Rito unico separazione e divorzio: novità dall’1 marzo: cosa cambia e per chi

Ilena D’Errico

15 Gennaio 2023 - 18:32

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Parte delle novità introdotte dalla riforma Cartabia sul processo civile entrerà in vigore già dal 1° marzo, in particolare riguardo alla separazione e al divorzio. Ecco cosa cambia e quando.

Rito unico separazione e divorzio: novità dall'1 marzo: cosa cambia e per chi

Dal 1° marzo entrano in vigore le riforme che riguardano il rito unico in tema di separazione e divorzio, con un anticipo di ben 4 mesi. Il decreto legislativo di attuazione della riforma Cartabia per quanto riguarda il processo civile, infatti, aveva fissato come scadenza il 30 giugno 2023. La legge di bilancio di quest’anno ha però modificato le disposizioni transitorie, con il risultato che parte della riforma entrerà in vigore con un grosso anticipo.

L’attuazione completa della riforma dovrebbe comunque avvenire intorno a dicembre 2024, dunque entro il 2025 si potrà assistere a tutti i cambiamenti che per il momento non sono ancora previsti, come quelli in tema di adozioni. Dal 1° marzo entrerà in vigore comunque la maggior parte delle innovazioni, compreso il rito unificato in tema di divorzio e separazione.

Questo anticipo permette quindi anche di valutare il risvolto pratico della riforma, così che possa essere attuata in maniera graduale. La nuova procedura, in particolare, riguarderà tutti i procedimenti di separazione e divorzio istituiti dal 28 febbraio 2023. Vediamo quindi cosa cambia.

Le dedizioni scritte

Una delle novità maggiori riguarda le dedizioni scritte. In sostanza, le parti dovranno produrre autonomamente degli scritti difensivi entro la prima udienza. Questo cambiamento riguarda quindi principalmente la difesa dei coniugi o partner in fase di separazione o divorzio e i genitori in causa per l’affidamento dei figli.

Si tratta di una modifica volta a ridurre i tempi dei procedimenti legali, con benefici non solo per le parti coinvolte, ma anche per l’ottimizzazione dell’intero sistema procedurale. Nonostante ciò, non mancano in merito le preoccupazioni, in particolare da parte degli avvocati. Uno dei requisiti delle dedizioni è la completezza, importante per raggiungere la soluzione più efficace e consona. Allo stesso tempo, scrivere preventivamente ogni piccolo motivo di contrasto potrebbe influire negativamente sulle soluzioni consensuali. Gli avvocati temono proprio che le cause più pacifiche, e dunque più brevi, diminuiranno sempre di più in vista di questo metodo, provocando perciò un allungamento medio delle tempistiche.

Il tribunale della Famiglia e il rito unificato

L’innovazione principale della riforma Cartabia, che raggiungerà la piena funzionalità nel 2025, è l’introduzione di un tribunale unico per le famiglie, il quale si occuperà di tutti i procedimenti altrimenti affidati ai tribunali per i minori e, più in generale, di tutte le cause riguardanti le famiglie e lo stato delle persone.

Il tribunale per i minorenni sarà dunque soppresso, in favore dell’inserimento del tribunale unificato. In particolare, il tribunale della famiglia sarà composto da una sezione distrettuale in ciascuna sede di corte d’appello o sezione di corte d’appello, oltre alle sezioni circondariali costituite presso ogni sede di tribunale ordinario.

Nel dettaglio, le sezioni circondariali si occuperanno delle competenze finora affidate al tribunale dei minorenni o al giudice cautelare, tra cui:

  • Decadenza della potestà genitoriale.
  • Riconoscimento dei figli.
  • Azioni promosse dai nonni per avere rapporti con i nipoti.
  • Affido temporaneo dei minori.
  • Autorizzazione al matrimonio dei minori.
  • Amministrazione del patrimonio del minore.
  • Procedimenti con oggetto richiesta di danni endofamiliari.

La sezione distrettuale, invece, si occuperanno principalmente di:

  • Procedimenti penali.
  • Sorveglianza.
  • Adozioni.
  • Cittadinanza.
  • Immigrazione.
  • Protezione internazionale.
  • Appello per le decisioni della sezione circondariale.

Oltretutto i giudici assegnati a questo tribunale saranno scelti appositamente fra figure altamente specializzate, con competenze mirate alle materie trattate dal tribunale. Dunque, non verrà più applicato il limite dell’assegnazione decennale.

Il rito unico e le innovazioni processuali

Come effetto dell’istituzione del tribunale unificato, verranno eliminate tutte le differenze di rito, al fine di ottenere un procedimento unico introdotto con ricorso. L’udienza presidenziale è dunque abolita. La legge dovrà in tal proposito indicare i requisiti del ricorso, oltre ai meccanismi di preclusione e decadenza, che diventeranno centrali. Questi effetti avranno validità sin dal 1° marzo per quanto riguarda divorzi e separazioni, mentre sarà necessario attendere il 2025 per il completamento della riforma.

Nel dettaglio, il procedimento per la separazione, il divorzio e l’affidamento dei figli nati fuori dal matrimonio sarà il medesimo, delineato dall’articolo 711 del Codice di procedura civile. Le parti saranno quindi tenute a indicare preventivamene le condizioni patrimoniali e reddituali, oltre al piano genitoriale. Quest’ultimo deve dunque contenere gli impegni e le attività svolte dai minori, in particolare in relazione a:

  • Scuola.
  • Percorso educativo.
  • Attività extrascolastiche.
  • Sport.
  • Attività culturali e ricreative.
  • Frequentazioni parentali e amicali.
  • Luoghi frequentati.
  • Vacanze abituali.

L’obiettivo è naturalmente quello di individuare con la maggior chiarezza possibile l’interesse dei minori, motivo per cui la disciplina riguardo all’ascolto del minore sarà riformata. Il giudice può in ogni caso procedere alla nomina di un curatore speciale, laddove necessario.

Nella medesima ottica, le dedizioni scritte avranno un ruolo fondamentale anche nei procedimenti volti alla:

  • Modifica delle condizioni di separazione.
  • Revisione delle condizioni di divorzio.
  • Modifica delle condizioni relative ai figli di genitori non coniugati.

Ne consegue che saranno drasticamente ridotte le udienze nelle quali è prevista la comparizione delle parti, limitate ai casi di effettiva necessità.

In sintesi, dal 1° marzo entreranno in vigore le disposizioni riguardanti le separazioni e i divorzi. Le successive modifiche relative alla famiglia, invece, saranno distribuite fra giugno 2023 e dicembre 2024. Nel dettaglio, le novità principali come le disposizioni relative ai minori saranno esecutive soltanto nel 2025, mentre nel mese di giugno entreranno in vigore le disposizioni sulla mediazione assistita.

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