Saudi Pro League, si cambia: meno spese per volere della famiglia reale

Francesco Nasato

23 Marzo 2024 - 06:52

Il calciomercato estivo 2023 sarà ricordato per le spese imponenti della Saudi Pro League. Ora però la famiglia reale saudita vuole un cambio netto di strategia.

Saudi Pro League, si cambia: meno spese per volere della famiglia reale

Nell’estate 2023 la Saudi Pro League è stata lo spauracchio principale di molti tifosi sparsi in tutta Europa. Non passava giornata, infatti, senza che qualche giocatore importante delle grandi squadre europee, e non solo, venisse accostato con forza a una delle squadre del campionato di calcio dell’Arabia Saudita.

Il motivo è presto detto: le tentazioni non erano rappresentata tanto dal valore tecnico o dall’appeal sportivo del movimento calcistico saudita, quanto da cifre, per cartellini e ingaggi, a cui quasi si faceva fatica a credere. Eppure l’esodo è stato imponente se parametrato a una sola sessione di calciomercato. Le cose però potrebbero cambiare in fretta e qualche primo segnale pare essere già emerso sia in modo esplicito che in modo più sussurrato.

Cristiano Ronaldo, pioniere della Saudi Pro League

Il primo a decidere di aprire con decisione una finestra anche sul calcio giocato in Arabia Saudita è stato Cristiano Ronaldo. Senza più particolari sbocchi di carriera in Europa, nella fase finale di una carriera agonistica formidabile per numeri e trofei conquistati, il portoghese ha ceduto alle lusinghe scintillanti della Saudi Pro League. Non solo un ruolo sportivo in campo, ma anche l’impegno di essere la figura di collegamento tra il calcio arabo e quello europeo, in grado di convincere i colleghi a spostarsi dal vecchio continente al nuovo El Dorado del calcio mondiale.

E Cristiano Ronaldo non si è sottratto a questo ruolo, con svariate dichiarazioni di aperto elogio alla Saudi Pro League e al suo progetto per diventare in pochi anni e a suon di milioni, se non miliardi, di euro il nuovo riferimento della mappa calcistica mondiale. Il piano dell’Arabia Saudita sembrava procedere per il meglio, anche grazie all’assegnazione dei Mondiali di calcio del 2034 e alle operazioni di investimento sempre più presenti all’interno di club europei. Nelle ultime settimane, però, a livello domestico, qualcosa sembra essersi inceppato, in parte per motivazioni puramente sportive, in parte per decisioni politiche che influenzano notevolmente le attività economiche dell’Arabia Saudita.

Dalla famiglia reale: «Necessario ridurre le perdite»

Nel già citato calciomercato estivo del 2023 i club della Saudi Pro League hanno speso per acquistare i cartellini dei giocatori la cifra impressionante di circa 800 milioni di euro. Benzema, Neymar, Milinkovic-Savic, Koulibaly, Gabri Veiga, Brozovic, Kante, Firmino, Mitrovic, più sicuramente qualche altro nome che in questo momento dimentichiamo. Giocatori di spicco dei maggiori campionati europei, alcuni di loro ancora distanti dalla fase ascendente della carriera guardando all’anagrafica, ma che hanno accettato contratti da capogiro, scartando l’opzione di continuare a competere in campionati e competizioni europee dal fascino sportivo superiore alla Saudi Pro League.

Se però l’estate è stata una grande abbuffata per i tifosi del campionato arabo, la sessione invernale non ha sostanzialmente regalato nulla di minimamente paragonabile. E anzi, nel corso dei mesi qualcuno ha avuto come una crisi di rigetto. Due i casi più evidenti: quello di Benzema, in rapporti spesso tesi con il proprio allenatore, e quello dell’ex capitano del Liverpool Jordan Henderson, che pur di tornare in Europa già a gennaio ha probabilmente lasciato nelle tasche dei ricchi sceicchi svariati milioni di euro previsti dal suo contratto.

A tutto questo si aggiunge quanto riportato da Bloomberg nei giorni scorsi: «Nel prossimo calciomercato l’Arabia Saudita spenderà molti meno soldi. L’obiettivo della famiglia reale saudita è quello di ridurre le perdite, in modo da costruire un calciomercato interno più sostenibile». Non solo questo. Perchè, sottolinea ancora Bloomberg, «L’affluenza media negli stadi di questa stagione supera di poco le 8mila persone a partita, in calo di circa il 10% rispetto all’annata 22/23». Insomma, l’iniezione poderosa di capitali per attrarre una colonia di grandi giocatori per innalzare il livello medio del campionato, attirare più tifosi e appassionati, e magari sempre più giocatori dai principali campionati europei non sembra aver prodotto gli effetti e gli auspici desiderati per la Saudi Pro League. Per una prima contro prova basterà attendere ancora qualche mese: il calciomercato estivo infatti è lontano, ma inizia già a intravedersi all’orizzonte.