La Francia vorrebbe la restituzione della Statua della Libertà, oggi dal valore inestimabile.
Non tutti lo sanno, ma è stata richiesta la restituzione della Statua della Libertà. Non è una vera contesa dell’oggetto artistico, bensì la rivendicazione dell’opera nel suo significato simbolico, una pretesa provocatoria per criticare la linea politica degli Stati Uniti. La discussione sul punto, che approfondiremo, risale all’anno scorso ma torna alla ribalta ora che il tema è sempre più attuale. Non perché si sta parlando spesso del monumento, in modo casuale peraltro, ma perché lo strappo diplomatico tra gli Stati Uniti e la Francia è sempre più profondo.
Le recenti dichiarazioni di Trump sulla possibilità di sospendere la Spagna dalla Nato, citando solo l’esempio più recente ed emblematico, impongono delle riflessioni urgenti sui valori che guidano Washington e sul modo in cui sembrano discostarsi dal passato, quantomeno nei rapporti con l’Europa. Ammesso che non sia in discussione, almeno per il momento, alcun trasferimento della statua di New York, non possiamo inoltre esimerci dalla considerazione del suo valore, da quello economico a quello simbolico.
Chiesta la restituzione della Statua della Libertà
Si discute della restituzione di un’opera d’arte con la Francia, ma questa volta l’Italia e la Gioconda non c’entrano nulla. Nel mirino c’è una delle statue più famose del mondo, donata proprio dalla Francia agli Stati Uniti nel 1885. È stato Raphaël Glucksmann, segretario del partito di centrosinistra francese Place publique, a chiedere in modo pungente la restituzione della Statua della Libertà già svariati mesi fa. Secondo Glucksmann, infatti, gli Stati Uniti non sono più coerenti con il suo messaggio di indipendenza e libertà. Glucksmann si riferiva nello specifico a licenziamenti di massa e all’interruzione dei fondi di ricerca per apparenti motivi discriminatori, ma le sue riflessioni sono state nel tempo ben più ampie e le critiche agli Usa ben più incisive. Parlando al congresso del proprio partito, Glucksmann aveva detto senza mezzi termini:
Diremo agli americani che hanno scelto di passare dalla parte dei tiranni, agli americani che licenziano i ricercatori per aver dato prova di libertà scientifica, «ridateci la Statua della Libertà. Ve l’abbiamo regalata, ma apparentemente la disprezzate. Quindi starà meglio da noi.
Una posizione che ha scatenato un sentito sostegno, ma anche una risposta a tono dalla Casa Bianca, che ha sottolineato il ruolo della nazione nella liberazione della Francia dalla dominazione tedesca durante la Seconda guerra mondiale. “È solo grazie agli Stati Uniti d’America che i francesi oggi non parlano tedesco” ha risposto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, a quello che ha definito un “piccolo e sconosciuto politico francese”. Ciò non ha impedito comunque di produrre una risposta, peraltro molto piccata e nei fatti non davvero esaustiva, perché è proprio il discostarsi degli Usa dai propri valori storici portanti che ha sollecitato le critiche di Glucksmann.
A ben vedere, comunque, si dovrebbe contestare anche questa visione conoscendo la storia degli Stati Uniti. Per anni hanno mantenuto una reputazione patinata e promosso valori di un certo tipo, sicuramente, ma solo rispetto alla prospettiva europea. L’avessero chiesto ai nativi americani, tanto per dire, la statua non sarebbe mai stata creata, altro che restituirla. In ogni modo, oggi c’è e va ben oltre il regalo originario, emblema dell’incoerenza strutturale che affligge il mondo, dagli Stati Uniti alla Francia senza alcuna eccezione.
Ma quanto vale oggi la Statua della Libertà
All’epoca della sua realizzazione la Statua della Libertà ha avuto un costo di circa 250.000 dollari, pagati da una raccolta fondi congiunta tra Stati Uniti e Francia. Oggi il suo valore è incalcolabile, non si guarda più solo all’opera nella sua essenza ma a tutta la storia che ha fatto. Basti pensare che attualmente soltanto i materiali che la compongono, valutati come rottami, riuscirebbero a superare il costo originario, senza contare che sono passati 160 anni, quindi oggi l’equivalente della spesa sarebbe di oltre 20 volte superiore.
Le stime degli economisti, che considerano tutti gli elementi utili, parlano però di un valore intorno ai 20 milioni di dollari. Volendola costruire oggi, in proporzione e con i mezzi attuali, di dollari ne servirebbero centinaia di milioni. Ma resta più affascinante la chiave simbolica, dal rapporto di amicizia con Parigi ormai deteriorato alla politica statunitense lontana pure concettualmente da concetti come la libertà e l’indipendenza.
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