Stato civile: che vuol dire celibe e nubile

Cosa indicare nello stato civile? A cosa serve e che vuol dire celibe, nubile, coniugato e libero? Guida alla compilazione.

Stato civile: che vuol dire celibe e nubile

Quante volte ti è capitato di dover compilare la voce “stato civile”? Sicuramente molte, infatti lo stato civile viene richiesto sui documenti di identità, nei moduli per partecipare ai concorsi pubblici, nelle documentazioni amministrative e spesso anche nei form dedicati alla ricerca del lavoro.

Lo stato civile indica lo “status” del cittadino che può essere sposato, divorziato, vedovo, celibe (se uomo) o nubile (se donna). Queste informazioni possono essere rilevanti per la Pubblica amministrazione per questo in alcune circostanze è obbligatorio renderle, mentre in altre è facoltativo.

“Stato civile”: che vuol dire, cosa scrivere e quando serve

Per “stato civile” si intende la condizione giuridicamente rilevante in cui un cittadino si trova al momento della compilazione di un certo documento (come la carta d’identità), alla partecipazione ad un concorso pubblico e altri adempimenti di carattere amministrativo o burocratico. In altre parole, lo stato civile indica la condizione di una certa persona, che può essere in quel momento libera (quindi nubile o celibe), sposata, divorziata o vedova.

Le informazioni da rendere alla voce stato civile non sono state sempre uguali, ci possono essere diciture diverse:

  • fino al 13 settembre 1996 sui documenti si usava scrivere celibe (per gli uomini non sposati), nubile (per le donne sposate), divorziato/a, vedovo/a;
  • dal 1996 in poi la dicitura stato civile è stata ridotta a due scelte: libero/a o coniugato/a, eliminando la distinzione tra celibe e nubile e lo status di divorziato.

Inoltre a partire dall’anno 2000, il Ministero dell’Interno ha stabilito che nella maggior parte dei casi l’indicazione dello stato civile è facoltativa e non obbligatoria, fatta eccezione per alcuni documenti che la richiedono espressamente.

Contrariamente a quanto molti pensano, l’indicazione dello stato civile sulla carta d’identità non è obbligatorio, anzi deve essere preventivamente autorizzato dal richiedente per motivi di privacy.

Se lo stato civile cambia bisogna aggiornare i documenti?

Lo stato civile è la “fotografia” dello status del cittadino al momento della compilazione di un documento o atto amministrativo e può cambiare nel tempo, ad esempio si può passare da “libero” a “coniugato” da “coniugato” a “vedovo”.

Se lo stato civile cambia c’è bisogno di aggiornare e correggere tutti i documenti? In generale la risposta è no, a meno che non ci siano delle disposizioni particolari. Quindi se la carta d’identità riporta un’informazione che non è più veritiera non si è obbligati ad aggiornarla; la voce “stato civile” potrà essere modificata la momento del rinnovo o del rilascio di un nuovo documento in caso di furto o smarrimento. Invece il cambio di residenza sulla carta d’identità va modificato tempestivamente poiché serve a rintracciare la persona, mentre il passaggio da “coniugato” a “libero” e viceversa non è utile ad identificare e rintracciare il titolare della carta.

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