Il Senato francese ha adottato, mercoledì 7 giugno, l’articolo 3 del disegno di legge di orientamento e programmazione della giustizia del Guardasigilli, Eric Dupond-Moretti, che apporta diverse modifiche alla procedura penale. Una di esse sta suscitando le preoccupazioni della sinistra, degli avvocati e delle associazioni.
Che cosa prevede il disegno di legge
Come riportato da Le monde, il dl prevede, infatti, l’attivazione a distanza di telecamere e microfoni all’insaputa dei proprietari dei dispositivi: cellulari, computer, tablet, qualsiasi apparecchio che sia connesso alla rete.
Due le finalità: da un lato, si intende ottenere la geolocalizzazione in tempo reale, per alcuni reati, dall’altro, l’attivazione di microfoni e telecamere per catturare suoni e immagini, che sarebbero riservati ai casi di terrorismo, delinquenza organizzata e criminalità.
Le polemiche
Il Freedoms and Digital Observatory (OLN) ha denunciato la spinta eccessiva sulla sicurezza che rischia di rendere la nostra società sempre più controllata e trasparente.
La sinistra ha tentato senza successo di rimuovere in tutto o in parte disposizioni ritenute “sproporzionate”. È «la porta aperta alla sorveglianza diffusa», ha accusato il senatore Guy Benarroche.
Il ministro Dupond-Moretti si difende dalle critiche affermando che simili tecniche si sono sempre utilizzate. A differenza del passato in cui gli investigatori rishciavano la propria incolumità per piazzare cimici e altri dispositivi, con il nuovo dl sarà invece tutto più semplice.
Contro il parere del ministro, il Senato ha adottato un emendamento del leader dei senatori di Les Républicains, Bruno Retailleau, che prevede di limitare la possibilità di utilizzare la geolocalizzazione ai reati punibili con almeno dieci anni di reclusione, contro i cinque anni del testo originario. La sinistra avrebbe voluto spingersi oltre, in particolare nella tutela esplicita dei giornalisti, così come lo saranno avvocati, magistrati o parlamentari.
L’articolo 3 del dl prevede anche, tra le altre misure, l’estensione delle perquisizioni notturne per i reati più gravi. Il Senato ha nuovamente adottato un emendamento governativo che consente la proroga, a determinate condizioni, dei termini per l’istruttoria.
Le polemiche sollevate dal via libero dal Senato mostrano la fragilità delle libertà e della privacy, sempre più erose e compromesse, in nome della «sicurezza». Con il rischio, non certo secondario, che l’aumento graduale ma costante della sorveglianza tecnologia porti alla creazione di una società trasparente e a derive orwelliane.