Riforma pensioni: Ape Sociale vs Quota 100, la proposta alternativa del M5S

Riforma delle pensioni, Di Maio ci ripensa? Il Ministro del Lavoro sembrerebbe preferire la conferma e l’estensione dell’Ape Sociale alla Quota 100.

Riforma pensioni: Ape Sociale vs Quota 100, la proposta alternativa del M5S

Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, nonché vicepremier, ha confermato che l’abolizione della Legge Fornero è una priorità per il Governo.

Di Maio quindi parla ancora di “abolizione” della Fornero, nonostante nei giorni scorsi vi abbiamo spiegato di come ciò non verrà realizzato per la mancanza di risorse. La riforma del 2011, infatti, verrà solamente rivista tramite l’introduzione di nuove misure per la flessibilità, così da dare ai lavoratori degli strumenti alternativi alla pensione di vecchiaia e anticipata che dal prossimo anno richiederanno un’età pensionabile più alta.

Da mesi Matteo Salvini, colui che della revisione della Legge Fornero ha fatto il cavallo di battaglia durante la scorsa campagna elettorale, parla di introdurre la Quota 100 (con soglia minima a 64 anni) e di estendere a tutti la possibilità di ricorrere alla Quota 41 (che dal 1° gennaio prossimo verrà incrementata di 5 mesi); d’altronde queste proposte sono state anche indicate nel contratto di Governo sottoscritto dalle due forze politiche.

Tuttavia sembra che Di Maio non sia molto d’accordo con queste proposte, con le quali alcune categorie di lavoratori sarebbero svantaggiate. D’altronde il leader del Movimento 5 Stelle essendo Ministro del Lavoro si occuperà personalmente della riforma delle pensioni e per questo sarà lui ad indicare la strada da percorrere.

Naturalmente qualsiasi provvedimento poi dovrà essere approvato dalla maggioranza del Parlamento e quindi anche la parte leghista dovrà essere d’accordo.

Ma qual è l’alternativa che avrebbe in mente Luigi Di Maio? Scopriamolo.

Riforma delle pensioni: l’alternativa del M5S

In queste settimane diversi sindacati hanno puntato il dito sulle indiscrezioni circolanti sulla riforma delle pensioni, perché introducendo una soglia minima a 64 anni per accedere alla Quota 100 verrebbero penalizzate quelle categorie di lavoratori svantaggiati che oggi possono richiedere l’Ape Sociale e andare in pensione all’età di 63 anni senza alcuna penalizzazione sull’importo dell’assegno previdenziale.

Così com’è stata illustrata da Salvini, quindi, la riforma delle pensioni rischia di non funzionare ed è per questo che il Movimento 5 Stelle ha in mente un’alternativa.

Nel dettaglio, sembra che Di Maio sia favorevole a confermare l’Ape Sociale (che scadrà il 31 dicembre 2018) ed estenderla ad altre categorie di lavoratori. Ricordiamo, infatti, che questa oggi può essere richiesta dai soli disoccupati, cassaintegrati, invalidi, caregivers e lavoratori gravosi.

Non confermare l’Ape Sociale così da riutilizzare le risorse per la Quota 100 e la Quota 41 per tutti comporterà uno svantaggio per le suddette categorie di lavoratori, le quali dovranno attendere circa 1 anno per andare in pensione.

Il Movimento 5 Stelle sa che questa decisione potrebbe ripercuoterglisi contro, e per questo molti pentastellati sembrano essere maggiormente favorevoli all’alternativa sopracitata; insomma, un programma che non sarebbe molto differente da quello illustrato dall’allora Ministro del Lavoro - Giuliano Poletti - nella scorsa legislatura.

Stabilizzando e ampliando l’Ape Sociale verrebbero privilegiati tutti quei lavoratori che hanno reale bisogno di flessibilità; verrebbero esclusi dalla riforma però tutti gli altri lavoratori, i quali dovrebbero attendere il raggiungimento dei requisiti necessari (che dal 1° gennaio subiranno una variazione al rialzo) per la pensione di vecchiaia o anticipata per smettere di lavorare.

Decisione rimandata a settembre

Al momento comunque si tratta solamente di voci, perché ufficialmente la posizione del Governo è ancora quella che prevede la Quota 100 introdotta nel 2019 e l’estensione della Quota 41 dal 2020.

Qualsiasi discorso in merito a qualsiasi variazione del programma verrà affrontato solamente a settembre, quando cominceranno le discussioni sulla Legge di Bilancio 2019, nella quale verranno stanziate - a detta di Di Maio - sia le risorse per la riforma delle pensioni che per la flat tax, poiché trattandosi di “emergenze sociali” devono essere realizzate il prima possibile.

Al momento nella nota di aggiornamento del DEF mancano tutti questi provvedimenti, ma Di Maio assicura che da settembre si parlerà concretamente delle misure necessarie per rivedere il sistema previdenziale italiano. Quindi, se alla fine sarà Quota 100 oppure conferma ed estensione dell’Ape Sociale lo sapremo solamente al termine dell’estate.

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