Brexit: Theresa May rinvia il voto del Parlamento. E ora?

Luca Fiore

10/12/2018

Rinviato il voto del parlamento, Theresa May ora torna a trattare con le autorità europee. Ogni ipotesi è possibile, è l’incertezza a far da padrona.

Brexit: Theresa May rinvia il voto del Parlamento. E ora?

Confermate le indiscrezioni della prima parte: la premier britannica Theresa May ha annunciato che il voto del Parlamento sull’accordo relativo la Brexit è stato rinviato.

La notizia arriva a chiusura di una giornata particolarmente intensa, aperta dalla tanto attesa pronuncia della Corte di Giustizia dell’unione europea, che ha stabilito che il Regno Unito potrà decidere unilateralmente di revocare l’Articolo 50 (e dunque la Brexit).

I rumor sul possibile rinvio del voto sull’accordo raggiunto dall’esecutivo con le autorità europee hanno spinto il cable, il cambio sterlina-dollaro, a toccare un minimo di 1,2509$, il livello minore degli ultimi 20 mesi. Con l’Euro Stoxx 50 in rosso dell’1,52%, l’indice della City, il Ftse100 ha terminato in calo dello 0,83% a 6.721,54 punti.

Divisioni insanabili sul backstop

Un’umiliante battuta d’arresto. Così la stampa d’Oltremanica definisce la mossa del n.1 di Downing Street, che nel corso di una conferenza stampa ha annunciato che il voto relativo l’accordo raggiunto con Bruxelles è stato rinviato perché “sarebbe stato respinto con un ampio margine«.»Ampie parti dell’accordo godono di un forte sostegno, su uno di questi, la questione nordirlandese, restano ampi e profondi timori”, ha detto. “Di conseguenza, dobbiamo posticipare il voto in calendario per domani per evitare di dividere la Camera”.

In particolare, l’oggetto del contendere è rappresentato dal backstop, la clausola di salvaguardia introdotta per evitare il ritorno ad un confine fisico tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord, che prevede il mantenimento dell’unione doganale tra Regno Unito e Unione europea.

Mrs May ha annunciato che incontrerà i leader europei prima dell’incontro in calendario questa settimana. “Discuterò con loro delle preoccupazioni espresse dalla Camera”.

Secondo referendum, Brexit soft o no-Brexit?

“Il primo ministro May ha sottolineato che il governo intensificherà i preparativi per una Brexit senza accordo, ma un secondo referendum, una Brexit soft (in stile norvegese) o uno scenario no-Brexit rappresentano ipotesi più realistiche”, ha commentato Silvia Dall’Angelo, economista senior di Hermes Investment Management.

Questo soprattutto alla luce “della sentenza della Corte di giustizia europea secondo cui il Regno Unito può annullare unilateralmente l’articolo 50”.