Salario minimo e detassazione rinnovo contratti: il piano di Catalfo per il Lavoro

Il salario minimo orario e la detassazione del rinnovo dei contratti per un aumento degli stipendi è al centro del piano per il lavoro di cui la ministra Nunzia Catalfo ha parlato oggi in audizione alla Camera sul Recovery Plan.

Salario minimo e detassazione rinnovo contratti: il piano di Catalfo per il Lavoro

Si torna a parlare di salario minimo orario, cavallo di battaglia dei 5 Stelle e detassazione nei rinnovi contrattuali dei CCNL. A farlo è la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo che il suo piano, per il mondo del lavoro appunto, lo ha presentato questa mattina in audizione davanti alle commissioni Affari sociali e Lavoro della Camera sul Recovery Plan.

Catalfo ha illustrato il suo progetto di riforma che non riguarda solo il salario minimo orario, sua priorità da tempo e al centro dei tavoli di lavoro del governo già da inizio anno prima di arenarsi a causa dell’emergenza Covid, ma rientra in undici punti programmatici per il lavoro che saranno finanzianti con il Recovery Fund.

Salario minimo e detassazione rinnovi contratto

Il salario minimo orario tra i punti di riforma di Catalfo è strettamente legato al piano di detassazione nei rinnovi di contratto.

La ministra infatti sembra intenzionata a introdurre il salario minimo orario e a detassare rinnovi contrattuali che determinano altrimenti una stagnazione degli stipendi. Quindi tra gli obiettivi non solo un salario minimo garantito, ma anche e soprattutto un aumento degli stipendi che venga assicurato con il rinnovo del CCNL. Ha detto la ministra in audizione che nel Recovery Plan ci saranno delle misure volte a garantire:

“Una maggiore adeguatezza dei livelli di reddito attraverso l’ancoraggio della detassazione dei rinnovi contrattuali dei Ccnl all’introduzione di un salario minimo orario modulato dalla contrattazione collettiva.”

E ancora ha aggiunto che tra le intenzioni del governo trova spazio la volontà di sostenere “la contrattazione di secondo livello quale strumento per accrescere la produttività a livello aziendale e riconoscere ai lavoratori benefici contrattuali ed economici come premio per i risultati raggiunti.”

E ha continuato sottolineando come l’introduzione del salario minimo orario cui si adegueranno i parametri fissati dai contratti collettivi, a livello nazionale determinerà “un incremento generalizzato dei livelli retributivi”.

Secondo la ministra questo permetterà di migliorare le condizioni dei lavoratori, accrescere la dignità del lavoro e di eliminare il dumping salariale spinto dalla contrattazione pirata e la concorrenza sleale tra le imprese. Non solo salario minimo come abbiamo detto perché ci sono altri punti salienti nel programma della Catalfo per il lavoro, primo fra tutti la riforma degli ammortizzatori sociali.

Ammortizzatori sociali

Non solo salario minimo perché nel Recovery Plan per il lavoro anche la riforma degli ammortizzatori sociali della quale già si parla da tempo.

La ministra pentastellata in audizone ha parlato della necessità di rivisitare completamente la disciplina degli ammortizzatori sociali e pertanto è già al lavoro una commissione composta da cinque esperti nominati.

Tra le priorità della riforma quella di snellire le procedure e superare frammentarietà e disorganicità. Come sottolinea la ministra il nuovo sistema avrà una “vocazione all’universalismo coinvolgendo nel meccanismo assicurativo le imprese di tutti i settori produttivi e tutti i lavoratori”. Ovviamente fondamentale sarà differenziare sulla base della dimensione aziendale e della specificità dei diversi settori produttivi.

Accanto a salario minimo, ammortizzatori sociali, rinnovo dei contratti anche gli sgravi contributivi per le assunzioni, specie quelle riservate alle donne. L’obiettivo, come in parte ha già anticipato il decreto Agosto con il bonus assunzioni, è quello di concedere degli sgravi contributivi, quindi ridurre il costo del lavoro per incentivare l’occupazione. In rapporto al lavoro delle donne la ministra ha dichiarato:

“Vogliamo favorire l’occupazione femminile attraverso l’introduzione di un incentivo in termini di sgravi contributivi per il loro ingresso al lavoro e misure per incentivare la prosecuzione del lavoro femminile al rientro dalla maternità.”

E ancora:

“Per garantire una reale parità di trattamento anche sul piano retributivo abbiamo in progetto di introdurre incentivi sul salario di produttività che inducano le imprese ad utilizzare indici di produttività del lavoro gender oriented.”

Come con il salario minimo l’obiettivo è quello di superare le disuguaglianze portando all’inclusione delle persone svantaggiate spesso sfruttate, istituire il Piano nazionale delle nuove competenze e il potenziamento dei Centri per l’Impiego.

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