Spagna: per la Corte Suprema la tassa sui mutui la pagheranno i compratori. Il governo prepara il contrattacco

Pericolo scapato per le banche spagnole che, dopo le indicazioni poco entusiasmanti emerse dagli stress test, rischiavano un conto miliardario. I bancari spingono al rialzo l’Ibex.

Spagna: per la Corte Suprema la tassa sui mutui la pagheranno i compratori. Il governo prepara il contrattacco

Come anticipato ieri, la sezione dei contenziosi amministrativi della Corte suprema spagnola si è espressa in relazione al pagamento della controversa tassa sui mutui.

La decisione era in sospeso dal 19 ottobre scorso, da quando il magistrato Luis Díez-Picazo ha deciso di rivedere il criterio secondo il quale debba essere la banca, e non il cliente, a pagare l’imposta.

La tassa la pagheranno i cittadini

I giudici della sezione preposta, con una maggioranza di 15 membri (13 i contrari), hanno deliberato che devono continuare ad essere i cittadini, non gli istituti di credito, a corrispondere la controversa tassa sui mutui.

L’esecutivo di Madrid aveva stimato un eventuale conto per le banche che sarebbe potuto arrivare fino a 5 miliardi di euro.

“La Corte suprema ha riportato in vigore lo status quo, che prevede che la tassa sia corrisposta dai clienti. Ha così eliminato lo spettro di uno scenario in cui le banche sarebbero potute essere esposte a richieste di risarcimento per miliardi di euro”, ha detto Daragh Quinn, anaista di Keefe, Bruyette & Woods.

Il governo al contrattacco

Nonostante la sentenza, il governo spagnolo ha in cantiere un decreto per far sì che siano le banche a pagare la tassa. A dirlo è il primo ministro Pedro Sanchez. La norma, non potrebbe essere diversamente, non sarà retroattiva.

Bancari spingono l’Ibex

In un contesto di rialzi generalizzati nel Vecchio continente, l’Euro Stoxx 50 al momento segna un +1,16% a 3.244,71 punti, il listino spagnolo fa registrare una delle performance migliori con un +1,77% (9.148 punti).

In particolare evidenza i titoli degli istituti di credito che, nonostante un lieve ritracciamento rispetto alla prima parte, si confermano in solido territorio positivo: il Banco Sabadell segna un +2,12%, il Banco Santander un aumento del 2,25%, Bankia che registra un +1,5%, BBVA un +1,80% e Caixa un +3%.

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