Celibe e nubile, significato e differenza: cosa scrivere nello stato civile

Giulia Manzi

9 Giugno 2022 - 12:39

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Compilare lo stato civile senza errori: quando va modificato, quando si usano celibe, nubile, coniugato/a, libero/a e che differenze ci sono.

Celibe e nubile, significato e differenza: cosa scrivere nello stato civile

Quando si compila un modulo o un documento amministrativo, ma anche se si desidera richiedere agevolazioni e partecipare a concorsi pubblici, è necessario segnalare il proprio stato civile. Se coniugato/a è un sempreverde che vale per tutti, lo stesso non è per i termini “celibe” e “nubile”. Ecco che differenze ci sono tra “celibe” e “nubile”, cosa significano e cosa scrivere nel proprio stato civile.

Da premettere che le indicazioni dello stato civile possono essere rilevanti per la Pubblica amministrazione, ma non sempre sono obbligatorie. Per esempio, se è indispensabile specificare il proprio stato civile in caso di richiesta di un’agevolazione fiscale, non è necessario indicarlo sulla carta di identità. Anzi, in questo caso l’inserimento della dicitura va preventivamente autorizzato dal richiedente per motivi di privacy.

Qual è lo stato civile di una persona

Quando si parla di “stato civile” si indica lo status di una persona rilevante dal punto di vista amministrativo e per la legge: se è congiunta, divorziata, libera e quindi celibe o nubile.

In pratica, lo stato civile delinea la situazione privata di un individuo e specifica se tra questi e un terzo intercorra una relazione di tipo matrimoniale, o sottolinea l’assenza di tal tipo di legame giuridico.

Lo stato civile va indicato in una lunga serie di documenti, anche quando ci si candida a un’offerta di lavoro o si richiedono benefici e bonus fiscali.

Cosa scrivere nello stato civile

Nel tempo, le informazioni da inserire alla voce “stato civile” sono cambiate. Fino al 13 settembre 1996, gli status da segnalare erano:

  • celibe/nubile;
  • divorziato/a;
  • coniugato/a;
  • vedovo/a.

La circolare del ministero dell’Interno n. 09605006-15100/4571 ha semplificato le terminologie da usare per definire lo stato civile, eliminando lo status di divorziato/a, di vedovo/a, e la differenza tra celibe e nubile, così da prediligere esclusivamente l’identificazione dell’eventuale contratto matrimoniale in essere, ed eliminando i riferimenti a uno status precedente.

Attualmente, nello stato civile, sono ammesse le seguenti definizioni:

  • coniugato/a;
  • libero/a.

Che cosa vuol dire celibe e differenza con nubile

Anche se non è più richiesto nell’indicazione dello stato civile di una persona, spesso sorge il dubbio circa la differenza tra celibe e nubile. Per spiegarla partiamo dal significato riportato dall’Enciclopedia Italiana La Treccani:

“cèlibe agg. e s. m. [dal lat. caelebs -lĭbis]. – Chi non ha preso moglie, non ammogliato.”

L’aggettivo celibe indica gli uomini che non sono sposati; per questo prima del matrimonio generalmente si festeggia l’addio al celibato.

Per contro, nubile è il corrispettivo di “celibe” al femminile e indica le donne che non sono sposate, come specificato da La Treccani:

“nùbile agg. [dal lat. nubĭlis «(in età) da marito», der. di nubĕre «maritarsi»]. – Di donna, che non s’è sposata (è il corrispondente di celibe, riferito all’uomo).”

Cosa significa nome da nubile?

In Italia le donne sposate conservano il proprio cognome. Ciò è stabilito all’articolo 143- bis del Codice civile:

La moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserva durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze.

Tuttavia, se una donna lo preferisce, può farsi chiamare con il cognome del marito, pur mantenendo il cognome da nubile nei rapporti professionali. Con l’espressione nome da nubile si intende il cognome anagrafico della donna prima del matrimonio (quello riportato sulla carta d’identità).

Se cambia lo stato civile bisogna aggiornare i documenti?

Lo stato civile è la “fotografia” dello status del cittadino al momento della compilazione di un documento o atto amministrativo e può cambiare nel tempo, ad esempio si può passare da “libero” a “coniugato”.

Se lo stato civile cambia c’è bisogno di aggiornare e correggere tutti i documenti? In generale la risposta è no, a meno che non ci siano delle disposizioni particolari.

Quindi se la carta d’identità riporta un’informazione che non è più veritiera non si è obbligati ad aggiornarla. Basterà aspettare il momento del rinnovo, o del rilascio di un nuovo documento in caso di furto o smarrimento per modificare anche la voce “stato civile”.

Questo vale solo per la carta di identità, dove - ricordiamo - non è obbligatorio indicare il proprio stato civile, in quanto non è un elemento indispensabile per identificare e rintracciare il titolare, a meno che non si sia optato per il cambio di cognome. In tal caso vanno aggiornati anche i documenti d’identità come carta d’identità, passaporto e patente.

È invece obbligatorio aggiornare documenti quali moduli assicurativi, o designanti agevolazioni su cui il cambio di stato civile può influire.

I casi in cui va comunicato tempestivamente il proprio cambio di stato civile, quindi se si è tornati celibi o nubili, o se ci si è sposati, sono:

  • assicurazioni: a seconda della tipologia di assicurazione, si può verificare, col cambio di stato civile, una modifica del premio assicurativo, o un adeguamento della polizza;
  • attività lucrativa: il datore di lavoro deve verificare l’adeguamento degli assegni familiari e inoltrare l’informazione agli istituti di previdenza. In caso di versamento di rendita, invece, la cassa di compensazione verifica se il cambio di stato civile influisce sul suo importo;
  • autorità fiscale: il reddito netto imponibile potrebbe cambiare in modo significativo con la modifica dello stato civile.
  • istituti di credito.

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