Stato di emergenza è anticostituzionale: giudice annulla multe del lockdown

Secondo un giudice lo stato di emergenza è anticostituzionale e per questo anche le multe emesse in quel periodo sono illegittime.

Stato di emergenza è anticostituzionale: giudice annulla multe del lockdown

Lo stato di emergenza introdotto dal premier Giuseppe Conte per fronteggiare l’emergenza sanitaria sarebbe anticostituzionale secondo il giudice di pace Emilio Manganiello. Per questo motivo il giudice avrebbe deciso di annullare una multa da 400 euro disposta nei confronti di un uomo e sua figlia rei di aver violato l’obbligo di rimanere all’interno della propria abitazione durante il lockdown.

Secondo il giudice infatti la Costituzione italiana non contiene alcun riferimento alla possibilità di proclamare lo stato di emergenza in relazione al rischio sanitario, perciò anche le sanzioni derivate dal provvedimento firmato dal premier Conte dovrebbero decadere, in quanto illegittime.

Giudice annulla le multe del lockdown

Lo stato di emergenza e il conseguente lockdown sarebbero illegittimi e quindi con una sentenza dello scorso 15 luglio ha deciso di annullare una multa emessa dutante la quarantena appellandosi all’art. 13 secondo cui “la libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria, escludendo quindi anche la situazione di lockdown.

Nella sentenza si legge inoltre che “in conseguenza, la dichiarazione adottata dal Consiglio dei ministri il 31.01.2020 è illegittima, perché emanata in assenza dei presupposti legislativi, in quanto nessuna fonte costituzionale o avente forza di legge ordinaria attribuisce il potere al Consiglio dei ministri di dichiarare lo stato di emergenza per rischio sanitario". E le multe disposte a chi ha violato il lockdown, sarebbero di conseguenza illegittime.

L’Italia è antidemocratica come la Cina

Il giudice di pace si scaglia contro il provvedimento del Governo definendolo alla stregue di quelli presi nei Paesi antidemocratici, come la Cina, specificando che “tali illegittime misure di sanità pubblica sono state recepite dal DCPM sul modello di quelle adottate in Stati non democratici come la Cina, che hanno un ordinamento costituzionale autoritario giuridicamente incompatibile con il nostro ordinamento costituzionale”.

Per il momento si tratta di una sentenza unica, riferita ad uno specifico caso, ma potrebbe far discutere molto la magistratura. Il giudice conclude affermando che la misura di permanenza domiciliare è fortemente lesiva della libertà personale e solamente l’autorità giudiziaria dispone della facoltà di imporla.

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