Corri dal meccanico se si accende questa spia. Rischi di spendere centinaia di euro

Andrea Fabbri

4 Gennaio 2026 - 00:23

Nelle nostre auto c’è una spia molto difficile da interpretare. Ecco qual è e quando correre dal meccanico se si accende

Corri dal meccanico se si accende questa spia. Rischi di spendere centinaia di euro

I cruscotti e i display delle nuove auto ricordano i pannelli di controllo delle astronavi dei film di fantascienza o quelli dei caccia. Ci sono pulsanti, levette, luci e spie ed è molto difficile conoscerle tutte alla perfezione.

Alcune, però, non vanno assolutamente ignorate quando si accendono. Farlo significa rischiare di rovinare l’auto e spendere centinaia o migliaia di euro dal meccanico.

In questo gruppo rientra a pieno diritto la spia del filtro antiparticolato (FAP/DPF), raffigurante una marmitta di colore giallo o un rettangolo con dei piccoli puntini. È il momento di scoprire cosa significa quando si accende e come comportarsi per proteggere l’auto.

La spia del filtro antiparticolato

L’accensione della spia del filtro antiparticolato segnala l’intasamento del suddetto filtro.

Il problema che la rende difficile da “leggere” è che può illuminarsi in due situazioni diverse. Se si accende con luce fissa e senza altre spie, significa che il filtro è appena intasato e sta cercando di ripulirsi in autonomia.

Ovvero che dobbiamo continuare a guidare ancora per far sì che completi il processo. In questo caso spegnere il motore e arrestarsi è un errore da evitare.

Come risolvere il problema senza meccanico

In questa particolare situazione il pericolo di guasto è basso. A patto di adottare alcuni piccoli accorgimenti.
Per far sì che il filtro si “auto-ripari” e la spia si spenga, dobbiamo bruciare la fuliggine che si è accumulata facendo salire la temperatura dello scarico.

Il modo migliore per farlo è imboccare una strada a percorrenza veloce e guidare a velocità costante di 70-90 km/h per una ventina di minuti usando una marcia più bassa del solito (in modo da tenere il motore intorno ai 3.000 giri).

Il segnale che il processo di pulizia è attivo dovrebbe essere del fumo che esce dallo scarico. Al termine dei 20 minuti di guida la spia dovrebbe spegnersi.

Quando correre dal meccanico

Il quadro è completamente diverso se insieme alla spia FAP si accende quella del motore. La combinazione tra queste spie dovrebbe allarmarci e farci correre immediatamente dal meccanico più vicino.

È il segnale che il filtro ha superato il limite di intasamento oppure che c’è un guasto grave nel sistema antinquinamento. E ignorare per settimane o per molti giorni quella piccola luce potrebbe esporre il motore a rischi di rottura molto elevati.

Se il filtro si ostruisce completamente l’unica via percorribile è quella della sostituzione in officina. Un intervento complesso e decisamente costoso.

L’importanza della prevenzione

La buona notizia è che è possibile evitare il punto di rottura del filtro con alcune abitudini di guida facili da imparare.

Se usiamo l’auto diesel solo nelle vie cittadine dovremmo iniziare, almeno una volta ogni 15 giorni, a dedicare almeno mezzora alla guida in una strada a scorrimento veloce. Facendo così il filtro si pulirà in modo naturale e ridurremo i rischi.

La seconda cosa da fare è quella di usare sempre additivi specifici per il diesel. Un prodotto di buona qualità mantiene puliti lo scarico e il sistema di iniezione, tenendo a distanza la fuliggine e facilitando i cicli rigenerativi.

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