Seconde case fuori regione/comune: la risposta definitiva del governo

Isabella Policarpio

21 Gennaio 2021 - 10:53

21 Gennaio 2021 - 14:53

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Si può andare nella seconda casa fuori dalla regione o dal comune? Finalmente il governo ha aggiornato le FAQ e chiarito il dubbio: ecco quando si può andare e come provare lo spostamento.

Seconde case fuori regione/comune: la risposta definitiva del governo

Seconde case fuori regione e dal comune di residenza, finalmente c’è la risposta del governo. Dopo una settimana di dubbi, ipotesi e pareri discordanti, il Viminale ha aggiornato le FAQ sul Dpcm in vigore ammettendo il rientro nelle seconde case ubicate in un’altra regione o provincia autonoma, a certe condizioni.

Può raggiungere la seconda casa soltanto chi può provare di avere effettivamente avuto un titolo per recarsi nello stesso immobile prima del 14 gennaio 2021. Lo spostamento è consentito da soli o insieme al nucleo familiare, ma non amici o parenti non conviventi.

Da chiarire se è permesso fare avanti e indietro dalle due abitazioni.

Ecco, nel dettaglio, cosa ha deciso il governo sulle seconde case fuori regione e i dubbi rimasti irrisolti.

Si può andare nelle seconde case fuori regione? Cosa dicono le FAQ

Con una settimana di ritardo, il governo ha fatto luce sulla spinosa questione delle seconde case fuori regione, anche se resta qualche perplessità.

Stando alle FAQ appena aggiornate, dal 16 gennaio 2021 è venuto meno il divieto di raggiungere la seconda casa in un’altra regione o provincia autonoma, esattamente come è consentito il rientro al luogo di domicilio, residenza e abitazione, anche in zona rossa e arancione:

“Dal 16 gennaio 2021, le disposizioni in vigore consentono di fare «rientro» alla propria residenza, domicilio o abitazione, senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette «seconde case». Pertanto, proprio perché si tratta di una possibilità limitata al «rientro», è possibile raggiungere le seconde case, anche in un’altra Regione o Provincia autonoma (e anche da o verso le zone “arancione” o “rossa”), solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile anteriormente all’entrata in vigore del decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2.”

Come provare che l’acquisto/affitto della seconda casa è anteriore al 14 gennaio?

Per non rischiare la multa, serve provare che il titolo di acquisto o affitto della seconda casa fuori regione sia avvenuto prima del 14 gennaio, ovvero quando è entrato in vigore l’ultimo decreto legge. Tutti i titoli di godimento successivi a tale data sono esclusi e quindi non validi.

In caso di controllo da parte delle Forze dell’ordine, la prova può essere resa mediante qualsiasi titolo che riporti la data esatta, ad esempio la stipulazione di atto dal notaio, la registrazione di una scrittura privata o la stipulazione di una locazione.

Ai sensi dell’articolo 2704 del Codice civile, la prova può essere fornita dimostrando una copia del titolo dove siano ben leggibili data e luogo.

In alternativa, chi si sposta verso la seconda casa fuori regione può compilare e consegnare a polizia e carabinieri il modulo di autocertificazione, la cui veridicità è oggetto di controlli successivi.

Si ricorda che dichiarare informazioni non veritiere costituisce un reato e si rischiano fino a 6 anni di carcere.

Chi può rientrare nella seconda casa fuori regione?

Lo spostamento verso la seconda casa può essere effettuato da soli o insieme al nucleo familiare convivente di colui che ha il titolo idoneo a fornire la prova dell’acquisto/affitto.

La casa non deve essere abitata da persone non conviventi (anche se familiari) e non si possono invitare amici o congiunti.

Argomenti

# Fase 2
# DPCM

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