Regioni in Fase 2, Zaia: “Pronto a chiudere tutto”

Violetta Silvestri

19/05/2020

26/05/2021 - 13:10

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Regioni sotto pressione in questa Fase 2 ampliata dal 18 maggio: a dimostrare la tensione sono le parole di Zaia. Il governatore del Veneto, da sempre sostenitore delle aperture, ora minaccia la chiusura. Cosa è successo?

Regioni in Fase 2, Zaia: “Pronto a chiudere tutto”

Dal 18 maggio i governatori delle Regioni sono i veri protagonisti della Fase 2. Come Luca Zaia, tra i presidenti più combattivi in questa complessa situazione dominata dal virus.

Si sta riavviando la maggior parte della vita sociale ed economica del Paese, con i singoli territori a guidare le riaperture. Per questo, ogni passo falso verrà innanzitutto scaricato sulle spalle dei governatori.

Zaia lo sa bene e, confermando la sua linea della più ampia ripartenza dei settori commerciali, ha ammonito i suo cittadini: si richiude tutto se aumentano i contagi.

Cosa succede in Veneto?

Zaia: il rischio di chiudere tutto c’è. Cosa succede in Veneto?

Determinato nell’aprire tutto e nel dare ampia autonomia alle regioni per decidere cosa fare nella Fase 2 sul territorio, Zaia ha la stessa ostinazione su eventuali chiusure.

Non ha usato mezzi termini il governatore veneto nella conferenza stampa di martedì 19 maggio, esprimendo anche una certa severità:

“Stiamo seguendo anche con un po’ di ansia questa apertura importante iniziata ieri perché ci sono arrivate un sacco di foto e di filmati dei centri città con movide a cielo aperto. Così non può andare. L’uso della mascherina non può essere visto come una coercizione ma un piccolo sacrificio, che salvaguardia la salute.”

Le regole vanno rispettate ha tuonato Zaia. Altrimenti, il rischio di un aumento insostenibile dei contagi diventerà in un attimo realtà. Con conseguenze drastiche, da lui stesso riassunte: “Faccio appello a far quadrato e a rispettare le regole: se aumentano i contagi, le terapie intensive, torno a richiudere bar, ristoranti, spiagge, industrie. Almeno abbiamo rispetto per le 1.820 persone che hanno perso la vita”.

Un accorato richiamo, quindi, al senso civico e all’uso imprescindibile delle mascherine. Il Veneto, anche se sta reagendo positivamente a livello sanitario continua a essere una delle regioni più colpite dal coronavirus. E, dunque, in stretta oservazione, come Zaia sa bene.

Situazione coronavirus in Veneto

Il severo monito alla popolazione di Zaia arriva in una giornata, martedì 19 maggio, che ha registrato un calo di 250 positivi in 24 ore sul territorio. In discesa anche i ricoverati e i dimessi con i guariti. Oltre 524.000 i tamponi effettuati.

Un andamento positivo ma sul quale l’occhio è sempre vigile e cauto. Da sottolineare, come evidenziato da Zaia, che la spesa regionale per la sanità è stata di 100 milioni di euro in soli due mesi. Un campanello di allarme non solo del Veneto, ma della gestione sanitaria di tutto il Paese.

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