Si può essere bocciati all’esame di Maturità?

Alessandro Nuzzo

21/06/2022

21/06/2022 - 12:21

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Manca sempre meno all’inizio dell’esame di Maturità e il dilemma di molti studenti è: si può essere bocciati? La risposta è affermativa.

Si può essere bocciati all'esame di Maturità?

Per molti studenti si avvicina la notte più lunga dell’anno, quella prima degli esami fatta di ansia, preoccupazione per l’incertezza dei temi che usciranno per la prima prova, quella di italiano.

Come da prassi molti di loro si ritroveranno in giro per le principali città italiane a festeggiare quello che è un traguardo molto importante nella vita di tutti noi. In tanti credono che una volta raggiunto l’esame di maturità si ha certezza di essere promossi e ottenere il diploma. Invece, non è proprio così. Venire bocciati all’esame di Maturità è possibile, seppur questo avvenga molto raramente.

Essere bocciati all’esame di Maturità è possibile

L’ammissione all’esame di Maturità non comporta l’automatica promozione anche con il minimo dei voti, ovvero 60/100. Il nostro ordinamento è molto chiaro, se non si raggiunge almeno la sufficienza stabilita in 60/100esimi sommando i voti delle prove scritte e orali più i crediti si viene bocciati.

I voti sono divisi tra le diverse prove. Per la prima prova di italiano si può prendere da 0 a 15 punti, per la seconda da 0 a 10 mentre per il colloquio orale da 0 a 25. Questi si sommano ai crediti maturati nel corso del triennio stabiliti in base alla media.

La somma aritmetica delle votazioni porta alla valutazione finale. E se non dovesse raggiungere almeno i 60 si è soggetti a bocciatura. Evenienza questa che avviene però molto raramente. In genere la commissione riflette molto su quanti punti assegnare alle singole prove affinché lo studente arrivi almeno alla sufficienza. Certo se si dovesse raggiungere insufficienze molto gravi come ad esempio 45-50, non ci sono alternative alla bocciatura.

La bocciatura all’esame di Maturità è molto rara: a dirlo sono i numeri

Sulla rarità della bocciatura all’esame di Maturità a parlare sono i numeri degli ultimi anni resi noti dal portale Skuola.net. Un anno fa ad essere bocciati all’esame di maturità sono stati soltanto lo 0,2% degli studenti. E non è dipeso dal fatto che è stato un anno condizionato pesantemente dalla pandemia, dalle lezioni a distanza e dalla mancanza di prove scritte perché negli anni addietro la media non è stata poi così tanto diversa.

Nell’ultimo anno pre pandemia, il 2019, il numero dei bocciati è stato dello 0,3%, nel 2018 lo 0,4%, nel 2017 lo 0,5%.

E pensare che fino a circa 15 anni fa i numeri erano diversi, addirittura 4 volte superiori. Si pensi che nel 2007 furono bocciati il 2,1% degli ammessi. Come mai questa drastica riduzione? Molto è dovuto alla riforma della scuola che ha introdotto la possibilità di non essere ammessi all’esame di Maturità, cosa che prima non era prevista.

In questo modo gli alunni non meritevoli non arrivano neppure all’esame di stato perché bocciati a fine anno durante gli scrutini finali. Ecco quindi perché i bocciati all’esame sono sempre meno.

Infatti se si considerano i numeri dei non ammessi all’esame è possibile notare come siano molto più elevati: il 4% nel 2021, il 3,9% nel 2019, ultimo anno pre pandemia.

Quindi il cambiamento della formula dell’esame nel periodo pandemico non ha inciso sui numeri dei bocciati. Caso mai a cambiare sono stati i voti finali. Se nel 2019 gli studenti usciti dalle superiori con un voto superiore a 80 sono stati il 34%, lo scorso anno è andata molto meglio con oltre il 50%.

In aumento anche chi si è diplomato con il massimo dei voti: il 13,5% lo scorso anno, contro il 5,6% del 2019. Di conseguenza anche i numeri chi è uscito con il minimo sindacale del 60 si sono ridotti (4,8% lo scorso anno, 6,9% nel 2019).

Questo sottolinea come l’esame di Maturità effettuato con la sola prova orale abbia giovato nelle votazioni finali. Vedremo quest’anno con il ritorno delle prove scritte come andrà.

Il problema sono i dati in arrivo dalle prove Invalsi che mostrano come gli studenti italiani presentano diverse lacune. Se nel 2019 il 34% degli studenti non raggiungeva i requisiti minimi per quanto riguarda le conoscenze base in italiano, nel 2021 il dato è salito fino al 44%. Segnale che la didattica a distanza ha lasciato comunque delle lacune negli studenti.

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