Reddito di cittadinanza: cosa fare se si cambia residenza?

Hai cambiato residenza rispetto a quella indicata nella domanda del Reddito di Cittadinanza? Ecco cosa fare per non rischiare di perderlo.

Reddito di cittadinanza: cosa fare se si cambia residenza?

Reddito di Cittadinanza: cosa fare quando si cambia residenza?

Chi prende il Reddito di Cittadinanza ha diversi doveri da rispettare; tra questi c’è quello di comunicare tempestivamente eventuali cambiamenti che interessano il nucleo familiare se avvenuti nel periodo di fruizione del beneficio.

Ad esempio, è importante fare chiarezza su cosa fare nel caso in cui tutto il nucleo familiare cambi la residenza, o anche quando il cambio interessa solo una parte dei componenti. A seconda dei casi, infatti, ci sono delle procedure da seguire per evitare che il Reddito di Cittadinanza venga tolto a seguito di un cambio di residenza non correttamente comunicato.

Vediamo, a tal proposito, cosa si deve fare in caso di cambio di residenza e quali sono le procedure da seguire per non commettere errori.

Cambio di residenza di tutto il nucleo familiare: cosa fare?

Quando il cambio di residenza interessa tutto il nucleo familiare ci sono delle considerazioni da fare per capire come comportarsi. Come prima cosa bisogna capire se il cambio di residenza ha effetti sul patrimonio immobiliare del nucleo familiare, ad esempio nel caso in cui la nuova abitazione sia di proprietà.

Si ricorda, infatti, che per beneficiare del Reddito di Cittadinanza il patrimonio immobiliare - nel quale non si tiene conto della prima casa - non deve superare i 30.000 euro.

A tal proposito, con il modulo SR181 COM-Esteso, va comunicata - entro 15 giorni - “ogni variazione del patrimonio immobiliare che comporti la perdita dei requisiti”.

Ciò significa, che se il cambio di residenza segue all’acquisto di una seconda casa che comporta il superamento della predetta soglia, allora bisognerà presentare il modello COM-Esteso con il quale si certifica la perdita dei requisiti per beneficiare del RdC.

Non è necessario, invece, presentare il suddetto modello quando il cambio di residenza non comporta alcuna variazione del patrimonio immobiliare.

Ma attenzione, ciò non significa che non è necessario darne comunicazione: a seconda della residenza, infatti, vi è un CpI di competenza. La modifica della residenza, quindi, va comunicata in modo che questa possa anche essere modificata nei sistemi INPS; a tal proposito, nei mesi scorsi l’Istituto ha pubblicato una circolare con la quale viene data indicazione su come comportarsi in questa situazione, annunciando l’implementazione di uno specifico tool a disposizione degli operatori dei servizi territoriali per la modifica dei dati personali indicati nella domanda (come pure del titolare della carta RdC, qualora si ritenga necessario).

Quindi, nel caso tutto il nucleo familiare (secondo quanto indicato nella domanda) dovesse cambiare residenza è necessario che il richiedente si rechi presso l’ufficio INPS competente sul territorio per chiedere che il nuovo indirizzo venga inserito nella pratica relativa al Reddito di Cittadinanza.

Cambio di residenza di uno o più componenti del nucleo familiare: cosa fare?

Discorso differente quando il cambio di residenza non riguarda tutto il nucleo ma solamente una parte. In questo caso, infatti, bisogna capire se il cambio di residenza comporta anche l’uscita dal nucleo familiare dei soggetti interessati.

Se sì, allora sarà necessario - entro due mesi dall’evento - richiedere il nuovo ISEE nel quale si attesta la composizione del nucleo familiare.

Dopo il rilascio dell’ISEE aggiornato è anche necessario presentare una nuova domanda del Reddito di Cittadinanza. Se accolta, il Reddito di Cittadinanza avrà una durata pari a 18 mesi meno il periodo in cui si è già fruito del beneficio.

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