Il Revenge porn è reato, via libera dal Senato

Marco Ciotola

17 Luglio 2019 - 22:35

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Passa al Senato il cosiddetto Codice Rosso, ddl a tutela delle vittime di violenza domestica e di genere: il Revenge porn è ora un reato punibile con il carcere

Il Revenge porn è reato, via libera dal Senato

Con 197 sì e 47 astenuti, il Senato ha dato il via libera al ddl che disciplina le circostanze in casi di violenza domestica e di genere, inquadrando il reato di Revenge porn.

È il cosiddetto Codice Rosso, nuova legge spinta da Alfonso Bonafede e Giulia Bongiorno che stabilisce delle costanti per quel che riguarda le violenze di genere afferenti la sfera sessuale.

L’articolo più importante e citato è quello relativo al Revenge Porn, ovvero quello che inquadra come un reato punibile con il carcere la diffusione di immagini e video pornografici dell’ex partner a scopo di vendetta.

L’Italia fa così un passo in avanti su un tema particolarmente attuale, ma di fatto relegato fino a ieri in una sorta di limbo normativo che ne rendeva difficilissimo l’inquadramento penale.

Il Revenge porn è reato, via libera dal Senato

Il ddl Codice Rosso era passato alla Camera lo scorso aprile con 461 voti favorevoli e nessuno contrario, su presentazione dalla relatrice 5 Stelle Stefania Ascari.

Il reato di Revenge porn - che prevede da 1 a 6 anni di reclusione e multe fino ai 50.000 euro - si riferisce a tutti i soggetti che, dopo realizzazione a scopo privato di immagini o video a sfondo sessuale, “invia, consegna, cede, pubblica o diffonde” le stesse senza il consenso delle persone rappresentate.

La norma vale ovviamente anche nel caso in cui il materiale sia in un primo momento sottratto.
Ma Codice Rosso non inquadra solo il Revenge porn, e va a disciplinare tutte le circostanze relative alle segnalazioni e alle denunce di violenze sessuali, semplificandole e garantendo una ’corsia preferenziale’ agli abusi.

D’ora in poi infatti la segnalazione potrà avvenire anche oralmente, se seguita poi da un documento scritto, e la vittima avrà tempi più lunghi per sporgere denuncia, che passeranno dai 6 mesi attuali a 1 anno.

Cambiano tempi e oneri anche per le istituzioni atte ad accogliere quelle segnalazioni: i pubblici ministeri avranno a disposizione solo tre giorni per assumere informazioni, mentre per la polizia si fa riferimento ad azioni che dovranno essere “senza ritardo”.

Molto importante e particolarmente attuale anche il cenno ai reati di sfregio del volto, che grazie al ddl entreranno nel codice penale.

Soddisfazione è stata espressa da Giulia Bongiorno, ministro della Pubblica Amministrazione che ha promosso - insieme ad Alfonso Bonafede - il ddl:

“La legge Codice Rosso rappresenta il massimo che si può attualmente fare sul piano legislativo per combattere la violenza sulle donne; si tratta di un’importantissima novità con la quale vogliamo scongiurare che le donne stiano mesi o anni senza ricevere aiuto”.

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