Qui la bolla immobiliare è già scoppiata. I prezzi sono crollati del 40%

Claudia Cervi

23 Giugno 2025 - 07:53

In questa città rallentano le compravendite e i prezzi delle case di lusso sono già crollati del 40%. Ecco cosa sta succedendo e perché i grandi capitali stanno fuggendo verso altre città europee.

Qui la bolla immobiliare è già scoppiata. I prezzi sono crollati del 40%

In una delle capitali storicamente più ambite dai grandi patrimoni internazionali, il mercato immobiliare di fascia alta sta vivendo una trasformazione radicale. I prezzi delle case di lusso sono crollati fino al 40%, un ribasso che fino a poco tempo fa sarebbe stato impensabile nei quartieri simbolo della ricchezza globale.

Non si tratta del solito ciclo economico né di una crisi finanziaria. A scatenare il crollo è stata una riforma fiscale che ha minato le basi su cui per decenni si era costruito l’appeal della città per miliardari, investitori e acquirenti stranieri.

Una misura retroattiva, che colpisce le grandi fortune, ha di fatto smantellato un regime agevolato secolare, portando con sé effetti a catena su prezzi, domanda e gettito fiscale. Il risultato è che le case un tempo irraggiungibili stanno tornando alla portata di acquirenti comuni, mentre gli investimenti speculativi evaporano. Ma questa rivoluzione silenziosa potrebbe aprire nuove opportunità nei mercati immobiliari di tutta Europa, pronti ad accogliere i capitali in fuga.

Qui i prezzi sono già crollati del 40%

Una riforma fiscale tanto ambiziosa quanto controversa ha messo in fuga i grandi patrimoni e scatenato un terremoto nel mercato immobiliare di fascia alta. Secondo Henley & Partners, nel solo 2024 oltre 11.000 milionari e 12 miliardari hanno lasciato il Regno Unito. A spingerli non è stata una crisi finanziaria o geopolitica, ma una scelta politica interna che ha portato all’abolizione del regime dei “non-doms”, attiva dal 1799, e l’introduzione di una tassa di successione retroattiva sui patrimoni, valida sugli ultimi dieci anni.

Il contraccolpo più immediato è visibile nei quartieri di Londra simbolo del lusso estremo, dove i prezzi delle case sono crollati fino al 40%. Un tempo si vendeva a cifre record, anche 2.500 sterline al piede cubo (oltre 30.000 euro al metro quadrato). Oggi, le stesse proprietà si acquistano a 1.500-1.600 sterline (19.000-20.000 euro al mq). Secondo Sotheby’s, è in atto un netto ridimensionamento dei prezzi e gli investitori stanno alla finestra in attesa di nuove occasione, mentre le vendite rallentano anche per chi cerca semplicemente di rientrare del capitale investito.

Effetti sul mercato europeo

Il terremoto immobiliare partito da Londra potrebbe tuttavia non fermarsi entro i confini britannici. Il crollo dei prezzi nel segmento ultralusso della capitale sta generando una serie di onde d’urto, alcune immediate, altre più sottili, che stanno già ridisegnando le mappe del mattone di pregio in tutta Europa.

Con l’addio al regime dei “non-doms”, la Brexit ormai metabolizzata e una stretta fiscale sempre più severa, Londra ha perso parte della sua attrattiva come capitale globale degli investimenti immobiliari. E così i capitali, soprattutto quelli extraeuropei, stanno migrando verso altri lidi. Milano, Parigi, Berlino, ma anche destinazioni leisure come le Baleari, la Costa Azzurra o la riviera toscana, stanno beneficiando di una vera e propria ridistribuzione della domanda internazionale. In particolare, l’Italia si sta rivelando una meta privilegiata, grazie a un mix di lifestyle, prezzi ancora accessibili e un regime fiscale favorevole per i nuovi residenti facoltosi.

Ma non si tratta solo di lusso. Il raffreddamento del mercato londinese potrebbe aprire la strada a un effetto domino positivo in altri contesti urbani: maggiore accessibilità, mobilità sociale, rigenerazione dei centri storici. Laddove i prezzi si erano gonfiati a dismisura, come in certe zone centrali di Parigi o Barcellona, il vento di Londra potrebbe alimentare un clima più equilibrato, spingendo venditori e investitori verso logiche meno speculative e più orientate all’utilizzo effettivo dell’immobile.

L’effetto contagio, però, ha anche un risvolto psicologico. Il brusco calo della capitale britannica ha raffreddato gli entusiasmi: in molte piazze europee si respira ora un’aria più prudente. Si allungano i tempi di vendita, aumentano le trattative, cala l’urgenza. Ma per ora non si parla di crolli: i principali mercati dell’area euro sembrano reggere, con previsioni 2025 che parlano di stabilità o di lievi rialzi, soprattutto in Germania, Francia e nei Paesi nordici.

Nel frattempo, chi fino a ieri comprava a Londra oggi guarda altrove.