Rally delle azioni giapponesi: è arrivata la fine oppure è solo l’inizio?

Tommaso Scarpellini

7 Febbraio 2024 - 17:21

La spinta dell’indice Nikkei 225 prosegue anche nel 2024, nonostante le paure legate ad alcune variabili economiche del Giappone. Cosa sta accadendo in borsa e quali azioni seguire con attenzione?

Rally delle azioni giapponesi: è arrivata la fine oppure è solo l’inizio?

Il Nikkei 225, indice azionario giapponese, ha registrato un 2023 da record, e molti investitori si domandano se il 2024 sarà una ripetizione dell’anno precedente oppure se si assisterà a una stagione di profondo rosso per le azioni del Giappone.

Le variabili in gioco sono molteplici: si parte dall’economia del paese, che pur essendo positiva mostra tassi di crescita in contrazione, per passare alle decisioni in materia di politica monetaria della Banca del Giappone (BOJ) e arrivare infine alle scelte strategiche delle società che compongono l’indice Nikkei 225, le quali dovranno presentare utili soddisfacenti rispetto alle nuove aspettative già incorporate nei nuovi multipli societari.

Di fronte a questa incertezza, quali azioni e fondi meritano di essere seguiti con maggiore attenzione per comprendere appieno le dinamiche legate al mercato azionario giapponese?

Il rally iniziato nel 2023 è terminato?

Il Nikkei 225, ha registrato nel corso del 2023 una ripartenza borsistica notevole dopo anni di stagnazione e lateralità. Durante l’ultimo anno, l’indice ha ottenuto un incremento quasi del 40%, delineando una tendenza grafica fortemente ascendente.

A titolo di confronto, nel 2023, anno caratterizzato da un significativo recupero delle borse globali dopo un 2022 di marcati ribassi, l’indice di riferimento del mercato azionario statunitense, l’S&P 500, ha registrato un apprezzamento di circa il 24%. Il Nasdaq, indice ricco di azioni legate all’intelligenza artificiale e quindi in linea con un settore in forte crescita, ha visto un incremento vicino al 50%. Allo stesso modo, l’MSCI World, considerato l’indice globale per eccellenza, ha evidenziato una crescita di circa il 20%. Di conseguenza, il Nikkei 225 si è distinto per la sua performance, superando la maggior parte degli altri indici globali nel 2023.

Questo solleva interrogativi su se tale slancio possa mantenere il proprio ritmo anche nel 2024 o se, per gli operatori del mercato giapponese, sia giunto il momento di capitalizzare i profitti ottenuti.

Focus sull’economia del Giappone: è tempo di nuova crescita?

Un primo elemento da prendere in considerazione, è l’economia giapponese, la quale, da stagnante, sembra iniziare a mostrare cenni di ripresa. Nel 2023 è cresciuta del 2,2% e per il 2024 si prevede una crescita poco superiore all’1%.

L’inflazione si trova in territori positivi, cosa che, sebbene per le economie occidentali in questo momento stia creando dei problemi, per il Giappone rappresenta un segnale positivo. Il Paese ha dovuto affrontare un periodo deflattivo decennale che ha affossato la spesa e gli investimenti. La situazione era talmente critica che la Banca del Giappone ha messo in piedi politiche monetarie mai viste, come accettare tassi di interesse negativi. Questo per garantire che i tassi rimanessero minimi, nel tentativo di stimolare l’economia del Giappone.

La ritrovata crescita economica ha risvegliato gli utili delle società, e secondo Yerdeni Research nel 2024 è previsto un incremento del 11,5%. Questa, accompagnata dai forti buyback azionari ha creato un clima di euforia fra gli investitori nazionali ed esteri, data la convenienza dello yen.

Ed è così che molti investitori di fama mondiale si sono esposti mediatamente a favore delle azioni giapponesi: Warren Buffett, con la società Berkshire Hathaway, nel 2023 ha aumentato le partecipazioni in Giappone.

Il 2024 ospiterà nuovi ribassi per le azioni giapponesi?

Sebbene la crescita economica del Giappone si mantenga positiva per il 2024, si prevede comunque una decelerazione al 0,9%, come recentemente confermato dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) nelle sue prospettive economiche mondiali. Tale rallentamento non sarebbe motivo di preoccupazione in contesti simili a quelli del 2022 e del 2023, tuttavia genera allarme considerando che lo stesso FMI ha rivisto al rialzo le sue previsioni di crescita globale al 3,1% per il 2024.

I dubbi che aleggiano sul nuovo anno sono numerosi. Un primo punto di interrogativo riguarda l’attività della Banca del Giappone (BOJ), che, secondo molti osservatori, nel 2024 potrebbe decidere di porre fine alla politica dei tassi di interesse negativi. L’inflazione, misurata attraverso i prezzi al consumo, ha mostrato segni di rallentamento passando dai picchi di ottobre del 3,3% al 2,6%, seppur rimanendo sopra gli obiettivi fissati dalla BOJ.

Questi sviluppi potrebbero portare a un rafforzamento dello Yen e a una riduzione delle aspettative di crescita degli utili societari, influenzando probabilmente in maniera negativa le valutazioni dell’indice Nikkei 225.

Ha senso aspettarsi una continuazione dei rialzi?

Allo stesso tempo, è importante ricordare che l’analisi macroeconomica non è una scienza esatta, specialmente quando viene utilizzata per interpretare le dinamiche dei prezzi del mercato azionario. Non a caso, esistono anche fattori positivi che meritano di essere presi in considerazione, come l’aumento dei dividendi e dei riacquisti di azioni, che effettivamente stimolano la domanda di azioni giapponesi. In aggiunta, nonostante l’apprezzamento del 2023, le azioni giapponesi restano più convenienti rispetto a quelle di altri comparti geografici, con un rapporto prezzo/guadagni (P/E ratio) di 14 volte i guadagni.

Mercato azionario giapponese: cosa seguire con attenzione?

Guardando all’investimento di Buffett, le azioni scelte dall’Oracolo di Omaha sono Itochu, Marubeni, Mitsubishi, Mitsui e Sumitomo. Seguendo, invece, le indicazioni dell’investitore di fama mondiale Peter Lynch, sarebbe più sensato concentrarsi su società più familiari, come Sony, Toyota o Nintendo.

Per seguire il mercato nel suo complesso, l’indice Nikkei 225 resta una soluzione molto apprezzata, e esistono numerosi fondi, sia attivi che passivi, che offrono esposizione a questo segmento geografico. Uno dei fondi negoziati in borsa più grandi è l’iShares MSCI Japan (EWJ), che propone un’esposizione diversificata all’azionariato giapponese.

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