Reddito di Cittadinanza: cos’è cambiato con il Decreto Crescita

Grazie al Decreto Crescita più famiglie potranno fare richiesta per il Reddito di Cittadinanza: il merito è di alcune novità introdotte che rendono più flessibile l’aggiornamento Isee.

Reddito di Cittadinanza: cos'è cambiato con il Decreto Crescita

Si sta parlando molto di come il Decreto Crescita - appena convertito in legge - avrà ripercussioni sul reddito di cittadinanza, e allo stesso tempo si sta facendo molta confusione.

C’è chi parla ad esempio di cambio dei requisiti del reddito di cittadinanza in riferimento al fatto che grazie alle novità introdotte dal Decreto Crescita ci sarà la possibilità per più persone di accedere al beneficio. Questo è vero, ma è bene chiarire che non c’è alcun cambiamento dei requisiti per il RdC che restano quelli descritti dal decreto 4/2019.

A cambiare sono i casi in cui i cittadini possono fare richiesta dell’Isee corrente, oppure quelli in cui è possibile richiedere l’indicatore provvisorio. Tutte novità che rendono più semplice fare domanda per il reddito di cittadinanza aumentando le possibilità in cui è possibile fruire del beneficio nel periodo in cui, a causa della perdita improvvisa del lavoro, vi troviate in una condizione economica di difficoltà.

Fino ad oggi, infatti, per la richiesta del Reddito di cittadinanza si è fatto riferimento all’ISEE dell’anno precedente: dal momento che si tengono in considerazione i redditi percepiti nell’ultimo anno, quindi, alcuni disoccupati di breve periodo non hanno potuto comunque presentare la domanda per il contributo nonostante attualmente si trovassero in una condizione economica deficitaria.

Nonostante attualmente abbiano un reddito vicino o pari allo zero, infatti, hanno dovuto comunque dichiarare quanto percepito negli ultimi anni e questo in alcuni casi li ha portati a superare la soglia ISEE prevista per beneficiare del reddito di cittadinanza.

Con l’introduzione del Decreto Crescita però anche per loro potrebbe esserci la possibilità di richiedere il RdC: questo perché - come vedremo di seguito - sono aumentati i casi in cui è possibile fare la richiesta per l’ISEE corrente.

Reddito di cittadinanza: più flessibilità con il Decreto Crescita

Ad annunciare con entusiasmo le novità del Decreto Crescita in merito all’Isee corrente che avranno ripercussioni positive anche sul Reddito di Cittadinanza è stato direttamente il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, tramite la sua pagina Facebook.

Il vicepremier - ricordando che “il Movimento 5 Stelle non abbandona mai i cittadini” - ha spiegato cosa cambia concretamente per il RdC adesso che il Decreto Crescita è stato convertito in legge:

Con l’avvio del Reddito alcuni disoccupati si erano ritrovati nell’impossibilità di accedere alla misura perché il loro Isee risultava superiore al limite di 9.360 euro. Questo succedeva poiché il calcolo dell’Isee è effettuato sui redditi percepiti negli anni precedenti, ma alcuni in questi mesi avevano segnalato di aver perso il lavoro nel 2018. Quindi abbiamo rivisto le cose. Abbiamo modificato il sistema di calcolo dell’Isee inserendo un emendamento al Decreto Crescita.

Grazie ad apposite disposizioni, quindi, effettuare la richiesta per il reddito di cittadinanza sarà più flessibile dal momento che si terrà conto della situazione economica attuale - e non dell’ultimo anno - dell’interessato. In che modo? Grazie alle novità introdotte per l’Isee corrente, vediamo quali.

Aggiornamento Isee più flessibile

Ad essere più flessibile, in realtà, non è tanto la richiesta del reddito di cittadinanza quanto l’aggiornamento dell’Isee. È qui, infatti, che interviene il Decreto Crescita con il quale sono stati ampliati i casi in cui è possibile fare richiesta per l’Isee corrente.

Il decreto 159/2013 stabiliva che l’Isee corrente poteva essere richiesto solo al verificarsi di questi due eventi:

  • nucleo familiare che subisce un’oscillazione negativa del reddito superiore al 25%;
  • variazione della situazione lavorativa di almeno un componente del nucleo familiare risalente ai 18 mesi precedenti alla richiesta di aggiornamento.

Con il Decreto Crescita non è più necessario che sussistano entrambe le condizioni per poter fare richiesta di Isee corrente, visto che è sufficiente il verificarsi di una delle due ipotesi.

Ci sono novità anche per il calcolo Isee: secondo l’articolo 10 del D.lgs. 147/2017, infatti, per il calcolo dell’Isee ordinario si tiene conto di patrimoni e redditi riferiti al secondo anno precedente alla richiesta.

Questo sistema non è il migliore possibile dal momento che non fotografa la situazione economica attuale dell’interessato: ecco perché il Decreto Crescita ha modificato anche questa parte stabilendo che l’Isee potrà fare riferimento anche a patrimoni e redditi dell’ultimo anno se ciò è più conveniente per l’interessato.

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