Ci sono importanti novità per chi compra casa: via l’obbligo di indicare nel rogito l’importo pagato all’agenzia immobiliare. Così si può risparmiare.
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Stai per comprare, o vendere, casa? Devi sapere che quest’anno potresti spendere meno, oltre a proteggere meglio la tua privacy, grazie a una novità che riguarda il momento più delicato di tutta la compravendita: il rogito notarile.
Pochi sanno, infatti, che dallo scorso gennaio è cambiata la legge che regola la dichiarazione delle provvigioni pagate agli agenti immobiliari. Nel dettaglio, non è più obbligatorio indicare nel rogito l’esatto importo versato al mediatore: è sufficiente indicare il numero della fattura e confermare che quanto pagato corrisponde a quanto fatturato.
Un dettaglio che sembra piccolo, ma che porta con sé due grandi vantaggi: da un lato tutela la privacy di chi compra e vende casa, evitando di far conoscere all’altra parte quanto ha pagato di commissione; dall’altro potrebbe aprire nuove possibilità di trattativa sui costi di intermediazione, con la prospettiva di pagare provvigioni più basse.
Il cambiamento è stato introdotto dal Collegato Lavoro approvato a fine 2024, che non si occupa solo di contratti e licenziamenti, ma ha avuto effetti anche sulle compravendite immobiliari, modificando una norma in vigore dal 2006.
Vediamo allora cosa cambia davvero nel rogito e perché questa novità potrebbe farti risparmiare.
Compravendita immobile, come funzionava prima del Collegato lavoro
Per capire cosa è cambiato per il rogito e come queste novità si riflettono sulle compravendite immobiliari, è utile partire da come funzionava finora.
Fino al gennaio 2025, al momento del rogito notarile, le parti erano obbligate a dichiarare se si fossero avvalse dei servizi di un mediatore o di un intermediario - come ad esempio un agente immobiliare - indicando i dati utili alla sua identificazione, come codice fiscale o Partita Iva e il numero di iscrizione al ruolo degli agenti di affari in mediazione presso la Camera di commercio.
Ma non bastava. Venditore e compratore dovevano anche specificare l’importo esatto pagato per questi servizi, ossia la cosiddetta provvigione, e spiegare in modo analitico come era stato effettuato il pagamento (ad esempio tramite bonifico, assegno o altro).
Questa regola era stata introdotta con la legge n. 223 del 2006, voluta dall’allora ministro Pier Luigi Bersani, per contrastare il rischio di evasione fiscale sulle somme pagate ai mediatori. Tra l’altro, ricordiamo che su queste spese spetta anche una detrazione fiscale fino a 190 euro.
Tuttavia, questa trasparenza assoluta aveva anche un effetto collaterale: nel rogito, compratore e venditore venivano a conoscenza di quanto l’altro avesse pagato di provvigione, scoprendo se magari una delle due parti aveva ottenuto dall’agente immobiliare un trattamento economico più favorevole. Una situazione spesso fonte di imbarazzo o conflitti e che, con l’arrivo del Collegato lavoro, non si verificherà più, visto che l’indicazione dell’importo pagato al mediatore non sarà più obbligatoria nell’atto notarile.
Come funziona il rogito dopo il Dl Collegato lavoro
Con l’entrata in vigore del Dl Collegato lavoro, il rogito è stato semplificato, riducendo le informazioni obbligatorie da inserire nell’atto.
Resta comunque necessario comunicare se ci si è avvalsi di un intermediario, fornendo i dati utili alla sua identificazione, ma non è più obbligatorio indicare l’importo pagato come provvigione.
Le parti potranno decidere liberamente se dichiarare o meno questa cifra: se preferiscono mantenere la riservatezza, sarà sufficiente indicare il numero della fattura rilasciata dall’intermediario e attestare che quanto effettivamente pagato corrisponde all’importo riportato in quel documento.
Si tratta di una modifica pensata per tutelare la privacy delle parti, garantendo maggiore riservatezza e libertà nella trattativa tra cittadino e professionista. Infatti, in questo modo nulla vieta a un mediatore di stabilire provvigioni diverse per venditore e acquirente, ma finora molti professionisti si sono sentiti vincolati a evitare differenziazioni per non rischiare malumori o perdita di fiducia da parte del cliente.
Ora invece potrebbero aprirsi spazi di trattativa più flessibili, con la possibilità per alcuni clienti di spuntare provvigioni più basse.
E nonostante questa maggiore riservatezza, il rischio di evasione fiscale resta comunque contenuto: gli importi pagati vengono infatti documentati nella fattura elettronica, e il mediatore ha comunque l’obbligo di dichiarare al Fisco quanto incassato dalla vendita dell’immobile.
Commenti
12Questa regola favorisce ancora di più l’evasione fiscale da parte delle agenzie immobiliari, già notoriamente elevatissima
Sparare numeri a caso non serve a nulla! Oltre il 40 % delle compravendite avviene tra privati, senza contare il numero delle aste immobiliari. Oltre alla considerazione che la maggior parte delle compravendite è sotto i 200.000 €.
Quindi con provvigioni totali da 5000 a 10000 € (per quelli molto cari! 5% per parte....vorrei proprio vederli!!). Inserendo il numero della fattura senza l’importo non cambia nulla per chi fa i controlli... tutto il resto è fuffa.
hai ragione. l’impegno di questo governo per favorire l’evasione è quasi commovente...e la privacy è usata per coprirla.
Io intanto trovo scandaloso che gli intermediari vengano pagati da entrambi.
È il venditore che decide di rivolgersi all’intermediario avendone dei servizi, l’acquirente subisce la scelta.
Poi trovo surreale la liceità di fare tariffe diverse per le due parti, creando una tutela differenziata da parte dell’intermediario (conflitto di interessi interno) la quale interferisce con l’imprescindibile rapporto di fiducia che dovrebbe esserci in transazioni tanto importanti e delicate.
Infine trovo che le provvigioni siano scandalose nella loro entità, gli intermediari sono strapagati e da un governo serio mi aspetterei una azione di calmierazione.
Il mondo delle agenzie immobiliari è una bolla di fango parassitario introdotta in un fondamentale diritto privato dei cittadini dei cittadini, quello della compravendita.
Io perciò voto Bersani ed anzi, Bersani non mi basta, servirebbe ben altro.
Io intanto trovo scandaloso che gli intermediari vengano pagati da entrambi.
È il venditore che decide di rivolgersi all’intermediario avendone dei servizi, l’acquirente subisce la scelta.
Poi trovo surreale la liceità di fare tariffe diverse per le due parti, il che crea una tutela differenziata da parte dell’intermediario la quale interferisce con l’imprescindibile rapporto di fiducia che dovrebbe esserci in transazioni tanto importanti e delicate.
Infine trovo che le provvigioni siano scandalose nella loro entità, gli intermediari sono strapagati e da un governo serio mi aspetterei una azione di calmierazione.
Il mondo delle agenzie immobiliari è una bolla di fango introdotta in un fondamentale diritto privato dei cittadini dei cittadini, quello della compravendita.
Io perciò voto Bersani ed anzi, Bersani non mi basta, servirebbe ben altro.
Hai ragione e finchè ci sarà il contante sarà sempre così.
Hai ragione metteranno il numero della fattura elettronica e finita lì, quale sarebbe la lotta contro i mulini ? i 4000 dell’agenzia o i 10000 del venditore ? arrivano anche a 30.000, è irrilevante la cosa ? allora va bene che lo facciano tanto se li beccano la multa è sicuramente meno dei guadagni in nero, nel 2023 sono stati venduti 700.000 immobili, ho arrotondato per difetto, tale cifra per 15.000 sono 10.500.000.000 euro, certo è una cifra inesatta ma fa capire l’entità poi il governo alza la tassazione delle crypto per racimolare spiccioli, sarebbe interessante capire quale siano le cose importanti per combattere l’evasione fiscale ma inutile proseguire il discorso per il semplice fatto che rimane tutto fermo qui.
Nel rogito indichi il numero della fattura elettronica!!! Che tu scriva 1000, 2000, 5000 non cambia nulla...tanto vale la fattura che va in Agenzia delle Entrate, che poi se vuole verifica la congruità degli importi... dichiarare l’importo in atto è inutile da quando c’è la fatturazione elettronica, mentre prima era utile per in controllo più celere. Le differenze di importi tra acquirente e venditore possono creare problemi e malumori. I controlli ci sono grazie alle fatture elettroniche e non per gli atti... dai su, lasciamo stare le battaglie contro i mulini a vento... sono altre le cose importanti da fare per combattere l’evasione fiscale!!!!
Stiamo scherzando, vero? Questo è l’ennesimo regalo alle immobiliari e un’agevolazione alla non trasparenza e al nero. In un paese «normale» si fa una legge che obbliga gli immobiliari a vendere case mostrando all’acquirente il prezzo finale, compreso di tutte le spese. Così come succede in qualsiasi negozio, dove il prezzo esposto è quello che pagherò, senza extra o sorprese. Ma questo no, ovviamente, perché impedirebbe a immobiliari e notai di fare i furbi e chiedere soldi in nero. Complimenti, governo! Senza parlare che questa legge, poi, è stata inserita nel mezzo di un DLL che tratta di tutt’altro, così da farla passare di nascosto! Ma come si fa a votare certa gente?
Scusate ma anche oggi dichiarano al rogito 1000eur e poi ne chiedono 4000 in nero. Non credo che questa norma agevoli il nero.
Non pensate?
Hai ragione e te la vendono come tutela della privacy 🤣
Non scrivere l’importo dell’agenzia immo sul rogito semplifica di fare il 100% di nero proprio per l’agenzia, su 5000 te ne chiedono 4000 in nero per non parlare dei soldi in nero che ti chiede il venditore , è assurdo e poi parlano di lotta all’evasione