Condanne al clan Spada: l’inchiesta volge al termine

La Corte d’Appello di Roma ha confermato le sette condanne al Clan Spada emesse nell’ottobre 2017.

Condanne al clan Spada: l'inchiesta volge al termine

La Camera di Consiglio, durata tre ore, ha deciso di approvare le sette condanne al Clan Spada già disposte in ottobre 2017.

Una sentenza che risale all’inchiesta Sub Urbe nata nel 2015 a seguito della gambizzazione di Massimo Cordoni, alias Baficchio, da cui è emersa una lotta di potere tra gli Spada e i Baficchio-Galleoni.

Ai sette imputati è stata riconosciuta anche l’aggravante del metodo mafioso, arrivando così a una condanna di oltre 50 anni di carcere.

Condanne al Clan Spada: cosa c’è da sapere

La Corte d’Appello ha messo la parola fine al processo legato al racket delle case popolari che vede coinvolti sette personaggi del Clan Spada. Al termine di un consiglio durato tre ore, ha confermato le condanne emesse nell’ottobre 2017 e adducendo l’aggravante del metodo mafioso con cui il gruppo riusciva a tenere sotto controllo il litorale di Ostia.

Infatti, sembra che il Clan mantenesse il proprio potere tramite minacce, violenza, sfratti forzosi da case popolari e gambizzazioni, tra cui quella fatta a Massimo Cordoni che ha portato all’inchiesta Sub Urbe. Tale indagine ha fatto emergere la contrapposizione tra gli Spada e i Baficchio-Galleoni, un dettaglio decisivo per giungere oggi a questo verdetto.

In via definitiva la Corte d’Appello ha confermato le condanne che prevedono oltre 50 anni di reclusione per:

  • Massimiliano Spada, 13 anni e 8 mesi;
  • Ottavio Spada, 5 anni;
  • Davide Cirillo, 6 anni e 4 mesi;
  • Mirko Miserino, 6 anni e 4 mesi;
  • Maria Dora Spada, 7 anni e 4 mesi;
  • Massimo Massimiani, 11 anni;
  • Manuel Granato, 6 anni e mezzo.

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Argomenti:

Mafia Italia

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