Celibe e nubile, significato e differenza: cosa scrivere nello stato civile

Giulia Manzi - Ilena D’Errico

5 Gennaio 2026 - 01:16

Compilare lo stato civile senza errori: quando va modificato, quando si usano celibe, nubile, coniugato/a, libero/a e che differenze ci sono.

Celibe e nubile, significato e differenza: cosa scrivere nello stato civile

L’istituto del matrimonio è cambiato moltissimo negli anni, non soltanto dal punto di vista giuridico ma anche da quello della percezione sociale. Essere sposati non definisce oggi cittadini e cittadine come un tempo, tant’è che alla fatidica domanda sullo stato civile che viene posta nei documenti si crea un bel po’ di confusione. Non tutti sono sicuri delle differenze tra celibe e nubile, anche perché in alcuni contesti viene semplicemente posta una scelta tra coniugato/a e libero/a.

Quest’informazione così personale è di fatto un dato della persona a livello legale e fiscale, parte delle condizioni pubbliche come la residenza, la nascita, il decesso e così via. In realtà, lo stato civile vero e proprio inteso come certificato del Comune include tutte queste informazioni sui cittadini, inglobando tutto ciò che riguarda lo status amministrativo e anagrafico. Quando nei documenti vengono poste domande sullo stato civile, tuttavia, ci si riferisce al legame coniugale. La compilazione, peraltro, cambia a seconda del documento che la richiede.

Cosa scrivere nello stato civile

Lo stato civile, inteso come voce nei documenti nella parte in cui si indicano i propri dati, prevedeva diverse voci un tempo. Fino al 1996, in particolare, si distingueva tra:

  • celibe/nubile;
  • divorziato/a;
  • coniugato/a;
  • vedovo/a.

Il ministero dell’Interno ha però semplificato la terminologia, ritenendo opportuno ridurre le voci a:

  • coniugato/a;
  • libero/a.

Sono infatti questi i termini sufficienti a definire lo status coniugale di un cittadino in maniera attuale. Agli occhi della legge una persona divorziata o vedova è libera da vincoli matrimoniali esattamente come una persona che non si è mai sposata, pertanto i riferimenti a condizioni precedenti non sono rilevanti da questo punto di vista. Chi è sposato deve quindi indicare coniugato o coniugata, una categoria che comprende le persone separate ma non quelle legate da un’unione civile.

Quest’ultima è molto diversa nell’ordinamento italiano dal matrimonio, tant’è che nello stato familiare si parla di “unito/a civilmente” anziché coniugato/a. Nemmeno i conviventi possono indicarsi come coniugati, una definizione che riguarda esclusivamente il matrimonio (con effetti civili, indipendentemente dall’aspetto religioso). È però bene sapere che in alcuni contesti, a seconda della necessità dell’informazione, potrebbero essere previste delle deroghe per semplificare. D’altra parte, sulla carta d’identità e sui documenti in generale quest’informazione non è obbligatoria, tant’è che per inserirla bisogna firmare l’apposito consenso per la privacy.

Differenza tra celibe e nubile

Le domande sullo stato civile non riguardano soltanto documenti d’identità e di riconoscimento, ma anche molti contratti e rapporti tra privati, in cui l’informazione può essere determinante a fini fiscali, patrimoniali, assicurativi e così via. Ci si potrebbe quindi trovare a selezionare una casella tra celibe e nubile, una differenza che riguarda soltanto il lessico. Entrambe le parole si riferiscono a persone non sposate, la prima per gli uomini e la seconda per le donne.

L’aggettivo celibe indica gli uomini che non sono sposati; per questo prima del matrimonio generalmente si festeggia l’addio al celibato.

Per contro, nubile è il corrispettivo di “celibe” al femminile e indica le donne che non sono sposate, come specificato da La Treccani:

“nùbile agg. [dal lat. nubĭlis «(in età) da marito», der. di nubĕre «maritarsi»]. – Di donna, che non s’è sposata (è il corrispondente di celibe, riferito all’uomo).”

Cosa significa nome da nubile?

In Italia le donne sposate conservano il proprio cognome. Ciò è stabilito all’articolo 143 bis del Codice civile:

La moglie aggiunge al proprio cognome quello del marito e lo conserva durante lo stato vedovile, fino a che passi a nuove nozze.

Tuttavia, se una donna lo preferisce, può farsi chiamare con il cognome del marito, pur mantenendo il cognome da nubile nei rapporti professionali. Con l’espressione nome da nubile si intende il cognome anagrafico della donna prima del matrimonio (quello riportato sulla carta d’identità).

Se cambia lo stato civile bisogna aggiornare i documenti?

Lo stato civile è la “fotografia” dello status del cittadino al momento della compilazione di un documento o atto amministrativo e può cambiare nel tempo, ad esempio si può passare da “libero” a “coniugato”.

Se lo stato civile cambia c’è bisogno di aggiornare e correggere tutti i documenti? In generale la risposta è no, a meno che non ci siano delle disposizioni particolari.

Quindi se la carta d’identità riporta un’informazione che non è più veritiera non si è obbligati ad aggiornarla. Basterà aspettare il momento del rinnovo o del rilascio di un nuovo documento in caso di furto o smarrimento per modificare anche la voce “stato civile”.

Questo vale solo per la carta di identità, dove - ricordiamo - non è obbligatorio indicare il proprio stato civile, in quanto non è un elemento indispensabile per identificare e rintracciare il titolare, a meno che non si sia optato per il cambio di cognome. In tal caso vanno aggiornati anche i documenti d’identità come carta d’identità, passaporto e patente.

È invece obbligatorio aggiornare documenti quali moduli assicurativi, o designanti agevolazioni su cui il cambio di stato civile può influire.

I casi in cui va comunicato tempestivamente il proprio cambio di stato civile, quindi se si è tornati celibi o nubili, o se ci si è sposati, sono in genere:

  • assicurazioni: a seconda della tipologia di assicurazione, si può verificare, col cambio di stato civile, una modifica del premio assicurativo, o un adeguamento della polizza;
  • attività lucrativa: il datore di lavoro deve verificare l’adeguamento degli assegni familiari e inoltrare l’informazione agli istituti di previdenza. In caso di versamento di rendita, invece, la cassa di compensazione verifica se il cambio di stato civile influisce sul suo importo;
  • autorità fiscale: il reddito netto imponibile potrebbe cambiare in modo significativo con la modifica dello stato civile.
  • istituti di credito.
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