Lotta Nord vs Sud che ha un solo vincitore del dualismo, il solito. Ma la classifica 2026 ci consegna dei dati che possono sorprendere
I redditi crescono, ma il divario geografico non si chiude. Le dichiarazioni dei redditi 2025, relative all’anno d’imposta 2024 e pubblicate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), confermano che l’Italia viaggia ancora a due velocità: un Nord che consolida la propria leadership e un Mezzogiorno che insegue senza mai raggiungere. Il reddito medio nazionale si è attestato a 25.820 euro, in crescita del 4 per cento rispetto al 2023.
Un segnale positivo, amplificato dal fatto che l’inflazione nel 2024 si è fermata all’1 per cento: per la prima volta da anni i redditi reali sono cresciuti in modo apprezzabile. Il quadro territoriale, però, resta quello di sempre: Lombardia, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna sul podio, Calabria, Molise e Puglia in fondo alla classifica.
Le regioni più ricche d’Italia: il podio del Nord
La Lombardia si conferma la regione più ricca d’Italia con un reddito medio di 29.421 euro, con circa 1.440 euro di vantaggio sulla seconda classificata. A trainare il risultato è il polo economico milanese, che contribuisce a concentrare in Lombardia la quota più ampia di redditi elevati del Paese.
Al secondo posto si colloca il Trentino-Alto Adige con 27.978 euro, con una particolarità che vale la pena sottolineare: la sola provincia di Bolzano registra i valori più elevati dell’intero territorio regionale, collocandosi tra le prime province italiane per reddito medio.
L’Emilia-Romagna chiude il podio con 27.434 euro, frutto di un tessuto produttivo tra i più diversificati e solidi del Paese. Seguono Lazio (26.895 euro) e Toscana (25.692 euro), entrambe nella parte alta della graduatoria nazionale: un segnale che il divario non corre esattamente lungo la linea Nord-Centro, almeno guardando le prime posizioni della classifica.
Il quarto posto del Lazio rappresenta uno degli aspetti più interessanti della classifica di quest’anno: la concentrazione di redditi elevati nella capitale spinge la regione stabilmente nella metà alta della graduatoria nazionale, a dispetto della tradizionale assimilazione al Centro-Sud.
Ecco la classifica completa delle regioni per reddito medio pro capite 2024, secondo l’elaborazione Excellera Advisory Group su dati MEF.
| Regione | Reddito medio pro capite 2024 |
|---|---|
| Lombardia | 29.421 euro |
| Trentino-Alto Adige | 27.978 euro |
| Emilia-Romagna | 27.434 euro |
| Valle d’Aosta | 27.157 euro |
| Lazio | 26.895 euro |
| Piemonte | 26.624 euro |
| Veneto | 26.413 euro |
| Friuli Venezia Giulia | 26.250 euro |
| Liguria | 26.043 euro |
| Toscana | 25.692 euro |
| Umbria | 24.141 euro |
| Marche | 23.970 euro |
| Abruzzo | 21.985 euro |
| Sardegna | 21.329 euro |
| Campania | 20.652 euro |
| Basilicata | 20.077 euro |
| Sicilia | 19.958 euro |
| Puglia | 19.936 euro |
| Molise | 19.889 euro |
| Calabria | 18.474 euro |
Le regioni più povere d’Italia: il Mezzogiorno in coda ai dati della «ricchezza»
L’altra faccia della medaglia è quella del Mezzogiorno, dove i numeri raccontano una storia ben diversa. La Calabria si conferma la regione con il reddito più basso d’Italia, con 18.474 euro e un distacco netto dalle restanti regioni in fondo alla graduatoria. La distanza rispetto alla Lombardia supera i 10.900 euro, il che equivale a dire che un contribuente lombardo dichiara mediamente circa il 60 per cento in più di uno calabrese. Sono ben tre le regioni meridionali a non superare i 20.000 euro: oltre alla Calabria, Molise (19.889 euro) e Puglia (19.936 euro) chiudono la graduatoria nazionale, con Sicilia (19.958 euro) e Basilicata (20.077 euro) anch’esse in una fascia reddituale distante dal resto del Paese. Sardegna (21.329 euro) e Abruzzo (21.985 euro) fanno da cerniera, collocandosi tra le regioni del Mezzogiorno più vicine alla media nazionale.
Va sottolineato che le regioni meridionali hanno registrato, secondo i dati 2024, tassi di crescita nominale tra i più elevati d’Italia, un segnale di dinamismo reddituale che però non è ancora sufficiente a ridurre in modo strutturale un divario accumulato in decenni di sviluppo squilibrato. La crescita c’è, ma è distribuita su basi di partenza così diverse da rendere la convergenza ancora lontana.
Nord e Sud a confronto: sette mila euro di distanza
L’analisi per macroaree geografiche rende ancora più nitida la fotografia. Nel Nord-Ovest il reddito medio dichiarato è di 27.970 euro, nel Nord-Est di 26.340 euro, al Centro di 25.660 euro, mentre nel Mezzogiorno si ferma a 20.390 euro.
La distanza tra la macroarea più ricca e quella più povera ammonta a 7.580 euro, pari al 37 per cento del reddito medio meridionale: nel Nord-Ovest si dichiara più di un terzo in più rispetto al Sud. Un divario che non accenna a chiudersi in modo strutturale, nonostante i segnali positivi nella crescita dei redditi reali che nel 2024 - grazie all’inflazione contenuta - hanno finalmente superato il costo della vita.
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Province e comuni: dove si concentra la ricchezza in Italia
Scendendo al dettaglio provinciale, la classifica rispecchia quella regionale senza grandi sorprese.
Milano guida con 33.803 euro di reddito medio, seguita da Bologna (29.933 euro) e Monza e Brianza (29.827 euro). Le ultime posizioni sono occupate da Crotone (17.481 euro), Vibo Valentia (17.672 euro) e Ragusa (17.770 euro), tutte nel Mezzogiorno e tutte al di sotto dei 18.000 euro.
A livello comunale, la sorpresa del 2024 porta il nome di Maccastorna, piccolo comune in provincia di Lodi: con soli 76 contribuenti dichiaranti e un reddito medio di 72.157 euro, scala la classifica fino al primo posto tra i comuni più ricchi d’Italia. Un primato da leggere con cautela statistica - dove i dichiaranti sono così pochi, anche un solo contribuente ad alto reddito altera la media -, ma che conferma come la ricchezza dichiarata in Italia resti concentrata in pochissimi punti del territorio.