Reato di tortura: il manifesto contro le Forze di Polizia

Il reato di tortura è legge: il Parlamento ha approvato l’introduzione dell’Art. 613 bis già bollato come un manifesto contro le Forze di Polizia e giudicato inutile. Ecco il testo della Legge.

Reato di tortura: il manifesto contro le Forze di Polizia

Il reato di tortura è legge, proprio ieri il Parlamento ha approvato l’introduzione dell’Art. 613 bis, da alcuni esponenti delle Forze Armate bollato come un manifesto contro le Forze di Polizia. Il lavoro degli agenti durante gli interrogatori sarà compromesso con maggiori tutele per i criminali stessi.

Il SAP di Gianni Tonelli aveva già espresso perplessità nei mesi scorsi riguardo al reato di tortura, configurato come strumento ideologico contro le Forze di Polizia e non come ricezione di un diritto del cittadino recluso. Attacchi anche più violenti all’Art. 613 bis vengono dalla politica, che giudica il reato inutile.

Il reato di tortura entra nel Codice Penale con ritardo e con errori già identificati: reiterazione del reato come fattispecie obbligatoria, prescrizione con troppe scappatoie e mancata valutazione della sofferenza dell’individuo in custodia del pubblico ufficiale.

In breve il reato di tortura è inapplicabile a gran parte dei casi attualmente in giudizio e la Corte Europea dei Diritti Umani non potrebbe neanche qualificare come tortura.

Analizziamo il testo del ddl e vediamo di chiarire alcuni punti sostanziali dell’Art. 613 bis.

L’art. 613 bis ed il reato di tortura: cosa contiene la Legge

L’introduzione del reato di tortura nel Codice Penale italiano arriva con l’Art. 613 bis e ter, contente anche l’istigazione del pubblico ufficiale alla tortura, quindi delle Forze di Polizia, uniche deputate ad estrapolare informazioni dai detenuti.
Il testo approvato con Atto del Senato 849 sancisce all’Art. 1 che

Chiunque, con violenze o minacce gravi, ovvero mediante trattamenti inumani o degradanti la dignità umana, cagiona acute sofferenze fisiche o psichiche ad una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia o autorità o potestà o cura o assistenza ovvero che si trovi in una condizione di minorata difesa,

sia punito con la reclusione dai 3 ai 10 anni.

Se dalla tortura derivano lesioni personali gravi o gravissime le pene sono aumentate di un terzo nel primo caso, della metà nel secondo. Qualora sopravvenga la morte, l’Art. 613 bis prevede l’ergastolo in caso di voluta violenza, 30 anni in caso di morte accidentale.

Se il reato di tortura è però commesso da un pubblico ufficiale, quindi nell’attività di estrapolazione delle informazioni, la pena sale da 5 a 12 anni di reclusione. Al ruolo delle Forze di Polizia è riferito anche l’Art. 613 ter, che punisce il pubblico ufficiale che istiga il collega a commettere tortura, che sarà punito con la reclusione da 6 mesi a tre anni.

Il reato di tortura c’è, ma non è applicabile

Il reato di tortura così come trasmesso dal Parlamento non è applicabile a nessuno degli attuali casi di tortura, alcuni dei quali tristemente famosi come i fatti della Caserma Bolzaneto, o la Scuola Diaz. Il punto di più discusso dell’Art. 613 bis è certamente la necessità che il reato di tortura sia reiterato.

La sofferenza procurata al recluso vittima di tortura non può essere punita solo se effettuata da atti ripetuti, poiché a provocare una lesione o una offesa può essere un singolo gesto. Inoltre è previsto dallo stesso Art. 613 bis che i danni siano verificabili, passaggio discutibile se correlato alle situazioni in cui si verifica la tortura.

Nel caso Cucchi, ad esempio, la verifica del trauma subito ha registrato difficoltà e lo stesso si può dire di casi analoghi di tortura all’interno dei presidi della legalità.

Le perplessità sul reato di tortura, tuttavia, arrivano anche dalle Forze di Polizia, preoccupate dell’uso strumentale che i criminali possono fare dell’Art. 613 bis e ter.

Potrebbe effettivamente rivelarsi un’arma a doppio taglio tale da impedire l’estrazione di informazioni utili in fase di interrogatorio. Il rischio è alto e le preoccupazioni del SAP sono giustificate.

La nuova legge sul reato di tortura non sembra accontentare nessuno, tuttavia le polemiche a caldo sono sempre molte e molto spesso di parte. Alleghiamo il testo della Legge così come approvato in Senato.

Legge tortura testo approvato
Clicca sull’icona per scaricare il testo di Legge approvato

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Argomenti:

Forze Armate Legge Reato

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