Come si può immaginare di abbandonare un cane in aeroporto solo perché non può salire sull’aereo?
Le istituzioni di molti Paesi stanno lavorando duramente per contrastare l’abbandono dei cani, un problema purtroppo diffusissimo che a volte si compie in modi a dir poco strampalati. In parte è positivo, perché questo genere di casi è facilmente individuato dalle autorità e aiuta a sensibilizzare l’opinione pubblica. Allo stesso tempo, continua a colpire la crudeltà subita dagli animali domestici, indipendentemente dalle modalità perpetrate. L’ultima notizia che ha fatto scalpore riguarda una viaggiatrice che non potendo salire sull’aereo con il cane ha deciso di lasciarlo direttamente in aeroporto, come se fosse una decisione del tutto logica.
Per i più attenti a queste tematiche la vicenda risuonerà familiare, visto che negli ultimi anni ci sono stati diversi casi simili. In occasioni come queste si spera di avere a che fare con delle fake news, ma nelle rare ipotesi in cui sarebbero accolte con sollievo mancano. Non soltanto pare essere tutto vero, ma non si può fare a meno di sospettare un certo effetto di imitazione. In caso contrario, è (fortunatamente) inconcepibile per i più comprendere le motivazioni di questi accadimenti. Ecco cos’è accaduto.
Le rifiutano l’imbarco e quindi abbandona il cane
Una viaggiatrice americana stava per imbarcarsi su un volo in partenza da Las Vegas lo scorso 2 febbraio, quando il personale le ha spiegato che per portare con sé il suo cane avrebbe dovuto compilare alcuni documenti. La donna voleva infatti che il cane viaggiasse come cane da assistenza, ma non aveva seguito la procedura necessaria e a quanto pare non aveva nemmeno intenzione di farlo.
Anziché fermarsi per risolvere la situazione, presumibilmente perché non aveva i requisiti richiesti dalla legge o qualche altro problema analogo, la passeggera ha risolto con estrema rapidità. Pur di non rinunciare al volo ha semplicemente legato l’animale a un palo nell’aeroporto, lasciandolo da solo per salire sull’aereo. Le forze dell’ordine l’hanno ovviamente rintracciata tempestivamente, ricevendo peraltro delle spiegazioni sconclusionate.
Pare che inizialmente la viaggiatrice abbia negato l’intenzione di abbandonare l’animale, spiegando poi che grazie al microchip avrebbe potuto rintracciare il cane in un secondo momento senza perdere il suo volo aereo. In ogni caso, la donna è stata arrestata per abbandono di animali e anche per la resistenza mostrata alle forze dell’ordine. Si apprende inoltre che non si è interessata per nulla a riprendere la custodia del cane, che con il nome di JetBlue è stato affidato a un’associazione di categoria, dopo le prime cure amorevoli del personale dell’aeroporto.
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Ci sono anche dei precedenti
Come anticipato, la storia di JetBlue, fortunatamente a lieto fine, ha dei precedenti nonostante la sua assurdità. Nel mese di settembre è successo un episodio analogo all’aeroporto di Bruxelles. Qui è stato negato l’imbarco all’American Bully Pako, poiché essendo un cane brachicefalo potrebbe affrontare rischi respiratori, tant’è che molte compagnie aeree prevedono restrizioni analoghe. Comunque, la viaggiatrice ha scoperto all’ultimo minuto che non avrebbe potuto portare con sé l’animale e pertanto ha lasciato il cane a un tassista, chiedendogli di portarlo a un rifugio per animali di Bruxelles.
Il rifugio stesso ha condiviso l’accaduto per promuovere la tutela degli animali, raccontando poi che Pako è stato riconsegnato ai familiari della proprietaria. Le storie non finiscono qui, anzi, nella stessa estate si è verificato un secondo caso analogo. Un uomo ha abbandonato un cucciolo di appena 3 mesi all’aeroporto brasiliano di Florianópolis, lasciandolo peraltro nel parcheggio nascosto dalle auto, non avendo potuto imbarcarlo a causa dell’irregolarità della gabbia di trasporto.
Grazie alla tempestiva segnalazione del personale aeroportuale, comunque, anche questo viaggiatore è stato arrestato con l’accusa di maltrattamento di animali (nonostante avesse provato a giustificarsi con l’impossibilità economica di pagare il supplemento per usufruire di un trasportino corretto).
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