Dalle etichette elettroniche agli algoritmi anti-spreco: la tecnologia entra al supermercato e permette di risparmiare sulla spesa adottando alcune strategie.
In un mercato dove i costi energetici e logistici sono in continuo aumento, l’introduzione di nuove tecnologie per la regolazione dei prezzi in tempo reale permette ai consumatori di sfruttare gli orari meno affollati per risparmiare sulla spesa alimentare. L’uso di algoritmi per gestire gli sconti nei supermercati è una realtà crescente, nota come dynamic pricing, ovvero prezzo dinamico. Questi sistemi automatizzati non si limitano a introdurre sconti fissi sui prodotti, ma variano i prezzi in tempo reale in base a diversi fattori critici.
In questo modo, fare la spesa al mattino o recarsi al supermercato la sera può fare davvero la differenza sullo scontrino e può anche migliorare la gestione dei prodotti, riducendo gli sprechi e ottimizzando i profitti delle catene di GDO.
Come funzionano i prezzi dinamici e a che ora conviene fare la spesa? Tutti i dettagli e le strategie per salvare il portafoglio grazie alla tecnologia.
Sconti al supermercato al mattino e alla sera: quando conviene andare?
Alcune catene di supermercati stanno gradualmente abbandonando l’abitudine di fissare dei listini o delle promozioni fisse in favore di prezzi dinamici che possono cambiare in base all’orario, all’affollamento del punto vendita e ad altri fattori critici. Questa trasformazione è guidata dall’utilizzo di algoritmi in grado di incrociare i dati di magazzino con il comportamento e le abitudini di acquisto dei clienti per rendere ancora più conveniente fare la spesa in modo strategico.
L’obiettivo di queste nuove tecnologie è innanzitutto quello di difendere i margini di guadagno delle catene di GDO, ma anche prevenire gli sprechi e favorire il consumo grazie all’introduzione di sconti speciali ad orari variabili.
Pensiamo per esempio ai prodotti alimentari freschi (pane, latte, carne, ecc): se a fine giornata rimangono invenduti, costituiscono una perdita pari al 100% del costo d’acquisto per il supermercato. L’algoritmo, invece, permette di ottimizzare i prezzi rendendo i prodotti più convenienti e quindi più attrattivi agli occhi del consumatore.
Se quindi uno yoghurt ha una scadenza entro le 48 ore successive, verrà scontato del 20% la mattina e fino al 40% la sera entro le 18:00. Di conseguenza potrebbe essere più conveniente recarsi al supermercato nelle ore serali, a ridosso della chiusura, quando numerose catene offrono a prezzi ribassati i prodotti che altrimenti verrebbero gettati.
Prezzi e scadenze: l’algoritmo riduce gli sprechi alimentari
Grazie a questo sistema di prezzi dinamici si prevede un recupero dei margini o almeno il costo della materia prima, riducendo al contempo gli sprechi alimentari del 15-25%. Ma non finisce qui: l’algoritmo sarebbe in grado di tenere traccia dell’affluenza dei clienti, grazie ad alcuni sensori posizioni a fianco delle porte di ingresso. In questo modo andrebbe a regolare i prezzi in base alla fascia oraria di riferimento e alla tipologia di clientela presente nel supermercato.
Si andrebbero a delineare delle fasce orarie in cui la spesa risulterebbe più conveniente:
- dalle 10 alle 12, nella cosiddetta “fascia morbida”, si registrerebbe una presenza maggiore di pensionati o di persone che presentano una elevata sensibilità al prezzo;
- dalle 17:30 a chiusura, invece, inizierebbero ad arrivare i lavoratori o coloro che non hanno trovato altri momenti utili per fare la spesa.
Gli sconti e i ribassi sui beni di prima necessità, quindi, andrebbero applicati nella fascia dalle 10 alle 12 per favorire i consumi nella fascia più debole della popolazione. A fine giornata, invece, gli sconti automatici potrebbero ridursi o sparire. Nonostante questo, prima della chiusura (nell’ultima ora, di solito) potrebbero essere applicati ribassi su prodotti freschi che altrimenti andrebbero sprecati.
Infine, l’algoritmo aiuta anche la gestione del magazzino: se, per esempio, viene segnalato un eccesso di un determinato prodotto è possibile applicare prezzi più vantaggioso per smaltire il magazzino.
Quanto costa introdurre gli algoritmi nei supermercati
I costi di implementazione di questi sistemi e algoritmi all’interno dei punti vendita non è indifferente, ma l’investimento potrebbe garantire una buona rendita futura. Si stima, per un negozio di circa 1500 metri quadri, una spesa di almeno 100.000 euro.
Bisogna però considerare che il cambio di prezzi manuale costa mediamente a un punto vendita circa 20.000 euro l’anno di ore di lavoro. L’investimento nell’algoritmo permetterebbe di risparmiare tempo e denaro. Il tempo di ritorno dell’investimento è stimato in 22 mesi, grazie alla combinazione tra risparmio di manodopera e ottimizzazione dei volumi di vendita.
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