5 e al 7 percento. I lanci di prodotto proseguono secondo i piani, con novità come Ram 1500 TRX SRT già in consegna e una pipeline che include Jeep Recon elettrico, Fiat Grande Panda e altri modelli ibridi e a batterie. Le partnership con Leapmotor continuano a dare frutti, con vendite moltiplicate per sei nell’area europea.

Dal punto di vista dell’analisi finanziaria, i risultati confermano la guidance per l’intero 2026: crescita a una cifra media dei ricavi, margine operativo rettificato a una cifra bassa e free cash flow industriale in miglioramento rispetto al 2025, con ritorno alla generazione positiva atteso nel 2027. Il peso dei dazi netti è stimato tra 1,0 e 1,2 miliardi di euro per l’anno, mentre i pagamenti legati agli oneri del secondo semestre 2025 (circa 2 miliardi totali) continuano a gravare sulla cassa.

L’inventario totale è aumentato del 20 percento a 1,444 milioni di unità, con le scorte dei concessionari statunitensi a 92 giorni, un elemento da monitorare attentamente per la dinamica commerciale della seconda parte dell’anno, che il management prevede più pesante nel quarto trimestre dopo le fermate estive.

La ripresa del titolo è vicina?

Il titolo Stellantis, quotato a Milano come STLAM, a Parigi come STLAP e a New York come STLA, arriva a questi numeri dopo un percorso di forte deprezzamento: in calo di circa il 45 percento da inizio 2026 e di oltre l’80 percento rispetto ai massimi del 2024, con quotazioni che nelle ultime sedute si aggiravano intorno ai 6 dollari sul mercato americano. La scarsa redditività europea, le pressioni regolatorie e i costi di trasformazione verso l’elettrico hanno pesato a lungo sul multiplo, ma i dati di oggi mostrano una stabilizzazione operativa, un ritorno alla generazione di cassa trimestrale e una guida confermata che riducono il rischio di nuove delusioni nel breve termine.

Se il secondo semestre riuscirà a mantenere il ritmo di miglioramento dei costi e dei mix, soprattutto in Nord America, e se le nuove linee di prodotto riuscissero a sostenere i volumi senza comprimere ulteriormente i margini, il mercato potrebbe iniziare a rivedere al rialzo le aspettative di recovery. Restano tuttavia variabili esterne rilevanti, tra cui l’evoluzione dei dazi, la domanda europea di veicoli elettrici e la capacità di gestire le scorte senza ricorrere a sconti aggressivi.