Antonio Filosa prepara la svolta di Stellantis. Il deal con Dongfeng Motor Corporation anticipa la nuova strategia globale di Stellantis che sarà svelata il 21 maggio.
Stellantis cambia strategia sulla Cina. Dietro l’accordo da oltre 1 miliardo di euro con Dongfeng Motor Corporation c’è un approccio che ricorda un principio dell’“Arte della guerra” di Sun Tzu: quando un terreno diventa troppo difficile da controllare, conviene sfruttarne la forza invece di contrastarla frontalmente.
Negli ultimi anni il mercato auto cinese è diventato un incubo per molti gruppi occidentali. I marchi locali hanno conquistato quote enormi sull’elettrico, la pressione sui prezzi ha compresso margini e perfino gruppi storici europei e americani hanno iniziato a perdere terreno. Anche Stellantis aveva progressivamente ridotto la propria esposizione dopo la fine della joint venture Jeep con GAC nel 2022. In molti avevano letto quella scelta come l’inizio di una ritirata.
La mossa di Antonio Filosa racconta invece una strategia diversa. Facendo leva su partnership industriali, capacità produttiva esistente e tecnologie EV cinesi, Stellantis punta a limitare il capitale immobilizzato e ad aumentare la flessibilità industriale, trasformando la Cina anche in una piattaforma per l’export.
L’accordo sembra dunque il primo passo operativo della strategia che Antonio Filosa presenterà il 21 maggio all’Investor Day di Auburn Hills.
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L’accordo da 1 miliardo tra Stellantis e Dongfeng spiegato
L’intesa firmata tra Stellantis e Dongfeng Motor Corporation vale oltre 8 miliardi di yuan, circa 1 miliardo di euro, e ruota attorno a una joint venture Dpca (Dongfeng Peugeot Citroën Automobile), attiva da più di trent’anni.
Dal 2027 lo stabilimento di Wuhan dovrebbe avviare la produzione di nuovi modelli Peugeot e Jeep a nuova energia. Il piano iniziale prevede due Peugeot NEV destinate soprattutto al mercato cinese e due Jeep elettriche/off-road pensate anche per l’export globale.
L’aspetto più interessante però è la struttura dell’operazione. Stellantis dovrebbe contribuire con circa 130 milioni di euro, una quota relativamente contenuta rispetto alla dimensione complessiva del progetto. Il resto dell’investimento sarà sostenuto dalle politiche industriali della provincia di Hubei e della città di Wuhan. Stellantis, dunque, non dovrà costruire da zero una nuova struttura produttiva immobilizzando miliardi di capitale. Userà impianti già operativi, una filiera locale già sviluppata e soprattutto un partner come Dongfeng Motor Corporation, che sul mercato cinese e sulle tecnologie EV ha ormai un vantaggio enorme rispetto a molti gruppi occidentali.
È una logica quasi opposta rispetto a quella seguita per anni da molti gruppi occidentali in Cina.
Oltre alla produzione, i due gruppi hanno firmato anche un memorandum strategico non vincolante per rafforzare la collaborazione su ricerca, sviluppo e tecnologie elettriche intelligenti. Un dettaglio che fa pensare a una partnership destinata ad andare oltre i quattro modelli annunciati oggi.
“Con oltre 30 anni di collaborazione e una comprovata esperienza nel settore automobilistico, Stellantis e Dongfeng sono pronte a sfruttare ulteriormente i propri punti di forza e a lanciare veicoli completamente nuovi con tecnologie elettriche all’avanguardia”, ha dichiarato Antonio Filosa.
Dietro il deal con Dongfeng c’è una svolta per Stellantis
L’accordo annunciato da Stellantis arriva a pochi giorni dall’Investor Day di Auburn Hills del 21 maggio. Sarà il primo vero banco di prova per Antonio Filosa, chiamato a spiegare che cosa vuole fare di un gruppo stretto tra concorrenza cinese e transizione elettrica più costosa del previsto.
Negli ultimi anni i grandi costruttori occidentali hanno speso miliardi sull’elettrico immaginando una domanda molto più forte. Ma in Europa le vendite EV crescono meno delle attese e la Cina continua a spingere sui prezzi.
Il deal firmato da Stellantis sembra anticipare una possibile via di uscita da questo impasse. E il 21 maggio si capirà se questa logica resterà confinata alla Cina o diventerà il metodo Filosa per ridisegnare tutto il gruppo.
Secondo diverse indiscrezioni di mercato, il nuovo piano potrebbe segnare anche una svolta più pragmatica sull’elettrico, che resterebbe centrale, ma con più spazio per ibrido, multi-energy e collaborazioni industriali mirate per ridurre costi e rischi.
Anche la mappa geografica del gruppo potrebbe cambiare. Alcuni marchi potrebbero diventare più regionali, con investimenti concentrati solo dove la marginalità è davvero elevata.
Se questa impostazione verrà confermata, Stellantis potrebbe diventare uno dei primi grandi gruppi occidentali a trasformare la Cina da problema competitivo a leva industriale.
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