Qui il governo può prelevare il 15% del tuo stipendio senza ricorrere al tribunale

Ilena D’Errico

23 Marzo 2026 - 23:30

Qualche volta il recupero crediti è così articolato da lasciar da soli i creditori, ma in altre occasioni sacrifica eccessivamente i diritti dei debitori.

Qui il governo può prelevare il 15% del tuo stipendio senza ricorrere al tribunale

Negli ultimi mesi, a voler essere generosi, gli Stati Uniti si stanno impegnando parecchio per ricordare che l’erba del vicino non è sempre più verde. Soprattutto, risvegliano l’Europa che nella grande America ha sempre visto un esempio lontano di eccellenza e prosperità. Eppure Washington si districa tra successi e fallimenti al pari di ogni altro Paese e non sempre fa sentire i suoi cittadini accolti e tutelati. Lo dimostrano le difficoltà economiche di tante famiglie statunitensi, che però non fermano i pignoramenti governativi per i debiti federali, con al primo posto i prestiti studenteschi non pagati.

Per riscuoterli, il Dipartimento dell’istruzione Usa non ha bisogno del giudice, potendo trattenere direttamente fino al 15% dello stipendio del debitore senza passare dal tribunale, nel rispetto di determinati requisiti. Certo, il sistema è efficiente per tutelare il diritto di credito e snellire i contenziosi, peraltro con un principio a cui da tempo strizza l’occhio anche l’Ue.

Ciò non cancella, tuttavia, le svariate richieste da parte delle associazioni di fermare i pignoramenti per le famiglie che già non riescono a pagare le spese giornaliere primarie. Tra casi di evasione clamorosa e recupero crediti aggressivi, la soluzione dovrebbe stare in un punto intermedio, a cui attualmente pochi riescono ad avvicinarsi.

Qui il governo può prelevare il 15% dello stipendio senza ricorrere al tribunale

Il pignoramento e in particolare il pignoramento dello stipendio è uno strumento fondamentale per consentire ai creditori di far valere i propri diritti, riscuotendo il credito dai debitori inadempienti. Perché sia davvero efficace è necessario che sia tempestivo, non lasciando i creditori a navigare tra atti e cause per poi scoprire che il debitore non ha più alcun bene aggredibile. D’altra parte, la tutela dei creditori non dovrebbe spingersi fino a privare le persone del sostentamento primario o causare loro grossi disagi senza certezze del debito.

Bilanciare questi due aspetti, per forza di cose contrapposti, non è per niente facile, tant’è che la questione è frequentemente oggetto di dibattito. Negli Stati Uniti, però, sui debiti contratti a livello federale, sostanzialmente nei confronti del governo, non c’è dubbio. La posizione di superiorità del governo è esasperata nell’ordinamento americano, dove il pignoramento dello stipendio arriva senza alcuna conferma da parte di un giudice e soprattutto manca dei limiti granitici che altri Stati preservano, indipendentemente dal passaggio giudiziale.

Il debitore ha ovviamente la possibilità di contestare l’esecuzione rivolgendosi al tribunale e di fatto ha anche spazio sufficiente per prevenire il prelievo, ma si trova comunque in una posizione fortemente svantaggiata. Per poter pignorare lo stipendio a causa di un debito statale, in particolare, devono trascorrere almeno 270 giorni consecutivi di mancato pagamento. Di conseguenza, a 9 mesi dalla scadenza della rata il governo può pretendere direttamente dal datore del lavoro parte dello stipendio fino a risanare il debito (e gli interessi di mora), entro il limite massimo del 15%.

Un sistema efficiente, ma pericoloso

Quella americana non è una misura priva di senno, per quanto severa, pertanto la percentuale pignorabile viene calcolata sullo stipendio netto, sottraendo dal totale imposte, tasse, contributi pensionistici e assicurativi e quote sindacali. Di fatto, il governo statunitense e più nello specifico il Dipartimento titolare del credito in questione può arrivare a pignorare somme molto basse, poco funzionali allo scopo.

Ma soprattutto in questi casi il rischio concreto è che i debitori siano privati di un’entrata necessaria, atteso che non esiste una soglia di guardia. Il debitore viene inoltre avvisato con un anticipo di almeno 30 giorni, attraverso una comunicazione notificata (dal Dipartimento statale o dall’appaltatore individuato) all’ultimo indirizzo presente nel database federale, motivo per cui spesso i cittadini statunitensi lamentano il mancato ricevimento dell’avviso.

Ad oggi, come anticipato, sempre più associazioni stanno protestando contro questo meccanismo, in particolar modo per i debiti dovuti ai prestiti studenteschi, per i quali ci sono ben 5,5 milioni di persone pignorabili. Da questo punto di vista le regole in Italia e in Ue in generale appaiono più bilanciate. Gli interventi utili a velocizzare la procedura e salvaguardare i crediti sono graduali e cercano di evitare disparità tra cittadini.

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