Scordatevi le CBDC. Il futuro dei pagamenti digitali saranno le stablecoin

Redazione Crypto

27/10/2024

L’acquisizione di Bridge da parte di Stripe segna un cambiamento significativo nel mondo dei pagamenti. E darà una mano a consolidare il dominio del dollaro.

Scordatevi le CBDC. Il futuro dei pagamenti digitali saranno le stablecoin

Nell’ultimo summit dei BRICS a Kazan, Russia, si è discusso di una proposta che avrebbe potuto cambiare le fondamenta del sistema monetario internazionale: la BRICS Bridge.

Ideata per ridurre la dipendenza dei Paesi emergenti dal dollaro statunitense, questa rete di pagamenti internazionale avrebbe consentito agli stati membri dei BRICS di regolare il commercio e le finanze attraverso le proprie valute digitali di banca centrale, le CBDC (Central Bank Digital Currencies).

Tuttavia, il progetto ha ricevuto un’accoglienza tiepida e non è stato menzionato esplicitamente nel comunicato ufficiale. Paradossalmente, sembra che la posizione del dollaro stia addirittura rafforzandosi, grazie a un’innovazione monetaria del tutto diversa: le stablecoin ancorate al dollaro.

L’idea russa dietro la «BRICS Bridge» mira a creare un’alternativa robusta al dominio del dollaro, facilitando transazioni e commercio tra Paesi emergenti come Brasile, Cina e India attraverso le loro CBDC. Un’ulteriore proposta ipotizzava l’introduzione di una valuta internazionale sostenuta, in parte, da riserve auree. Un simile sistema, se adottato su larga scala, potrebbe minare non solo la portata globale, ma anche il valore stesso del dollaro. Durante il summit, l’oro ha raggiunto un valore record di quasi 2.750 dollari l’oncia, facendo pensare a una corsa anticipata verso un possibile cambio di scenario. Tuttavia, il comunicato ufficiale ha soltanto accennato vagamente alla possibilità di una «riorganizzazione monetaria», senza entrare nel dettaglio del progetto di Mosca.

Mentre la BRICS Bridge faticava a ottenere il sostegno necessario, la notizia più importante della settimana proveniva dagli Stati Uniti: Stripe, società di pagamenti digitali con sede a San Francisco, ha annunciato l’acquisizione di una startup specializzata in stablecoin, Bridge, per 1,1 miliardi di dollari. Le stablecoin sono valute digitali private, ancorate a una valuta fiat come il dollaro, progettate per offrire stabilità di valore e sicurezza regolamentare. La fusione Stripe-Bridge promette di rafforzare la posizione globale del dollaro nel nuovo contesto digitale, e probabilmente anche il suo valore.

L’accordo arriva mentre le principali istituzioni finanziarie aumentano il loro coinvolgimento nelle valute digitali. Visa e SWIFT hanno iniziato a supportare le stablecoin in modo nativo, mentre le autorità di regolamentazione di tutto il mondo stanno sviluppando framework per supervisionare l’infrastruttura stablecoin.
L’acquisizione segna un ingresso significativo nel settore delle criptovalute per Stripe, che è stato valutato 65 miliardi di dollari all’inizio di quest’anno. Fondata dai fratelli miliardari John e Patrick Collison nel 2010, Stripe è cresciuta fino a diventare una delle startup private più apprezzate negli Stati Uniti.
La mossa segue il lancio da parte di PayPal della sua stablecoin USD nel 2023, che l’ha resa la prima grande fintech a integrare valute digitali per pagamenti e trasferimenti. Arriva anche dopo che Robinhood, la piattaforma di investimento al dettaglio, ha acquisito lo scambio di criptovalute Bitstamp per 200 milioni di dollari nel giugno 2024.

Dietro questi sviluppi si celano tre grandi trend dell’ultimo decennio e mezzo: la diffusione della telefonia mobile, che ha democratizzato i pagamenti digitali, la riduzione dei costi di potenza di calcolo e di larghezza di banda, che ha reso possibili i pagamenti digitali su larga scala, e le innovazioni nella crittografia, che hanno reso possibile lo sviluppo di registri decentralizzati e delle criptovalute.

Le prime valute digitali private come Bitcoin avevano introdotto il concetto di moneta senza confini, accessibile ovunque grazie all’internet. Queste criptovalute potevano automatizzare non solo i pagamenti ma anche altre operazioni finanziarie, rappresentando così una potenziale rivoluzione. Tuttavia, la maggior parte delle criptovalute aveva un grave limite: l’indipendenza dalle valute esistenti, che le rendeva soggette a estrema volatilità. Questa instabilità e l’inconciliabilità con le valute nazionali hanno portato a reazioni regolatorie, riducendo l’adozione delle criptovalute «proprie».

Con l’introduzione delle CBDC, le banche centrali dei diversi Paesi hanno proposto una soluzione che offre i vantaggi di sicurezza e stabilità. Tuttavia, queste valute digitali, strettamente legate alle banche centrali di ciascun Paese, non garantiscono la fluidità necessaria per un network globale. Di conseguenza, per facilitare il commercio internazionale, iniziative come la «BRICS Bridge» cercano di integrare le CBDC in una rete mondiale. Resta però il rischio che queste minaccino i sistemi bancari tradizionali, poiché offrono la possibilità di transazioni sicure e immediate direttamente con la banca centrale, senza passare per banche commerciali.

Le stablecoin rappresentano un compromesso tra criptovalute private e CBDC. Permettono transazioni globali e decentralizzate come le criptovalute, ma senza la volatilità estrema grazie all’ancoraggio a valute fiat esistenti. Queste monete offrono anche una maggiore accettazione regolamentare, garantendo così stabilità e fiducia.

Nonostante alcune controversie, come le multe inflitte a Tether per rappresentazioni imprecise del suo collaterale, le stablecoin hanno visto un aumento notevole di utenti attivi negli ultimi anni. Rispetto alle criptovalute tradizionali, queste valute digitali ancorate offrono un accesso continuo e affidabile a un dollaro digitale, rispondendo alle esigenze di chi cerca stabilità in un mondo di transazioni digitali.

Da anni anche gli alleati degli Stati Uniti contestano la posizione dominante del dollaro. La digitalizzazione della finanza sta certamente cambiando le regole del gioco. Tuttavia, anche se la BRICS Bridge dovesse concretizzarsi in futuro, è improbabile che scalfisca il dominio del dollaro.
Piuttosto saranno le stablecoin a ritagliarsi uno spazio sempre maggiore nei pagamenti digitali.