Rottamazione 2023 o rateazione ordinaria: pro e contro di entrambe

Patrizia Del Pidio

21 Gennaio 2023 - 06:30

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Non sempre scegliere la strada della definizione agevolata è quella più conveniente per il contribuente, Ogni situazione va valutata. Vediamo il perché.

Rottamazione 2023 o rateazione ordinaria: pro e contro di entrambe

Dopo la pubblicazione della Legge di bilancio 2023 non si fa altro che parlare della definizione agevolata ed è una corsa alla rottamazione delle cartelle. Ma siamo veramente sicuri che in ogni situazione convenga veramente scegliere la definizione agevolata anziché la rateazione ordinaria?

E’ pur vero che con la rottamazione vengono meno sanzioni e interessi ed il debito residuo del contribuente è decisamente più basso, ma ci sono dei vincoli che, molto spesso, possono mettere in difficoltà chi ha debiti di portata abbastanza alta. La situazione, in ogni caso, va valutata dal singolo contribuente di volta in volta. E tutto quello che noi possiamo fare è fornire una panoramica dei pro e dei contro di entrambe le strade percorribili.

Rottamazione 2023: i pro

Ovviamente per chi sceglie la strada della definizione agevolata la cosa più importante da considerare è quella del debito residuo che si abbassa. Vengono meno sanzioni, interessi e aggio e questo, soprattutto per le cartelle esattoriali più vecchie porta ad una abbattimento del debito non indifferente.

Ci si può mettere, quindi, in regola con il Fisco pagando una cifra minore scegliendo una rateazione fino a 20 rate trimestrali, ovvero in 5 anni.

Definizione agevolata: i contro

Nonostante il debito residuo più basso sostenere le rate della definizione agevolata potrebbe essere non sempre facilissimo per il contribuente. Le prime due rate, quella di luglio 2023 e di novembre 2023 avranno un importo consistente pari al 10% (ognuna) del debito complessivo.

Per chi ha un alto debito da saldare, quindi, significherebbe dover pagare nel giro di 4 mesi migliaia di euro per poter, poi, accedere alla strada in discesa della rottamazione. Le rate successive, se si sceglie il massimo della rateazione, saranno sicuramente di importo più basso delle prime due (circa la metà dell’importo). Ma saranno comunque abbastanza consistenti essendo trimestrali.

Da mettere in conto, poi, che tra la rata che scade il 31 maggio e quella che scade il 31 luglio (per l’anno 2024 e successivi) si avranno solo due mesi e non 3 . Mentre tra quella di luglio e novembre trascorreranno 4 mesi.

Decadenza definizione agevolata

Da mettere in conto tra i contro della rottamazione 2023 che se si paga la prima rata con un ritardo superiore ai 5 giorni si decade dal beneficio.

E lo stesso accade anche se si paga con più di 5 giorni di ritardo anche una rata successiva alla prima. Non c’è tolleranza, quindi, se per una volta il contribuente si trova nell’impossibilità di sostenere il pagamento.

Rateizzazione ordinaria, partiamo dai contro

Ovviamente la cosa negativa di scegliere la rateazione ordinaria al posto della definizione agevolata è che in questo caso il debito rimane gravato da sanzioni, interessi e aggio.

Ci si trova, di fatto, a fare i conti con un importo complessivo nettamente più alto. Ma nel complesso questo è l’unico contro della rateazione ordinaria di una cartella esattoriale.

Pagamento con rateazione ordinaria, quali pro?

Per debiti molto alti si può pagare fino a 120 rate di uguale importo, suddividendo il carico da sostenere in 10 anni anziché in 5. Viene meno il peso delle prime due rate di importo maggiorato perché in questo caso le rate saranno tutte uguali e avendo cadenza mensile l’importo da pagare, ovviamente sarà nettamente più basso.

Con la rateizzazione ordinaria del debito, poi, c’è anche abbastanza tolleranza con pagamenti in ritardo ed eventuali rate non pagate. La decadenza della rateazione viene meno se non si pagano 8 rate anche non consecutive e questo permette di poter gestire, anche in momenti di crisi, la possibilità di saltare un pagamento e recuperarlo quando se ne ha la possibilità.

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