Riapre la centrale nucleare più grande al mondo, nonostante i timori

Ilena D’Errico

22 Gennaio 2026 - 20:15

Riapre la centrale nucleare del mondo nonostante le paure diffuse e non senza nuovi problemi.

Riapre la centrale nucleare più grande al mondo, nonostante i timori

Nonostante timori e paure che ancora limitano l’accesso a questa forma di energia, ecco che riapre la centrale nucleare più grande del mondo: Kashiwazaki-Kariwa viene rimessa in servizio dopo l’ultima brusca frenata del 2011. Una scelta coraggiosa del Giappone, che mercoledì 21 gennaio ha cominciato a riaccendere il reattore dopo 15 anni di inattività, a seguito dell’incidente di Fukushima Daiichi. Oggi, giovedì 22 gennaio, tuttavia, sono di nuovo scese le metaforiche saracinesche sulla centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa e, nella peggiore delle ipotesi, sull’ambizioso programma nucleare del Giappone, almeno nei tempi inizialmente previsti.

È sicuramente positivo un approccio cauto e prudente, ma lo stop nel bel mezzo della riaccensione resta comunque un fatto arduo da digerire e comprendere, per quanto la Tepco (azienda che gestisce la centrale) abbia rassicurato in merito. Il problema non dovrebbe essere grave, ma di fatto non abbiamo una data certa ufficiale per la nuova riapertura. Possiamo soltanto ipotizzare che sia questione di pochi giorni, visto l’iter pregresso e considerando le dichiarazioni dei portavoce aziendali, ma al momento regna l’incertezza.

Riapre la centrale di Kashiwazaki-Kariwa (o forse no)

Dopo tutto questo tempo e numerose perplessità, le autorità nucleari e la prefettura di Niigata hanno approvato la riapertura del complesso. La Tokyo Electric Power Company (Tepco), che gestisce l’azienda, stava così per far tornare in servizio la propria prima struttura dopo un’attesa che sembrava infinita, ma non è ancora arrivata al capolinea. Dopo un giorno soltanto, infatti, la Tepco ha arrestato bruscamente la corsa. La riaccensione della centrale di Kashiwazaki-Kariwa è stata sospesa ancora una volta, durante l’accensione del reattore, niente meno che a causa di un malfunzionamento.

Un duro colpo per l’azienda e in generale per il Paese, che sta compiendo un ampio programma per l’energia nucleare e sta incontrando fin troppi ostacoli sul suo cammino, a dispetto di solide competenze e strutture già avviate. Per il momento, Tepco sta agendo con prudenza, non facendo sapere quale sia stato il problema nello specifico né tanto meno a quando è stata rimandata la riapertura.

Nel complesso, l’attesa non dovrebbe essere prolungata troppo, considerando tutte le verifiche già svolte per arrivare all’approvazione. Si può ben capire, allo stesso tempo, il riserbo di Tepco per cui questo rischia di diventare un affronto alla propria credibilità, estremamente lesivo per un’azienda leader nel settore. Non bisogna dimenticare che ci si muove in uno scenario delicato, senza contare che la prolungata inattività di tutte le maggiori centrali nucleari dà facilmente luogo a problematiche di questo tipo.

Finché non si arriva all’accensione vera e propria, infatti, non tutte le problematiche emergono, le sostituzioni da eseguire e la manutenzione. Il rischio concreto è che Paesi come il Giappone, con tante e vaste centrali nucleari sospese da anni, perdano del tutto gli investimenti fatti negli anni nella loro realizzazione. Per produrre energia elettrica pulita e ridurre sempre di più la dipendenza dall’estero, infatti, il Giappone ha ad oggi riacceso 14 su 33 reattori potenzialmente utilizzabili, ma i numeri possono variare in corso d’opera.

Probabilmente, la realizzazione del progetto sarà ancora più graduale di quanto Tokyo avesse pianificato. In ogni caso, Tepco ha rassicurato sulle ragioni dell’ennesima sospensione. Il reattore numero 6 della centrale di Kashiwazaki-Kariwa: “è in condizioni stabili e non vi è alcun impatto radioattivo sull’area circostante. Un allarme del sistema di monitoraggio è scattato durante le procedure di avvio del reattore e le operazioni sono attualmente sospese”.

La centrale nucleare più grande del mondo divide il Giappone

Il Giappone punta alla neutralità carbonica entro il 2050, ma essendo ampiamente dipendente dai combustibili fossili non può che puntare sul nucleare per emanciparsi. Una scelta che non trova l’appoggio della cittadinanza, che invece manifesta continui timori per la riapertura delle centrali, compresa quella di Kashiwazaki-Kariwa.

Con un muro anti-tsunami di 15 metri e sistemi di sicurezza all’avanguardia, la centrale nucleare possiede tutte le carte in regola dal punto di vista della tutela, ma non manca di generare ansia nei residenti, ampiamente segnati in un modo o nell’altro dagli incidenti. Considerando questo stop e che il tempo richiesto per la ripresa totale dell’attività della centrale è intorno ai 10 anni non è da escludere che le petizioni ottengano effetti più decisivi, chissà con quale riflesso sulle capacità energetiche del Paese. Per il momento, però, non ci sono dubbi. Malfunzionamenti o meno la centrale riapre, solo qualche giorno dopo.

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