Scuola, congedi e smart working per i genitori se il figlio è positivo: la proposta

Dal Governo arriva la proposta di congedi retribuiti e diritto allo smart working nel caso in cui il figlio sia messo in quarantena.

Scuola, congedi e smart working per i genitori se il figlio è positivo: la proposta

Congedi e smart working per i genitori se il figlio è in quarantena, è questa la proposta del Governo per permettere alle famiglie di gestire la ripresa delle scuole con più garanzie e tutele.

Le linee guida dell’ISS per la ripartenza della scuola infatti prevedono la quarantena, fino all’esito negativo del tampone, per gli studenti che mostrano i sintomi del coronavirus, una conseguenza con cui i genitori dovranno necessariamente fare i conti dal prossimo 14 settembre, giorno in cui riprenderanno le lezioni

Congedi e smart working per i genitori se il figlio è positivo

La scuola dovrà riparte, è questa la priorità del Governo, per questo motivo si sta lavorando a pieno regime per far ripartire il sistema didattico limitando quanto più possibile i rischi e la diffusione del coronavirus.

Secondo le nuove normative infatti, qualora uno studente dovesse risultare positivo al coronavirus, i medici potranno imporre la quarantena e quindi il bambino e tutta la classe potrebbe finirebbe con molta probabilità in isolamento a casa. Se lo studente ha avuto dei contatti con altri alunne di altre classi anche queste dovranno andare in quarantena, per questo motivo l’esecutivo sta valutando una proposta che prevede congedi retribuiti e diritto allo smart working per i genitori in caso di malattia o della quarantena del figlio.

La proposta del ministro per la Famiglia

Dal ministro per la famiglia, Elena Bonetti, arriva la proposta per semplificare l’organizzazione dei genitori, qualora al loro figlio venga imposto l’isolamento a casa:

“La priorità è riportare i bambini a scuola restituendo loro il diritto primario ad un luogo ed una comunità educante. Alla politica e a tutto il Paese compete la responsabilità di aiutare i nuclei famigliari agevolando il ritorno a scuola nel modo più certo, stabile, sicuro per le famiglie”.

Bonetti ha aggiunto che nel caso in cui in una scuola ci sia un caso sospetto dovranno essere avviate delle verifiche rapide ed efficienti, in modo da evitare allarmismi tra le famiglie e le scuole, mediante dei percorsi dedicati, che le famiglie potranno attuare per effettuare i tamponi ai figli qualora vi sia un sospetto di COVID.

Negli ultimi giorni si sta discutendo anche dell’organizzazione logistica delle scuole, Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi, spiega che oltre 20.000 aule devono ancora essere riorganizzate al fine di rispettare le norme sul distanziamento sociale, e se non potrà essere trovata una soluzione “i ragazzi dovranno indossare la mascherina, provando anche a “fare una turnazione con le aule più grandi, per evitare che siano sempre gli stessi ad indossarla”.

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