Una delle mete di vacanza italiane più amate del mondo sta per chiudere alle auto

Andrea Fabbri

3 Maggio 2026 - 12:04

Nuova stretta italiana contro l’overtourism. Dal 2027 verrà vietato l’accesso in auto in una delle mete di vacanza più importanti del Paese

Una delle mete di vacanza italiane più amate del mondo sta per chiudere alle auto

Le Dolomiti sono entrate tra i Patrimoni UNESCO nell’ormai lontano 2009 e sono uno dei simboli delle bellezze paesaggistiche italiane e mondiali. Purtroppo, però, sono anche una delle zone più colpite dal fenomeno dell’overtourism che, oltre a mettere a rischio il territorio, mette in difficoltà i residenti e le aziende locali.

Per porre un argine a un flusso turistico fatto di circa 11.000 passaggi giornalieri, i Comuni di Val Gardena e Val Badia hanno deciso di limitare gli accessi: a partire dal prossimo 1 settembre 2026 la zona che comprende il Passo Gardena e il valico tra Selva e Corvara si trasformerà in una ZTL. La prima fase sperimentale dovrebbe durare fino a maggio 2027 quando, Provincia permettendo, il provvedimento dovrebbe diventare definitivo.

Chi potrà continuare a muoversi in auto

Dalle limitazioni al traffico veicolare verranno esentati i residenti, chi lavora in zona, i clienti degli alberghi e i mezzi che provvedono ai rifornimenti. Tutti gli altri dovranno prenotare online uno dei soli 150 posti auto messi a disposizione, oppure affidarsi a un trasporto pubblico che, secondo i piani locali, verrà ampiamente potenziato.

Al momento di scrivere le Amministrazioni Comunali hanno prodotto una deliberazione congiunta che, prima di far entrare in vigore il nuovo regolamento, dovrà essere vagliata dalla Provincia.

Non mancano le polemiche

Come era facile da prevedere, la notizia ha suscitato reazioni contrastanti. L’Alpenverein, l’associazione alpinistica di madrelingua tedesca, ha accolto con soddisfazione la delibera, sottolineando come sia un passo importante per preservare un territorio messo a dura prova in estate da inquinamento, rumore e gas di scarico.

Diametralmente opposta l’opinione del Cai Alto Adige che tramite il suo presidente Carlo Alberto Zanella ha espresso preoccupazioni per il “rischio di deriva classista” e per un provvedimento che rischia di ghettizzare il settore turistico garantendo l’accesso soltanto ai clienti più ricchi in grado di pagarsi uno dei costosi soggiorni nelle strutture ricettive locali.

Per questo motivo il Club Alpino propone una soluzione diversa: la chiusura totale al traffico automobilistico dalle 10 alle 16 e il blocco al transito delle macchine a ore alterne per ridurre il fenomeno dei viaggiatori che transitano solo per scattarsi selfie con alle spalle il panorama dolomitico.

Polemiche anche sulla proposta del sistema delle prenotazioni online. Secondo Zanella a essere penalizzati dal meccanismo saranno gli escursionisti, decisamente meno “impattanti” sull’ambiente, a favore di chi ha già il posto garantito dalla prenotazione in albergo. La speranza, conclude il presidente del Cai, è che la Provincia consulti le associazioni ambientaliste e gli addetti ai lavori prima di prendere una decisione definitiva.

Quello che è certo è che, seppur perfettibile, la delibera congiunta dei Comuni è un primo passo importante che arriva dopo decenni di discussioni e polemiche per preservare uno dei territori più belli e, allo stesso tempo, più fragili del nostro Paese.

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