Equita: questa la banca italiana su cui puntare

Gli stravolgimenti cui stiamo assistendo rendono necessario un approccio maggiormente orientato alla ricerca della qualità. Equita non ha dubbi su quale sia la sua banca italiana preferita.

Equita: questa la banca italiana su cui puntare

L’intensificarsi della crisi innescata dalla diffusione del Coronavirus ha portato forti stravolgimenti sui listini finanziari globali e su Piazza Affari in particolare, visto che il nostro Paese stato è finora il più colpito dall’epidemia.

Alla luce di uno scenario impensabile fino qualche settimana fa, Equita Sim ha emesso un nuovo report sul comparto bancario italiano per adeguare le sue valutazioni al nuovo scenario.

“Dopo l’intensificarsi della crisi, abbiamo realizzato una revisione approfondita del nostro portafoglio implementando una strategia flight-to-quality”.

Equita: questa la banca su cui puntare a Piazza Affari

“Il contesto macro e il flusso di notizie legate al Covid-19 nel mondo hanno registrato un rapido deterioramento: questo ci spinge ad adottare un approccio ancora più prudente nei confronti dei mercati”, riporta lo studio di Equita.

Nel confermare la valutazione “underweight” sul comparto, “adottiamo un approccio ancora più prudente implementando una strategia flight-to-quality”.

Il “volo verso la qualità”, che sui mercati finanziari indica lo spostamento di risorse verso i beni rifugio, implica la riduzione della valutazione sulle azioni UniCredit ad “hold”, rimpiazzata nel portafoglio dei titoli a larga capitalizzazione da Intesa Sanpaolo, che passa invece a “buy”.

Tra gli altri movimenti, Banco BPM esce dal portafoglio, anche se sul titolo è confermata una valutazione positiva e, tra le azioni a piccola/media capitalizzazione, il Creval è rimpiazzato dal Credito Emiliano, promosso a “comprare”.

Equita: Intesa/UniCredit, ecco perché abbiamo cambiato i giudizi

Come detto, il giudizio su Intesa Sanpaolo sale da “hold” a “buy” (prezzo obiettivo a 2,4 euro) mentre quello su UniCredit fa percorso inverso, passando da “comprare” a “tenere” (tp in calo dell’8% a 14,3 euro).

“Grazie ad un’efficienza sopra la media, Intesa Sanpaolo è una banca in condizioni di assorbire lo scenario macro più avverso prima di veder impattati i coefficienti patrimoniali”.

Al momento, rileva Equita, l’azione quota ai livelli del 2013 ma con fondamentali più solidi: il CET1, il coefficiente di patrimonializzazione, è passato dall’11 al 13 per cento mentre il NPE Ratio, il rapporto tra crediti deteriorati e il totale dei crediti, si attesta al 7%, contro il precedente 13%.

Per quanto riguarda UniCredit, la riduzione della valutazione è legata alla minore flessibilità di cui gode l’istituto di Piazza Gae Aulenti alla luce dello status di banca di interesse sistemico che, “in una prospettiva di medio termine, pone la sua politica dei dividendi maggiormente a rischio, rendendo la valutazione più volatile sia in termini assoluti che relativi”.

Inoltre, UniCredit paga pegno ad una qualità degli asset domestici più debole rispetto a quella di Intesa Sanpaolo visto che il portafoglio targato UCG presenta “una probabilità di default due volte maggiore”.

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