La Legge di Bilancio 2026 ha confermato le agevolazioni del Sismabonus: prorogate le misure del 2025. Vediamo aliquote, beneficiari e lavori ammessi
La Legge di Bilancio 2026 ha confermato il Sismabonus con le stesse aliquote previste nel 2025, è ancora possibile ottenere la detrazione al 50% per le spese sostenute per la prima casa e 36% per immobili non residenziali e seconde case.
Ma cos’è il Sismabonus e come funzionerà nel 2026? Ecco una pratica guida con lavori ammessi, beneficiari e aliquote.
Cos’è il Sismabonus 2026
Il Sismabonus è un’agevolazione fiscale che consente di ottenere detrazioni per interventi volti a migliorare la staticità degli edifici localizzati in zone sismiche a rischio. Nel 2026 sono confermate le aliquote 2025, ma occorre ricordare che dal 2025 è entrato in vigore un drastico taglio delle aliquote del beneficio rispetto agli anni precedenti.
Vediamo in prima battuta chi può ottenere l’agevolazione del Sismabonus 2026.
Possono ottenere l’agevolazione in oggetto i contribuenti soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) e i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (Ires).
Per capire l’entità del taglio, c’è prima una breve parentesi sulle aliquote in vigore nel 2024, cioè fino al 31 dicembre 2024:
- se dall’intervento derivava una riduzione del rischio sismico di 1 classe, la detrazione era del 70%;
- se dai lavori derivava il recupero di 2 classi di rischio, la detrazione era dell’80%;
- se gli interventi erano realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, la detrazione per la riduzione di 1 o 2 classi di rischio sismico era rispettivamente dell’80% o 85% .
Dal 1° gennaio 2025 tutto è cambiato perché la normativa non fa più cenno alla riduzione del rischio sismico, tutti gli interventi hanno lo stesso trattamento.
La detrazione per il 2025, confermata per il 2026 è al 50% sull’immobile definito “prima casa”. Si riduce al 36% per gli altri immobili tra cui anche gli immobili non residenziali.
In base a quanto previsto nella Legge di Bilancio 2025, nel 2026 e nel 2027 l’aliquota del Sismabonus avrebbe dovuto essere pari al 36% per gli interventi realizzati sulle prime case e al 30% per gli interventi realizzati su abitazioni diverse dalla prima casa e altre tipologie di immobili. Con la Legge di Bilancio 2026 sono state, invece, confermate per un ulteriore anno le aliquote previste per il 2025.
Novità vi sono anche per il tetto di spesa, infatti, nel 2025, per i contribuenti con reddito fino a 75.000 euro, resta confermato il tetto di spesa di 96.000 euro, mentre per chi ha un reddito maggiore, il tetto di spesa sarà calcolato avendo come parametro di riferimento il quoziente familiare. L’effettivo ammontare dello stesso quindi dipende da redditi, numero di figli, presenza di disabili nel nucleo.
In realtà il Sismabonus in questo modo si sovrappone al Bonus Ristrutturazioni, infatti, non è più richiesto il miglioramento della classe sismica.
Nel 2027, tranne il caso di ulteriore proroga, le aliquote saranno ridotte al 36% per la prima casa e al 30% per seconde case e immobili non residenziali.
Agevolazioni per Sismabonus acquisti
Il taglio del 2025 (confermato nel 2026), ha riguardato anche le agevolazioni previste per chi acquista immobili nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 e 3. Fino al 31 dicembre 2024 Chi acquistava un immobile in un edificio demolito e ricostruito nei Comuni in zone classificate a “rischio sismico 1”, poteva detrarre dalle imposte una parte consistente del prezzo di acquisto (75 o 85%, fino a un massimo di 96.000 euro).
Con Dl n. 34/2019 tali benefici sono stati estesi anche all’acquisto di un immobile in zona rischio classificata “2” o “3”.
Nel 2025 si ottiene una detrazione del 50% su un tetto massimo di spesa di 96.000 euro. L’aliquota scende al 36% se l’immobile non è adibito a prima casa. Nel 2026 confermate le aliquote previste per il 2025.
Per il 2027, invece, si può ottenere la detrazione del 36% per l’acquisto di prima casa, e del 30% per acquisto di immobili dediti ad altra destinazione d’uso ovvero per le seconde case. Ricordiamo che per questi immobili, si può utilizzare lo sconto in fattura o la cessione del credito, è importante che l’acquisto dell’immobile da un’impresa costruttrice sia effettuato entro 30 mesi dal collaudo dell’immobile, e che la demolizione e ricostruzione dell’immobile sia avvenuta previo acquisizione del titolo edilizio, entro il 16.2.2023.
Come si determina il rischio sismico?
Si è detto che per ottenere il Sismabonus non è più necessario il miglioramento della classe sismica. Nonostante questo, per chi volesse comunque avere la certezza a fini personali di aver ridotto il rischio sismico, ricordiamo che i criteri per determinarlo nelle varie zone d’Italia sono indicati nell’allegato 1 all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.
Nell’allegato è contenuta anche la classificazione sismica per ciascun comune italiano, di conseguenza invitiamo le persone interessate a scaricare il documento in modo da conoscere la classificazione del Comune di proprio interesse.
Le classi di rischio sismico di un immobile sono 8:
- A+,;
- A;
- B;
- C;
- D;
- E;
- F;
- G.
Gli edifici in classe G si trovano nelle condizioni di rischio massimo. Mentre, gli immobili in classe A+ si trovano nelle condizioni di rischio minimo.
Per determinare la classe di rischio sismico dell’edificio conseguita in seguito ai lavori occorre il collaudo statico.
Chi può avvalersi del sismabonus 2026?
I soggetti che possono beneficiare dell’agevolazione Sismabonus 2026 sono:
- proprietari e nudi proprietari;
- titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
- comodatari e locatari;
- soci di cooperative divise e indivise;
- imprenditori individuali, per gli immobili adibiti ad attività produttive;
- società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari;
- dal 2018 le detrazioni sono fruibili anche dagli Istituti autonomi case popolari e istituti assimilati.
Come pagare le spese per gli interventi del sismabonus?
Il recupero delle spese sostenute per migliorare la staticità degli edifici avviene attraverso le detrazioni fiscali da Irpef e Ires, nella misura della propria capienza fiscale.
Per fruire delle detrazioni legate al sismabonus è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico “dedicato”, bancario o postale (anche “on line”), dal quale risulti:
- la causale del versamento;
- il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
- il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
Si ricorda che in assenza dei requisiti anche formali si può decadere dai benefici delle detrazioni per Sismabonus.
C’è decadenza anche nel caso in cui siano violate le norme sulla sicurezza luoghi di lavoro o gli obblighi contributivi e in caso di falsa attestazione dei costi sostenuti.
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