Reddito di emergenza, rischio truffe elevato: ecco perché

Reddito di emergenza, i sospetti dell’INPS riguardo alle domande raccolte: si teme una sorta di bagarinaggio, ecco perché.

Reddito di emergenza, rischio truffe elevato: ecco perché

Reddito di emergenza: nelle prime ore in cui è stato possibile presentare la richiesta sono state 65 mila le domande arrivate all’INPS. Niente crash informatico questa volta, ma c’è un fattore che sembra preoccupare l’Istituto (secondo quanto riportato da Il Giornale).

Il timore, infatti, è che il reddito di emergenza possa essere causa di “bagarinaggio”, con la possibilità che molti abbiano fatto richiesta per questa nuova misura per il sostegno al reddito per poi girarla a terzi.

Ma da dove provengono questi timori? Semplicemente dall’analisi delle domande raccolte, e specialmente da come queste sono state presentate all’INPS; facciamo chiarezza.

Reddito di emergenza: perché l’INPS teme centinaia di truffe?

Secondo Il Giornale, c’è un fattore che ha fatto drizzare le antenne dell’INPS che adesso teme ci possa essere un utilizzo improprio del reddito di emergenza: la modalità con cui sono state presentate le domande per il sostegno straordinario che verrà erogato per due mensilità per un importo che va dai 400,00€ agli 840,00€.

Nel dettaglio, sulle 65 mila domande raccolte - di cui 57 mila inviate da privati cittadini e le restanti da professionisti - la maggior parte non sono state presentate tramite l’intermediazione di CAF e patronati ma direttamente all’INPS tramite la modalità telematica disponibile sul sito (qui una guida completa su come fare).

I patronati dei sindacati hanno registrato numeri molto bassi, mentre la maggioranza delle richieste sono state compilate attraverso l’identificazione al portale tramite PIN INPS (pochissimi gli accessi tramite SPID o Carta Nazionale dei Servizi).

A tal proposito, come racconta il Giornale, questa è la procedura “meno mediata, visto che basta fornire dati personali, codice fiscale e una mail per ottenere le credenziali e il codice necessario per accedere al portale”.

La maggior parte degli aventi diritto, quindi, ha deciso di utilizzare la procedura telematica. Il che sta destando non pochi sospetti visto che solitamente - come tra l’altro successo per il reddito di cittadinanza - per questo tipo di richieste vi è una preferenza dei soggetti intermediari visto che generalmente la platea dei beneficiari di queste misure non ha sufficienti competenze informatiche per inviare la domanda online autonomamente.

Com’è possibile, invece, che in questo caso molti beneficiari abbiano preferito l’invio telematico della domanda? Che ci sia stata una digitalizzazione profusa in questi mesi è poco probabile; c’è chi teme piuttosto che dietro a questa preferenza possa celarsi una sorta di bagarinaggio.

In poche parole potrebbero esserci stati terzi non autorizzati che hanno fatto da intermediari, seguendo il beneficiario della misura dalla richiesta del PIN a quella stessa del reddito di emergenza.

Un’assistenza che ovviamente sarà stata ben pagata, con l’avente diritto quindi che dovrà rinunciare ad una parte del reddito di emergenza che gli verrà erogato. Insomma, una vera e propria truffa ai loro danni visto che altrimenti questi avrebbero potuto approfittare dell’assistenza - più vantaggiosa oltre che legittima - dei patronati.

E non è un caso che in queste ore nell’ambiente si sia cominciato a parlare di “bagarinaggio”, o peggio di “mercato nero del reddito di emergenza”; questioni su cui l’INPS promette di vigilare.

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