Quanto guadagna uno skipper? Lo stipendio delle guide con patente nautica

Emanuele Di Baldo

29 Luglio 2026 - 17:51

Lo stipendio dello skipper può essere molto generoso: ecco quanto si guadagna con la patente nautica e come fare per iniziare a praticare questo lavoro

Quanto guadagna uno skipper? Lo stipendio delle guide con patente nautica

Quanto guadagna uno skipper? Una domanda questa di grande attualità soprattutto in estate, quando in molti programmano - o pensano di programmare - una vacanza in barca.

Uno skipper è la persona responsabile della conduzione e della gestione di una barca a vela o a motore, specialmente durante navigazioni da diporto o crociere.

Lo skipper in sostanza è la persona che “guida” la barca, pianificando la rotta e gestendo tutti gli aspetti tecnici dell’imbarcazione, garantendo al tempo stesso il rispetto delle norme di sicurezza e l’incolumità dell’equipaggio.

In Italia uno skipper può essere professionista, con un titolo marittimo riconosciuto, oppure amatore, con la patente nautica che diventa obbligatoria quando si naviga oltre 6 miglia dalla costa o quando la potenza del motore supera i 40,8 kW.

Il quadro è profondamente cambiato negli ultimi anni: dal 2024 esiste un titolo professionale semplificato che ha finalmente dato una veste regolare a migliaia di skipper, e nel 2026 il settore è stato riformato in modo organico dalla Legge sulla valorizzazione della risorsa mare.

Vediamo allora nel dettaglio a quanto ammonta lo stipendio di uno skipper, dando uno sguardo oltre che ai guadagni anche a come si diventa skipper oggi.

Lo stipendio di uno skipper

Gli skipper professionisti in Italia sono stimati tra le 8.000 e le 12.000 unità, considerando chi lavora stabilmente nel charter, nelle scuole vela, nelle regate e nella navigazione turistica. Durante l’estate il numero aumenta grazie agli stagionali che lavorano temporaneamente nel settore.

Vediamo allora quanto guadagna uno skipper professionista in Italia.

Uno skipper guadagna in media tra i 180 euro e i 200 euro al giorno, fino ad arrivare a 300 euro per yacht e barche di lusso. Lo stipendio dello skipper dipende infatti anche dalla grandezza della barca, che si misura in piedi. In una stagione il compenso può andare dai 13.000 ai 25.000 euro a seconda della tipologia di unità condotta. I portali specializzati nella raccolta di dati retributivi (Jooble e Indeed) collocano la retribuzione media annua di uno skipper in Italia intorno ai 24.000 euro, un valore coerente con l’andamento stagionale del lavoro.

Nel dettaglio lo skipper può guadagnare per una barca fino a 50 piedi:

  • tra i 180 e i 200 euro al giorno;
  • tra i 1.200 e i 1.500 euro alla settimana;
  • tra i 5.000 e i 6.000 euro al mese;
  • tra i 13.000 e i 15.000 euro a stagione.

Per una barca oltre i 50 piedi lo stipendio dello skipper può oscillare:

  • tra i 250 e i 300 euro al giorno;
  • tra i 1.700 e i 2.100 euro alla settimana;
  • tra i 7.000 e i 9.000 euro al mese;
  • tra i 22.000 e i 25.000 euro a stagione.

A questi importi si aggiungono le mance, soprattutto nel charter privato: dal gruppo di ospiti si può arrivare a incassare 500 – 1.000 euro a settimana. All’estero, sui grandi yacht, le mance sono ancora più consistenti e in alcuni casi toccano i 2.000 euro a settimana.

Come si diventa skipper

La grande novità degli ultimi anni è l’introduzione di un titolo professionale semplificato. Dal 5 maggio 2024 è infatti operativa la figura dell’ufficiale di navigazione del diporto di 2ª classe, il cosiddetto skipper professionista, che ha colmato un vuoto normativo che durava da anni e che costringeva molti a lavorare senza una qualifica regolare.

Questo titolo consente di imbarcarsi in qualità di comandante su unità battenti bandiera italiana, anche adibite al noleggio, in navigazione nel Mar Mediterraneo o in acque interne, con stazza non superiore a 200 GT (gross tonnage, ovvero la stazza lorda). È un titolo nazionale, ha una validità di 10 anni e - novità rilevante rispetto al passato - non richiede l’iscrizione nelle matricole della Gente di Mare. Chi vuole lavorare in proprio deve invece dotarsi di partita IVA.

Per conseguire il titolo di ufficiale di navigazione del diporto di 2ª classe occorre:

  • essere maggiorenne e possedere i requisiti psicofisici previsti per la patente nautica B;
  • essere in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado, o di un titolo estero riconosciuto equipollente;
  • conseguire il certificato di operatore Short Range (SRC) per le radiocomunicazioni;
  • superare un esame teorico e pratico secondo il programma stabilito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Resta invece in vigore, per il comando di navi da diporto di stazza maggiore, il titolo più elevato di ufficiale di navigazione del diporto, che richiede un percorso di addestramento più lungo: 36 mesi di navigazione complessivi, di cui almeno 24 su navi e imbarcazioni da diporto, con la qualifica di allievo ufficiale di navigazione del diporto.

La patente nautica e i corsi obbligatori

La patente nautica può essere di vario tipo e dipende molto dal tipo di barca e dalla distanza dalla costa alla quale si intende navigare.

Oltre alla patente e all’esame, per l’ufficiale di navigazione del diporto di 2ª classe è necessario aver frequentato alcuni corsi fondamentali:

  • corso antincendio di base;
  • corso di primo soccorso sanitario “First Aid”;
  • corso di sicurezza personale per la navigazione d’altura.

L’esame teorico e pratico si svolge presso le capitanerie di porto o gli uffici circondariali marittimi. La prova scritta verte sulle conoscenze di teoria della nave, motori, sicurezza, manovre, meteorologia e navigazione cartografica; la prova pratica prevede la conduzione dell’unità, a vela o a motore, con recupero di uomo in mare e accosto in banchina. Con un decreto del 2025 sono state introdotte alcune modifiche, tra cui la prova di carteggio e l’obbligo di almeno 5 ore di navigazione con una scuola nautica.

Il settore, infine, è stato interessato da una riforma di sistema: la Legge 7 maggio 2026, n. 70, recante “Valorizzazione della risorsa mare” e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 9 maggio 2026, ha introdotto numerose semplificazioni amministrative per il diporto, la digitalizzazione dei documenti di bordo e nuove misure a sostegno del comparto nautico.

Per diventare un bravo skipper professionista, però, non basta seguire il percorso che abbiamo indicato: occorre anche essere disponibile, gentile e premuroso con i clienti, che potranno così godere di una splendida vacanza in barca in totale relax e divertimento.

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