Reddito di base universale di 1.700 euro: cos’è e chi lo prende

Giorgia Bonamoneta

13 Luglio 2022 - 00:07

condividi

Che cos’è il reddito di base universale? Alcune persone stanno prendendo 1700 € al mese senza nessun requisito o limite. Ecco dove.

Reddito di base universale di 1.700 euro: cos'è e chi lo prende

Sempre più spesso si sente parlare di reddito di base universale, ma cos’è? Si tratta di una proposta europea che ha lo scopo di conseguire l’obiettivo comune secondo cui i membri dell’Europa devono garantire regimi di previdenza sociale efficienti, sostenibili, con il fine di combattere disuguaglianze. L’intento è quello di ridurre le disparità regionali e di rafforzare la coesione economica e sociale dell’Europa.

Sono molti i paesi in Europa che hanno guardato all’iniziativa con curiosità e l’Italia non è da meno, infatti ha raggiunto una quota di adesione del 113%, rispetto al raggiungimento richiesto di 1 milione di firme.

Il reddito di base universale ha come prerogativa l’essere universale e quindi senza limiti o requisiti. Per questo si discosta molto dal Reddito di Cittadinanza: non solo per il valore economico della proposta - il reddito di base supera i 1000-1500 € - ma anche perché non ha requisiti per fare domanda. Al momento in un solo paese è previsto un tentativo di reddito di base universale; si tratta del Galles, dove i giovani che sono intenzionati a lasciare casa e hanno compiuto diciott’anni avranno la possibilità di usufruire di un bonus economico di 1700 euro al mese per un anno.

Solo a raggiungimento della percentuale di firme adeguate in tutti gli Stati membri sarà possibile discutere dell’iniziativa del reddito universale di base e delle sue possibili applicazioni. Per quanto può apparire utopico “regalare” dei soldi a tutti, si deve pensare che l’idea nasce dal recupero del valore del tempo dell’individuo rispetto allo sfruttamento lavorativo e al sistematico “lavoro per la sopravvivenza”.

Che cos’è il reddito di base universale?

Sul sito dell’Unione europea, nella sezione dedicata alle iniziative, si può leggere la proposta dell’Avvio dei redditi di base incondizionati per tutta l’Europa. Si tratta proprio del reddito di base universale che, secondo quanto affermano i suoi sostenitori, ha lo scopo di eliminare le disuguaglianze.

Il reddito di base universale viene definito attraverso quattro criteri:

  • 1. È universale perché viene versato a tutti e senza requisiti. Non ci sono limiti di reddito, di risparmio o patrimonio. Ogni persona ha il diritto a ricevere il reddito di base universale e per questo è incondizionato e dovrebbe essere garantito in tutta l’Unione Europea;
  • 2. Individuale, vuol dire che chiunque ha il diritto al reddito di base universale indipendentemente dallo stato civile, dalla forma di convivenza o dalla configurazione familiare;
  • 3. È incondizionato in quanto diritto umano e non è soggetto a nessuna condizione preliminare, inoltre non si devono svolgere attività lavorative o socialmente utili per poter mantenere il reddito attivo;
  • 4. Sufficiente perché l’importo deve consentire un tenore di vita dignitosa. L’Europa dovrebbe prevenire la povertà attraverso il reddito di base universale e quindi garantire un importo superiore alla soglia di povertà.

Secondo chi propone il reddito universale di base questa iniziativa metterebbe l’Europa al primo posto tra i paesi dove la felicità non dipende più dal denaro, ma dal tempo che si passa a coltivare il rapporto con se stessi e con gli altri. Sarebbe così l’Europa il primo posto al mondo dove il concetto di povertà scomparirebbe e subentrerebbe invece quello della “dignità” del singolo. Tale requisito non è soltanto ideologia, perché gli stessi autori del testo fanno riferimento alla carta di diritti fondamentali europea che mette all’articolo 1 la dignità umana che è un valore inviolabile e deve essere rispettato e tutelato.

L’esperimento del Galles per il reddito di base universale

Al momento c’è solo un paese che sta sperimentando il reddito di base universale: il Galles. Già adesso, a partire dal 1 luglio, il governo ha offerto a un gruppo di 500 cittadini di 18 anni un reddito di 1600£, pari a circa 1860€ al mese per un anno. È un esperimento che vuole verificare non solo la fattibilità di tale iniziativa, ma anche le conseguenze sociali ed economiche su i partecipanti.

Ci si aspetta che le persone che ricevano 1600£ le investino in ricerca di lavoro, attività extra, hobby e che facciano moderatamente girare l’economia del luogo dove abitano. Non ci sono limiti di utilizzo per questi fondi mensili, ma è evidente che l’obiettivo è quello di vedere tali soldi usati per incrementare le proprie capacità o svilupparle di nuove.

Iscriviti a Money.it