Scuola: cosa deve cambiare dal 27 ottobre 2020

Nuovo DPCM, novità anche per la scuola: alle superiori didattica a distanza al 75%, lezioni anche nel pomeriggio. I Dirigenti Scolastici hanno un giorno di tempo per pensare ad una nuova organizzazione della didattica.

Scuola: cosa deve cambiare dal 27 ottobre 2020

Le scuole hanno un solo giorno di tempo, ossia oggi, per adeguarsi alle novità indicate dal nuovo DPCM del 25 ottobre 2020 - che interessano le sole scuole secondarie di secondo grado - e rivedere l’organizzazione della didattica a partire dal 27 ottobre 2020.

Le scuole restano aperte nonostante la pandemia da COVID-19 stia mettendo in ginocchio il sistema sanitario. Il Ministro Azzolina ha ribadito che le classi non sono luogo di trasmissione del coronavirus e che la loro funzione sociale è importantissima: questo si traduce in restrizioni per attività come ristoranti, palestre e cinema con il nuovo DPCM, con le scuole che però resteranno regolarmente aperte.

Ci sono però delle novità che andranno ad interessare le scuole superiori: per gli studenti della secondaria di II grado, infatti, la presenza in classe sarà ridotta al minimo indispensabile. Il provvedimento firmato dal Governo il 25 ottobre, infatti, prevede una riorganizzazione della didattica nella scuola secondaria di II grado: obiettivo è limitare l’affluenza sui mezzi pubblici negli orari di punta e per farlo si cercherà di incentivare lo smart working nei luoghi di lavoro e la didattica a distanza nelle classi della scuola secondaria di II grado.

Con il nuovo DPCM che è entrato in vigore nella giornata di oggi ma che dà tempo ai Dirigenti Scolastici un altro giorno per organizzarsi, ci sono diverse novità per la scuola secondaria di II grado; vediamo quanto si legge nel testo del nuovo decreto così da capire quale sarà la nuova organizzazione della didattica nelle superiori.

Nuovo DPCM 25 ottobre 2020: didattica a distanza al 75%

Nella testo del nuovo provvedimento si legge che “fermo restando che l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, per contrastare la diffusione del contagio, previa comunicazione al ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica”.

Nessuna novità, quindi, per scuola elementare e media, mentre i Dirigenti Scolastici degli istituti superiori dovranno cominciare a pensare ad un’organizzazione flessibile dove la maggior parte della didattica verrà svolta a distanza, con la presenza in classe limitata a poche ore della giornata.

Nel dettaglio, nel provvedimento si legge della necessità di incrementare il ricorso alla didattica digitale integrata per una quota del 75% delle attività.

Si torna, quindi, alla didattica a distanza per la maggior parte del tempo, ma gli studenti potranno comunque avere un rapporto de visu con gli insegnanti in quelle ore in cui sarà consentita la presenza in classe.

Nuovo DPCM 25 ottobre 2020: lezioni anche nel pomeriggio

Anche la presenza in classe dovrà essere rimodulata tenendo conto delle indicazioni presenti nel nuovo DPCM. Nel dettaglio, viene data indicazione al Dirigente Scolastico di ridefinire la gestione degli orari d’ingresso e di uscita degli alunni, con la possibilità anche di organizzare lezioni di pomeriggio.

In ogni caso l’ingresso a scuola non ci potrà essere prima delle 09:00, allo scopo di evitare assembramenti sui mezzi pubblici negli orari di punta.

Perché le scuole non chiudono

A battersi contro la chiusura delle scuole - richiesta da molte Regioni - è il Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, la quale ha fatto presente che la situazione negli istituti è assolutamente sotto controllo.

Il monitoraggio settimanale dell’ISS, infatti, ci dice che la trasmissione del virus dentro le scuole è ancora limitata, con i focolai nelle scuole registrati nella settimana dal 12 al 18 ottobre che sono solamente il 3,5% di quelli di tutto il Paese. Un dato sorprendente perché inferiore a quello della settimana precedente, quando i focolai nelle scuole erano il 3,8% del totale.

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