Celibe e nubile, significato e differenza: cosa scrivere nello stato civile

Isabella Policarpio

21/05/2021

06/09/2021 - 12:39

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Celibe, nubile, coniugato/a, libero/a: differenza, significato e definizione per compilare lo stato civile senza errori.

Celibe e nubile, significato e differenza: cosa scrivere nello stato civile

Che differenza c’è tra celibe e nubile, cosa significano e cosa scrivere nello stato civile di una persona: ecco cosa vogliono dire questi concetti, informazioni molto importanti poiché necessarie a compilare moduli e documenti amministrativi, partecipare ai concorsi pubblici, richiedere agevolazioni e cercare lavoro.

Le indicazioni dello stato civile possono essere rilevanti per la Pubblica amministrazione per questo in alcune circostanze è obbligatorio renderle, mentre in altre è facoltativo (ad esempio sulla carta d’identità).

Qual è lo stato civile di una persona

Quando si parla di “stato civile” si indica lo status di una persona rilevante dal punto di vista amministrativo e per la legge: se è congiunta, divorziata, libera e quindi celibe o nubile.

Lo stato civile va indicato in una lunga serie di documenti, anche quando ci si candida ad un’offerta di lavoro o si richiedono benefici e bonus fiscali.

Cosa scrivere nello stato civile

Le informazioni da rendere alla voce “stato civile” sono cambiate negli anni. Fino al 13 settembre 1996, si doveva indicare il proprio status tra Celibe/Nubile oppure Divorziato/a o Vedovo/a.

Le cose sono cambiate con la nuova circolare del Ministero dell’Interno n. 09605006-15100/4571 ed ora bisogna scrivere: Coniugato/a o Libero/a.

Quindi è sparito lo status di divorziato/a e la differenza tra celibe e nubile, che indica la persona non ancora coniugata.

Contrariamente a quanto molti pensano, l’indicazione dello stato civile sulla carta d’identità non è obbligatorio, anzi deve essere preventivamente autorizzato dal richiedente per motivi di privacy.

Che cosa vuol dire celibe e differenza con nubile

Anche se non è più richiesto nell’indicazione dello stato civile di una persona, spesso sorge il dubbio circa la differenza tra celibe e nubile. Per spiegarla partiamo dal significato riportato dal vocabolario della lingua italiana Treccani:

“cèlibe agg. e s. m. [dal lat. caelebs -lĭbis]. – Chi non ha preso moglie, non ammogliato.”

L’aggettivo celibe indica gli uomini che non sono sposati; per questo prima del matrimonio generalmente si festeggia l’addio al celibato.

Passiamo al significato di nubile:

“nùbile agg. [dal lat. nubĭlis «(in età) da marito», der. di nubĕre «maritarsi»]. – Di donna, che non s’è sposata (è il corrispondente di celibe, riferito all’uomo).”


Il termine nubile è il corrispettivo di “celibe” al femminile e indica le donne che non sono sposate.

Cosa significa nome da nubile?

In Italia le donne sposate conservano il proprio cognome. Ciò è stabilito all’articolo 143- bis del Codice civile:

“La moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserva durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze.”

Tuttavia, se una donna lo preferisce, può farsi chiamare con il cognome del marito, pur mantenendo il cognome da nubile nei rapporti professionali. Con l’espressione nome da nubile si intende il cognome anagrafico della donna prima del matrimonio (quello riportato sulla carta d’identità).

Se cambia lo stato civile bisogna aggiornare i documenti?

Lo stato civile è la “fotografia” dello status del cittadino al momento della compilazione di un documento o atto amministrativo e può cambiare nel tempo, ad esempio si può passare da “libero” a “coniugato” da “coniugato” a “vedovo”.

Se lo stato civile cambia c’è bisogno di aggiornare e correggere tutti i documenti? In generale la risposta è no, a meno che non ci siano delle disposizioni particolari.

Quindi se la carta d’identità riporta un’informazione che non è più veritiera non si è obbligati ad aggiornarla; la voce “stato civile” potrà essere modificata la momento del rinnovo o del rilascio di un nuovo documento in caso di furto o smarrimento.

Invece il cambio di residenza sulla carta d’identità va modificato tempestivamente poiché serve a rintracciare la persona, mentre il passaggio da “coniugato” a “libero” e viceversa non è utile ad identificare e rintracciare il titolare della carta.

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