A Wall Street lo S&P 500 continua a dare prova di forza, avviandosi a chiudere il 2024 all’insegna degli acquisti.
Ma gli investitori guardano già oltre, cercando di capire cosa potrà accadere al listino benchmark della borsa USA, nell’anno in cui Donald Trump tornerà alla Casa Bianca.
Cosa accadrà all’indice SPX nel 2025? Diverse le previsioni annunciate da altrettanti strategist e analisti: tra queste, spicca la previsione più bullish tra quelle annunciate fino a oggi.
Va ricordata la performance al rialzo dell’indice azionario S&P 500, che ha continuato a salire anche in queste ultime settimane, complice la vittoria netta alle elezioni presidenziali USA di Donald Trump, che ha azzerato quell’incertezza sull’esito del voto Stati Uniti che era stata temuta da diversi operatori, prima dell’Election Day dello scorso 5 novembre.
Lo S&P 500 viaggia a un valore superiore del 2% su base mensile e di quasi +10% rispetto a quello di tre mesi fa.
Su base annua, il trend è di un rialzo pari a quasi +33% mentre YTD, ovvero dall’inizio dell’anno, la performance è di un rialzo di quasi +27%.
S&P 500: ecco la previsione più bullish per il 2025
Ma per Christopher Harvey, strategist della divisione dell’azionario di Wells Fargo, evidentemente la corsa non si è fermata, tutt’altro.
È stato proprio lui a sfornare la previsione più bullish per il listino, annunciando un target per la fine dell’anno prossimo pari a 7.007 punti: un valore che implica uno scatto dello S&P 500 di oltre il 26% da qui a fine 2025.
Sebbene le sue previsioni siano le più rialziste tra quelle stilate dagli analisti di Wall Street, anche gli altri outlook sono positivi.
Harvey motiva nello specifico il suo ottimismo sul trend dello S&P 500 facendo riferimento a un “contesto macroeconomico che, con l’amministrazione Trump, sarà maggiormente favorevole alle azioni, in un momento in cui la Fed ridurrà lentamente i tassi di interesse”.
Lo strategist si è riferito, “in sintesi, a un contesto dove l’azionario continuerà a riportare un rally”.
Fiducia in particolare verso la crescita dei margini delle aziende che, secondo lo strategist di Wells Fargo, è destinata a rafforzarsi, grazie a un ritmo di espansione su base annua del PIL USA superiore al +2,1% messo in conto dal consensus.
Tra l’altro, Wall Street secondo l’esperto beneficerà in modo lieve alla fine del 2025 anche della “ripresa delle attività di M&A”, ovvero delle operazioni di fusione e di acquisizione (mergers and acquisitions).
I buy a suo avviso scatteranno sulle altre 493 azioni non incluse nel club delle azioni del club dei Magnifici 7: a guadagnare saranno di fatto quei titoli appartenenti ai settori ciclici, che beneficeranno della crescita più forte dell’economia degli Stati Uniti, di un contesto di regolamentazione più magnanime e di revisioni al rialzo delle stime sul PIL Usa.
Le altre previsioni firmate da Yardeni, Deutsche Bank, JPMorgan, Goldman Sachs
L’outlook di Wells Fargo svetta tra quelli finora annunciati a Wall Street per lo S&P 500.
Anche Yardeni Research e Deutsche Bank sono decisamente bullish, con un target price di fine 2025 individuato a quota 7.000; gli analisti di BMO Capital Markets prevedono un valore del listino a quota 6.700, mentre Bank of America scommette su 6.666 punti.
RBC Capital Markets stima uno S&P 500 in rialzo a 6.600 punti, così come anche la divisione di ricerca di Barclays.
Morgan Stanley, Goldman Sachs e JPMorgan sono meno bullish, puntando su quota 6.500, mentre UBS ha sfoderato la previsione di un indice a 6.400 punti.
Harvey ha precisato che inizialmente la sua intenzione era quella di annunciare un outlook “tendente al contrarian”, considerando il sentiment di mercato di per sé già bullish, le elevate valutazioni delle azioni e una crescita economia già solida negli USA.
Tuttavia, ha ammesso, “i dati non supportavano” un trend debole o negativo per lo S&P 500 nel corso del 2025. Di conseguenza, la scelta è ricaduta su “un 2025 che, probabilmente, sarà un anno tra il solido e il forte”.