Sigarette, il prezzo schizza oltre i €10? La proposta che spaventa i fumatori

Patrizia Del Pidio

26/01/2026

Partita la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare che porterebbe le sigarette ad aumentare di 5 euro raggiungendo il prezzo di oltre 10 euro a pacchetto.

Sigarette, il prezzo schizza oltre i €10? La proposta che spaventa i fumatori

Per quasi tutte le marche di sigarette il prezzo potrebbe schizzare sopra i 10 euro al pacchetto. È partita la raccolta firme per la proposta di legge d’iniziativa popolare nella quale è contenuto l’aumento di 5 euro per tutti i prodotti da fumo, non solo delle sigarette. L’incremento riguarderebbe tutti i prodotti del tabacco, come sigarette, sigari e tabacco trinciato, ma anche le sigarette elettroniche e sigarette da tabacco riscaldato.

Si tratta della prima iniziativa popolare in Italia per alzare il costo di tutti i prodotti da fumo, promossa da AIOM, Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi. L’iniziativa ha lo scopo di disincentivare drasticamente il consumo attraverso la leva economica cambiando la salute degli italiani. La raccolta firme, partita il 23 gennaio 2026, ha raccolto oltre 8.000 firme nelle prime 24 ore.

Per presentare la proposta di legge al Parlamento sono necessarie 50.000 firme. Il presidente dell’AIOM (Associazione Italiana Oncologia Medica) Massimo Di Maio afferma:

«Vedere che a circa 24 ore dal lancio siamo già al 16% delle firme necessarie per il quorum ci fa piacere e ci incoraggia a proseguire con entusiasmo. Ho visto tra ieri e oggi la comunità degli oncologi italiani mobilitata sui social per diffondere l’iniziativa, questo è molto bello, è un tema sentito e fa capire che possiamo fare concretamente la nostra parte per la prevenzione e per il sostegno del Sistema sanitario nazionale».

Le sigarette aumentano di 5 euro?

La campagna di raccolta firme entra, ora, nel vivo. La proposta, che ha fatto molto discutere nei mesi scorsi, era già stata avanzata per essere inserita nella Legge di Bilancio 2025 con il duplice obiettivo: contrastare il tabagismo riducendo al contempo le morti causate dal fumo e trovare nuove risorse per finanziare il Servizio Sanitario Nazionale.

L’idea è semplice: un aumento di 5 euro per il prezzo delle sigarette potrebbe favorire una diminuzione del 37% del consumo. L’aumento di 30 centesimi a pacchetto, previsto dalla Legge di Bilancio 2026, non è sufficiente a scoraggiare dal vizio del fumo ed è visto solo come un “aumento per fare cassa”. Un aumento significativo, invece, porrebbe i fumatori di fronte a una scelta economica e non solo di salute.

Gli esempi internazionali

Guardare alle altre Nazioni europee dimostra che l’incremento drastico del prezzo delle sigarette è un deterrente molto efficace soprattutto per i più giovani, considerando che il 10% dei tabagisti italiani ha meno di 19 anni.

L’Italia è uno dei Paesi europei con il costo medio al pacchetto più basso (5/7 euro al pacchetto, in base alla marca scelta). Dove il prezzo al pacchetto sale i fumatori calano e ne sono un esempio Paesi come la Francia e l’Irlanda dove il costo è stimato tra gli 11 e i 15 euro con i tabagisti, soprattutto adolescenti, in drastica diminuzione.

“Cinque euro in più significa quasi raddoppiare il prezzo attuale delle sigarette, trasformandole in una spesa non più sostenibile per molti, a partire dagli studenti e dai giovani lavoratori. In Francia e in Irlanda lo abbiamo già visto: quando il prezzo sale in modo netto, i fumatori, e in particolare gli adolescenti, diminuiscono in modo consistente. E non riguarda solo i giovani: anche gli adulti, smettendo, vedrebbero benefici immediati sia sulla salute sia sul portafogli”

spiega Massimo Di Maio.

Francesco Perrone, Presidente dell’AIOM, ricorda che un tabagista per ogni settimana di fumo perde un giorno di vita (52 giorni l’anno, 520 giorni in 10 anni).

I rischi del fumo

Gli oncologi denunciano che il tumore ai polmoni è la

«principale causa di morte per tumore in entrambi i sessi nei Paesi dell’Ue e il controllo del tabacco rimane il pilastro della prevenzione per questa patologia».

Anche se l’abitudine al fumo è stata, per decenni, appannaggio degli uomini, negli ultimi decenni si è visto un significativo incremento nell’uso dei prodotti del tabacco da parte delle donne. Il 20% della popolazione femminile italiana è tabagista e questo dato si associa con un aumento dell’incidenza del tumore al polmone nelle donne dell’84,3%.

Il fumo uccide 93.000 persone l’anno con il fumo passivo che resta uno dei rischi più sottovalutati. Le patologie correlate al fumo, tra l’altro, generano un costo sociale enorme: 26 miliardi di euro l’anno tra spese sanitarie e perdite di produttività. Solo i ricoveri per patologie imputabili al tabacco pesano 1,64 miliardi di euro sul SSN.

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