Seconde case fuori Regione/Comune: si può andare?

Isabella Policarpio

23/02/2021

23/02/2021 - 15:34

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Gli spostamenti fuori Regione sono vietati fino al 27 marzo anche per raggiungere le seconde case? Ecco quando si può andare e cosa dichiarare nell’autocertificazione.

Seconde case fuori Regione/Comune: si può andare?

Il primo decreto legge del governo Draghi ha prorogato il divieto di uscire dalla Regione (anche in zona gialla) fino al 27 marzo 2021.

Tuttavia si può andare nella seconda casa fuori dalla Regione e dal Comune di residenza/domicilio ad una condizione: può raggiungere la seconda casa soltanto chi può provare di avere effettivamente avuto un titolo valido per recarsi nello stesso immobile prima del 14 gennaio 2021. Lo spostamento è consentito da soli o insieme al nucleo familiare (non con amici o parenti non conviventi).

Infatti il divieto di rientrare nelle seconde case di villeggiatura è venuto meno lo scorso 16 gennaio e di questo si trova riscontro nelle Faq del governo, che a breve saranno aggiornate con le disposizioni imposte dal decreto Draghi.

La possibilità di andare nella seconda casa è limitata all’ipotesi del “rientro”. Ecco come provare il possesso del titolo e cosa scrivere nell’autocertificazione.

Seconde case fuori regione: chi può andare e quando

Non importa che gli spostamenti tra Regioni siano vietati fino al 27 marzo (prorogando il divieto del 25 febbraio), chi deve rientrare nella seconda casa fuori dal Comune e dalla Regione può farlo, a certe condizioni.

La norma in vigore è contenuta nelle Faq del governo e vale per tutte e tre le aree di rischio (zona gialla, arancione e rossa):

“Dal 16 gennaio 2021, le disposizioni in vigore consentono di fare «rientro» alla propria residenza, domicilio o abitazione, senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette «seconde case». Pertanto, proprio perché si tratta di una possibilità limitata al «rientro», è possibile raggiungere le seconde case, anche in un’altra Regione o Provincia autonoma (e anche da o verso le zone “arancione” o “rossa”), solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile anteriormente all’entrata in vigore del decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2.”

Nel rispetto di queste indicazioni, chi si mette in viaggio non rischia la sanzione amministrativa prevista per chi viola i divieti anti-Covid, ovvero la multa da 400 a 1.000 euro.

Come provare che l’acquisto/affitto della seconda casa è anteriore al 14 gennaio?

Per non rischiare la multa, serve provare che il titolo di acquisto o affitto della seconda casa fuori Regione sia avvenuto prima del 14 gennaio 2021, ovvero quando è entrato in vigore il decreto legge successivamente prorogato da Mario Draghi.

Ii titoli di godimento successivi a tale data sono esclusi e quindi non validi.

In caso di controllo da parte delle Forze dell’ordine, la prova può essere resa mediante qualsiasi titolo che riporti la data esatta, ad esempio la stipulazione di atto dal notaio, la registrazione di una scrittura privata o la stipulazione di una locazione.

Ai sensi dell’articolo 2704 del Codice civile, la prova può essere fornita dimostrando una copia del titolo dove siano ben leggibili la data certa e il luogo.

In alternativa, chi si sposta verso la seconda casa fuori Regione può compilare e consegnare a Polizia e Carabinieri il modulo di autocertificazione, la cui veridicità è oggetto di controlli successivi.

Si ricorda che dichiarare informazioni non veritiere costituisce un reato e si rischiano fino a 6 anni di carcere.

Chi può rientrare nella seconda casa fuori regione?

Lo spostamento verso la seconda casa può essere effettuato da soli o insieme al nucleo familiare convivente di colui che ha il titolo idoneo a fornire la prova dell’acquisto/affitto.

La casa non deve essere abitata da persone non conviventi (anche se familiari) e non si possono invitare amici o congiunti.

Altri casi in cui si può andare nella seconda casa

Oltre alle ipotesi che abbiamo visto, è sempre consentito andare nella seconda casa per motivi di urgenza e necessità. Tra questi rientrano, ad esempio, la necessità di riparare un guasto alla tubature o recuperare materiali indispensabili al lavoro o allo studio.

In queste circostanze, che sono da considerarsi eccezionali, lo spostamento è ammesso anche se implica un viaggio interregionale da o verso la zona rossa e arancione.

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