La Russia ha testato un nuovo sistema di allarme composto da sirene che avvisano la popolazione in caso di emergenza imminente.
Non accennano a fermarsi gli attacchi di Israele e Stati Uniti nei confronti dell’Iran, così come Teheran non sembra intenzionata a interrompere la propria risposta alle offensive subite continuando a lanciare attacchi contro obiettivi nei Paesi del Golfo, cercando di colpire quelle che considera basi militari americane presenti nella regione.
Dopo un attacco registrato anche nei pressi dell’isola di Cipro alcuni giorni fa, che ha messo in allarme anche l’Unione Europea, oggi nel mirino è finito l’Azerbaigian. Un aeroporto internazionale è stato colpito da missili iraniani, anche se Teheran ha respinto le accuse sostenendo che quei missili sarebbero in realtà di origine israeliana.
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Fatto sta che la tensione non accenna a diminuire. Al contrario cresce la preoccupazione internazionale che il conflitto possa progressivamente allargarsi coinvolgendo altri Paesi. In particolare preoccupano le dichiarazioni del leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, che si sarebbe detto disponibile a fornire missili a Teheran per sostenere la guerra contro Israele e USA.
Anche in Italia si osserva con grande attenzione l’evoluzione della crisi nel Golfo Persico. In primo luogo si è provveduto a mettere in sicurezza tutti i cittadini italiani presenti nella zona che desideravano rientrare nel nostro Paese. Sono stati messi a disposizione voli charter e le operazioni di rimpatrio stanno proseguendo anche in queste ore.
Nel frattempo si è aperto anche il dibattito su un eventuale coinvolgimento dell’Italia nel conflitto, ipotesi che è stata però smentita con decisione dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il governo ha comunque ribadito la disponibilità dell’Italia a fornire aiuti umanitari alle popolazioni colpite dalla guerra.
Intanto la Camera ha approvato una risoluzione che impegna il governo italiano a partecipare agli sforzi dell’Unione Europea per difendere eventuali Stati membri che dovessero essere colpiti da attacchi missilistici o con droni attribuiti all’Iran. Il testo conferma inoltre il rispetto degli accordi internazionali relativi all’utilizzo delle basi militari presenti sul territorio italiano da parte degli Stati Uniti. È inoltre previsto il possibile dispiegamento di sistemi di difesa aerea e di sorveglianza per proteggere cittadini italiani, partner dei Paesi del Golfo e infrastrutture strategiche.
In Russia testato un nuovo sistema di allarme
Nel frattempo anche la Russia ha condotto un’importante esercitazione nell’ambito dei test previsti dal sistema nazionale di sicurezza. Nei giorni scorsi è stato effettuato un test su larga scala del sistema di allerta destinato ad avvisare la popolazione in caso di emergenza. Si tratta di una rete di sirene pronte a entrare in funzione per segnalare situazioni di pericolo.
Il test è stato eseguito in tutti gli undici fusi orari della Federazione Russa. Le autorità avevano preventivamente informato la popolazione, invitando i cittadini a mantenere la calma e a seguire le istruzioni trasmesse tramite televisione e radio. Lo scopo del sistema è quello di informare rapidamente la popolazione in caso di emergenze naturali o di possibili attacchi militari. Quando le sirene entrano in funzione, i residenti vengono invitati ad accendere radio o televisione per ricevere indicazioni ufficiali.
Si tratta di una simulazione che avviene in un momento geopolitico particolarmente delicato. Il test è stato infatti effettuato pochi giorni dopo alcune dichiarazioni di esponenti russi che hanno messo in guardia sul rischio che il conflitto possa estendersi su scala globale.
Anche in Italia esiste un sistema simile di allerta alla popolazione, anche se non basato sulle sirene. Nel nostro Paese è attivo il sistema IT-Alert, che invia notifiche sonore direttamente ai telefoni cellulari per avvisare i cittadini in caso di terremoti, calamità naturali o altre situazioni di emergenza.
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