Riforma agenti immobiliari nel Ddl Concorrenza: formazione obbligatoria di 60 ore, contratti scritti e regole per il property management. Tutte le novità.
Il Ddl Concorrenza varato a luglio dal Consiglio dei Ministri introduce importanti modifiche nel mercato immobiliare. Numerose sono le novità che riguardano gli agenti immobiliari, per i quali è prevista la prima vera e propria riforma da oltre 30 anni che investe la mediazione immobiliare.
Il testo di riferimento della mediazione immobiliare è la Legge numero 39 del 1989, un testo nato in un periodo storico profondamente diverso rispetto a quello attuale e che regola il mercato immobiliare con norme che, attualmente, risultano obsolete.
Quella introdotta dal Ddl Concorrenza, quindi, è una riforma che introduce una serie di misure che hanno l’obiettivo di rafforzare la tutela dei cittadini e di alzare gli standard professionali degli agenti immobiliari.
Il decreto deve ancora completare il proprio iter parlamentare. Vediamo tutte le novità che prevede nel settore immobiliare.
La formazione dell’agente immobiliare
La prima vera novità riguarda la formazione degli agenti immobiliari. Il Ddl Concorrenza introduce l’obbligo di formazione continua per almeno 60 ore per ogni triennio. Inoltre, per chi vuole diventare agente immobiliare è previsto un percorso universitario apposito che abilita alla professione o, in alternativa, l’esame camerale.
La più importante novità, però, riguarda gli incarichi di mediazione che devono essere obbligatoriamente redatti in forma scritta. L’agente immobiliare, inoltre, deve istituire un conto corrente dedicato esclusivamente alla gestione delle caparre lasciate dai clienti.
Cosa cambia per il property management
Un’altra novità di rilievo investe la gestione patrimoniale degli immobili per conto terzi. Il property management, grazie all’espansione che ha registrato con la crescita degli affitti brevi, viene per la prima volta disciplinato a livello di legge per introdurre norme di contrasto all’abusivismo.
Negli ultimi anni, infatti, proprio per la zona grigia normativa in cui il property management si colloca, fenomeni di abusivismo non sono stati rari. La riforma vuole tracciare un perimetro all’attività, riconoscendola formalmente. Il compito di stabilire linee guida specifiche e percorsi formativi e titoli dedicati, però, viene lasciato a futuri decreti attuativi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Cambia la mediazione immobiliare
L’aggiornamento della normativa nel campo dell’intermediazione immobiliare era stato chiesto anche dalla Consulta. La legge che regola la materia, infatti, risale al 1989 ed è rimasta, da allora, invariata nonostante il contesto economico, tecnologico e normativo si sia evoluto negli anni.
Considerando che il 60% dei risparmi delle famiglie italiane è investito negli immobili, l’intermediazione immobiliare incide in modo importante sulla vita dei cittadini e proprio per questo avere una normativa aggiornata che garantisca maggiori standard professionali e maggiori tutele ai consumatori era necessaria.
Spesso i clienti reputano le provvigioni richieste troppo elevate rispetto alla qualità del servizio ricevuto. Proprio per questo, la formazione continua e un percorso accademico strutturato potrebbero aiutare i cittadini ad affidarsi con maggiore serenità ai professionisti del settore.