Sfratto per morosità tempi più lunghi prima di perdere l’immobile

Come si allungano i tempi in caso di difficoltà temporanea, le soluzioni per salvare l’abitazione e il contributo del Piano Casa alla morosità incolpevole

Sfratto per morosità tempi più lunghi prima di perdere l'immobile

Chi avesse una casa in locazione e a causa di un problema di temporanea indisponibilità economica non riuscisse a pagare il canone al padrone di casa, cosa potrebbe fare per evitare o quantomeno ritardare lo sfratto?

Sappiamo che lo sfratto per morosità è quel provvedimento attraverso il quale un giudice ordina al conduttore di lasciare l’appartamento per il mancato pagamento del canone di locazione (si legga al riguardo per approfondimenti Lo sfratto per morosità, modalità, tempi, costi, risparmio fiscale e soluzioni - Salvare Casa").

Vediamo i possibili rimedi a questo tipo di provvedimento:
A) Il classico rimedio da sempre contenuto nella normativa sulle locazioni
è quello del termine di grazia
Il conduttore ha infatti la possibilità di chiedere in udienza al giudice che glielo concederà un termine di 90 giorni per sanare la morosità,
termine di grazia che può essere concesso al massimo 3 volte nell’arco di un quadriennio
il giudice fisserà una nuova udienza trascorsi i 90 giorni richiesti, udienza in cui, se l’inquilino non pagherà, lo sfratto per morosità verrà convalidato.
Ricordiamo che il termine di grazia non è applicabile alle locazioni commerciali. Cos’altro può fare il conduttore per ritardare lo sfratto in caso di difficoltà temporanee?
B) A tal proposito è intervenuto il governo istituendo, con il decreto legge 102 del 2013, un fondo che tuteli gli inquilini morosi senza colpa, ma che cosa s’intende per morosità incolpevole?
La morosità incolpevole si realizza quando sopraggiungono quelle cause difficoltà economiche che danno la possibilità al conduttore di ricevere un contributo fino a 8000 euro per sanare la propria morosità
Quali sono dunque queste cause che danno diritto al contributo?
Sono

  1. la perdita di lavoro per licenziamento
  2. Accordi aziendali o sindacati con cospicua riduzione dell’orario di lavoro
  3. Cassa integrazione che limiti la capacità reddituale
  4. Mancato rinnovo di contratto a termine o di lavoro atipici
  5. Cessazione di attività libero professionali o di imprese derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento
  6. grave malattia, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato la riduzione del reddito complessivo dello stesso nucleo o la necessità di utilizzo di notevole parte del reddito per fronteggiare consistenti spese mediche

Per accedere al contributo:

  • si deve far parte di un nucleo familiare con reddito ISEE fino a 21 mila euro
  • non disporre di altra abitazione nella stessa regione
  • avere un contratto registrato
  • essere destinatari di un atto di intimazione di sfratto per morosità con citazione per la convalida
  • essere residenti in un alloggio oggetto di procedure di rilascio da almeno un anno
    Tutto ciò può certamente prolungare i tempi dello sfratto e della perdita della casa, senza contare poi sull’ulteriore allungamento dei tempi possibile grazie alla norma contenuta nello stesso articolo 6 del decreto legge 102 del 2013 che potrebbe portare a un ulteriore allungamento dei tempi di esecuzione dello sfratto attraverso lo strumento della «graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica nel l’esecuzione dei provvedimenti di sfratto» da parte dei Prefetti.

E in questo certamente aiuta:

  • avere figli a carico,
  • essere ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità almeno al 66 per cento.

A tutto ciò si aggiungano vari stratagemmi che possono essere usati dal conduttore per allungare la fase dell’esecuzione di un anno o più, stratagemmi dei quali forse il più noto è quello del possesso di gatti o altri piccoli animali domestici che in più di un’occasione sono assunti alle cronache per aver impedito l’esecuzione di sfratti dopo mesi o anni di tentativi andati a vuoto da parte del proprietario!!!

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Argomenti:

Sfratti

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2 commenti

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jonathan • Settembre 2015

Salve.

C’è qualche sistema (o «stratagemma») per riuscire a far sloggiare l’inquilino già al primo accesso dell’Ufficiale Giudiziario?
Ad esempio, presentarsi con un fabbro e cambiare le serrature?
Oppure, richiedendo la sospensione del contratto di fornitura elettrica?

Grazie in anticipo per ogni eventuale delucidazione che verrà fornita.

Cordiali saluti

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Giuseppe De Giorgi • Giugno 2015

Ho tutti i requisiti del Decreto 102 del 2013 al comma 6. il Bando Comunale a <Brindisi prevedeva che alla documentazione apposita doveva essere allegata anche una dichiarazione della disponibilita’ del proprietario per ricevere la somma dovutagli a ristoro del vantato.Il tutto prima della scadenza del Bando 05/06/2015. Il proprietario non ha voluto rilasciare tale dichiarazione e pertanto la istanza per usufruiredel beneficio non l’ho presentata. Termine intimato dal G.U. per il rientro del ristoro e’ il 30/06/2015 con Udienza di convalida fissata il 10/07/2015. Mi chiedo cosa succedera’ adesso sulla mia morosita’ incolpevole avendone avuta negata la possibilita’ di sanarla.

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