Riforma Irpef: come funziona il modello tedesco a cui si ispira l’Italia

Riforma del Fisco: per il taglio delle aliquote IRPEF l’Italia guarda alla Germania. Ecco come funziona il modello tedesco.

Riforma Irpef: come funziona il modello tedesco a cui si ispira l'Italia

Il Governo sta lavorando ad una grande riforma dell’imposta sulle persone fisiche - IRPEF - del valore di circa 10 miliardi: a darne la conferma è il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, il quale in un’intervista rilasciata a La Repubblica ha fornito i primi dettagli a riguardo.

Gualtieri, quindi, ha confermato la riforma dell’IRPEF, smentendo coloro che credevano che con lo scoppio della pandemia quest’obiettivo potesse passare in secondo piano:

Siamo ancora in emergenza e dobbiamo fronteggiarla al meglio con tutti gli strumenti disponibili. Ma stiamo passando a quella che sarà la fase cruciale del nostro impegno che ci siamo assunti un anno fa: cambiare il Paese intervenendo in maniera incisiva e strutturale per rimuovere ingiustizie e arretratezze.

Il taglio dell’IRPEF ci sarà ed è anche grazie a questo che il Governo conta di contrastare l’evasione fiscale. Ma come sarà la riforma? Gualtieri ha dichiarato che uno dei modelli che verranno presi in considerazione è quello tedesco; vediamo allora come funziona questo sistema, così da farci un’idea di come potrebbe essere la riforma in Italia.

Fisco: come funziona il modello tedesco

Il sistema fiscale tedesco si compone in quattro scaglioni e una maxi aliquota variabile che cresce progressivamente al reddito nella fascia in cui si concentrano la maggior parte dei contribuenti. Ma andiamo con ordine: come prima cosa va detto che il sistema fiscale tedesco prevede una no tax area - quindi una soglia di reddito esente da imposte - a 9.000 euro.

C’è poi una seconda fascia di reddito, dove si concentra la maggior parte dei contribuenti, caratterizzata da un’aliquota variabile. Nel dettaglio, nella fascia che va dai 9.001 euro ai 54.949 euro di reddito si parte da un’aliquota del 14% per arrivare ad un 42%. Ovviamente questa cresce progressivamente al reddito.

Ci sono poi altre due fasce reddituali caratterizzate però da un’aliquota fissa: sopra i 54.950 euro ma entro i 260.532 euro è del 42%, mentre oltre a quest’ultima soglia si sale fino al 45%.

Attenzione: per le coppie legalmente riconosciute, qualora dovessero presentare congiuntamente la dichiarazione dei redditi, le soglie suddette vengono raddoppiate. Ovviamente, così come nel nostro Paese, anche in Germania è previsto un meccanismo di detrazioni con cui ridurre il carico fiscale.

Riforma Irpef in Italia: perché il modello tedesco?

Come prima cosa è bene sottolineare che - come spiegato dal Ministro dell’Economia - il modello tedesco è solo uno di quelli che verranno presi in esame per la riforma dell’IRPEF che dovrà essere approvata nei prossimi mesi.

Si guarda comunque con interesse al modello tedesco, il quale applicato nella formula italiana potrebbe prevedere - al posto delle attuali cinque aliquote - una sola aliquota personalizzata.

Un meccanismo che potrebbe diventare iperprogressivo tanto più cresce il reddito, ponendo però un tetto del 43% (ovvero l’attuale aliquota massima). Ma per quale motivo questo sistema potrebbe essere adatto all’Italia? Perché grazie a questa strutturazione si andrebbe ad evitare uno dei problemi dell’attuale sistema, ovvero quel salto di aliquota con straordinari o aumenti contrattuali, o anche delle detrazioni decrescenti in presenza di aliquote crescenti al reddito.

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