Ryanair taglia previsioni su utile e il titolo crolla

Ryanair taglia previsioni su utile e il titolo crolla

Brutto scivolone in Borsa per Ryanair, dopo aver annunciato il taglio delle previsioni sull’utile per l’anno fiscale 2018-2019.

Le azioni della compagnia aerea low cost – al momento della scrittura - stanno lasciando sul terreno quasi il 9% e vengono scambiate a 11,95 euro.

Una performance negativa dovuta, come detto, al profit warning lanciato stamattina, attraverso il quale la società irlandese ha abbassato le stime sull’utile di circa il 12%.

Le nuove previsioni sarebbero conseguenza sia dell’aumento dei costi in termini di carburante che degli scioperi dei dipendenti che hanno portato alla cancellazione di numerosi voli.

Tagliate le previsioni sull’utile

Per l’anno fiscale 2018-2019, dunque, Ryanair si attende un profitto inferiore del 12% rispetto alle previsioni precedenti. In particolare la compagnia si attende un utile tra 1,1 e 1,2 miliardi di euro rispetto al range di 1,25 e 1,35 miliardi di euro che era stato stimato in precedenza.

A incidere su questa flessione sia l’aumento del prezzo del petrolio, che pesa notevolmente sui costi, sia i diversi scioperi indetti dai dipendenti.

“La nostra bolletta del carburante sarà di circa 460 milioni di euro in più rispetto allo scorso anno”

ha dichiarato l’amministratore delegato della compagnia, Michael O’Leary.

Particolarmente gravosa, per la società, l’astensione dal lavoro di due giorni messa in campo da personale di cabina e piloti in 5 Paesi europei, Germania, Olanda, Belgio, Spagna e Portogallo, che hanno “hanno influenzato il numero di passeggeri (cancellazioni dei voli), la chiusura delle prenotazioni e i rendimenti (avendo dovuto ricollocare i passeggeri interessati)” ha aggiunto l’ad di Ryanair.

Potrebbe andare ancora peggio

Ryanair ha avviato in diversi Paesi un dialogo con le sigle sindacali per venire incontro alle richieste dei lavoratori, che chiedono maggiori diritti e tutele.

Ma la strada evidentemente è ancora lunga, almeno nei cinque Paesi interessati dalla due giorni di sciopero, che ha quasi messo in ginocchio la compagnia irlandese.

“Ciò ha avuto un impatto negativo sulla società, poiché i potenziali clienti sono stati scoraggiati dal prenotare con la compagnia aerea a causa del rischio di cancellazione del volo, e l’azienda ha tagliato i prezzi per attirare i clienti e oscurare la pubblicità negativa causata dagli scioperi”

ha osservato David Madden, analista di CMC Markets UK.

Ma il peggio potrebbe non essere finito. Ryanair, infatti, non si sente di escludere “ulteriori interruzioni nel terzo trimestre, il che potrebbe richiedere un abbassamento ulteriore della guidance per l’intero anno” che potrebbe, dunque essere rivista nuovamente al ribasso.

La soluzione? Madden è perentorio:

“Se Michael o ’Leary vuole venirne fuori, ha bisogno di trattare meglio personale e clienti”.

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