Giappone e Malesia hanno firmato nei giorni scorsi un importante accordo che prevede un upgrade del loro partenariato strategico globale. La parte più consistente dell’intesa prevede una sovvenzione dal valore di 400 milioni di yen (pari a circa 2,8 milioni di dollari) che Tokyo metterà sul tavolo per rafforzare la sicurezza marittima di Kuala Lumpur. Il tutto in linea con una tendenza regionale che vede un crescente numero di nazioni asiatiche impegnate a contrastare l’ascesa della Cina nell’Indo-Pacifico stringendo partnership con gli Usa o con i loro partner.
Nello specifico, il Giappone fornirà alla Malesia attrezzature come imbarcazioni di salvataggio e rifornimenti nell’ambito dell’accordo ufficiale di assistenza alla sicurezza, firmato dai ministri degli Esteri dei due Paesi a margine del vertice di Tokyo. Un vertice che segna 50 anni di legami tra il Giappone e l’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (ASEAN).
L’elevazione delle relazioni bilaterali rispetto all’attuale partenariato strategico, formato nel 2015, “segna un nuovo capitolo nei legami bilaterali Malesia-Giappone. La Malesia è fiduciosa che questo rinnovato impegno porterà ad una cooperazione ancora più stretta e a maggiori benefici per entrambi i Paesi,” si legge in un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri malese.
La mossa del Giappone
Secondo quanto evidenziato da Reuters, gli aiuti del Giappone alla Malesia seguono accordi simili stretti da Tokyo con Filippine e Bangladesh. Queste mosse fanno parte di un piano annunciato in primavera dal governo giapponese volto a fornire ai Paesi in via di sviluppo assistenza finanziaria per rafforzare le loro difese in chiave anti cinese.
L’accordo con la Malesia, in ogni caso, rappresenta l’ultimo frutto del programma giapponese di assistenza alla sicurezza all’estero (OSA), che, come ha evidenziato The Diplomat, è stato annunciato per la prima volta nella revisione della strategia di sicurezza nazionale nipponica alla fine dello scorso anno.
L’accordo sulla sicurezza è arrivato dopo la visita di stato di Kishida in Malesia all’inizio di novembre, quando il premier giapponese e il suo omologo malese Ibrahim Anwar hanno confermato che “avrebbero accelerato il coordinamento per l’implementazione” dei programmi OSA. Adesso le parti hanno concordato di rafforzare ulteriormente la cooperazione nel campo marittimo, compresa la formazione congiunta e gli scambi tra le forze di autodifesa giapponesi e le forze armate malesi, nonché la formazione congiunta tra le agenzie della guardia costiera dei due Paesi.
Obiettivo sud-est asiatico
Nell’ambito del piano OSA, il Giappone aiuterà le nazioni beneficiarie a rafforzare le proprie difese in una rottura significativa con le norme esistenti nel paese, in vigore dalla Seconda Guerra Mondiale, che vietano l’uso degli aiuti internazionali per scopi militari. In una dichiarazione rilasciata ad aprile, il ministero degli Affari Esteri nipponico aveva affermato che Tokyo avrebbe migliorato le sue capacità di sicurezza e deterrenza, e che l’OSA avrebbe mirato ad approfondire la cooperazione in materia di sicurezza con Paesi stranieri, “per creare un ambiente di sicurezza desiderabile per il Giappone”.
Sebbene l’OSA non possa essere utilizzata per acquistare armi letali che i destinatari potrebbero utilizzare in conflitti con altri paesi, può comunque essere utilizzata per rafforzare le comunicazioni e i sistemi di sorveglianza. Oltre alla Malesia, i primi destinatari dell’OSA includono Filippine, Bangladesh e Fiji, tutte nazioni strategicamente posizionate che affrontano sfide alla loro sicurezza marittima, in particolare dalla Cina.
L’accordo di sicurezza del Giappone con la Malesia segue un accordo simile stipulato con le Filippine, che Kishida ha visitato all’inizio di novembre. Durante la sua trasferta in loco, il leader nipponico e il presidente Ferdinand Marcos Jr. hanno espresso le loro preoccupazioni condivise sui “tentativi inaccettabili” di “cambiare unilateralmente lo status quo con la forza” nel Mar Cinese Orientale e Meridionale.
Dulcis in fundo, Tokyo sta compiendo sforzi per rafforzare le sue relazioni con il Vietnam, recentemente visitato da Xi Jinping. Alla fine del mese scorso, il governo giapponese ha annunciato un aggiornamento delle sue relazioni con Hanoi verso un partenariato strategico globale. L’ennesimo tentativo pensato per creare una rete diplomatica con la quale intrappolare il Dragone.